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- Capitale: Algeri
- Superficie: 2.381.740 km²
- Popolazione: 29,83 milioni
- Speranza di vita: 68,62 anni
- Pil pro capite: 4.000 $ / anno
- Valuta: 1 Algerian dinar (DA) = 100 centimes
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- Capital: Argeles
- Superficie: 2.381.740 km²
- Población: 29,83 millones
- Esperanza de vida: 68,62 años
- Pib pro capita: 4.000 $ / año
- Divisa: 1 Algerian dinar (DA) = 100 centimes
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- Official name: Democratic and Popular Republic of Algeria
- Capital: Algiers
Area: 2,381,740 km²
Population: 29.83 million
Languages: Arabic, French, Berber dialects
- Life expectation: 68.62 years
Gdp per capita: 4,000 $ / year
Currency: 1 Algerian dinar (DA) = 100 centimes
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- Ahmed Ben Bella
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- Liamine Zéroual
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- I regni che si formarono in Algeria sin dai tempi più antichi furono legati ai due
centri di polarizzazione politica della regione: la Tunisia,
dallepoca cartaginese (X secolo a.C.) e il Marocco, a
partire dalla conquista della penisola iberica da parte degli arabi (711 d.C.). Questa
posizione intermedia fece sì che in quel territorio si stabilissero quanti nn erano
daccordo con la discriminazione tra i musulmani di lunga data e quelli convertiti di
recente, dando luogo in seguito alla setta kharijita. Questa corrente religiosa sosteneva
principî egualitari e affermava che i califfi non dovevano necessariamente essere
discendenti di Maometto o suoi parenti, ma qualunque musulmano poteva accedere al
califfato indipendentemente da razza, colore o posizione sociale. Tale atteggiamento
risultò particolarmente adatto alla realtà sociale berbera e allo stato di
subordinazione in cui si trovava rispetto alla componente araba, numericamente ridotta, ma
politicamente egemone. Derivazioni di questa dottrina si diffusero notevolmente tra i
berberi e furono allorigine degli imperi nordafricani.
- Quando entrò in crisi limpero almohade, Yaglimorassen ibn Ziane creò un nuovo
stato sul litorale algerino, che ebbe una grande fioritura economica e culturale: i nomadi
si sedentizzarono e si consolidarono le frontiere. Gli zianidi governarono il paese tra il
1235 e il 1518 e dovettero far fronte alle incursioni militari spagnole che conquistarono
alcune posizioni come Orano, dopo che in Spagna i
cristiani avevano posto fine, nel 1492, a sette secoli di dominazione musulmana.
- Nel secolo XVI lAlgeria divenne, insieme alla Tunisia,
un possedimento ottomano. I fratelli Arroudj e Kheirredine cacciarono gli spagnoli dalle
coste ed estesero lautorità dello Stato su un vasto territorio. La potenza della
sua flotta incuteva rispetto e la sua sovranità fu riconosciuta in successivi trattati
(nel 1663 con i Paesi Bassi, con la Francia nel 1670, con lInghilterra nel 1681 e con gli Stati Uniti nel 1815).
- La produzione di grano crebbe a poco a poco fino a diventare merce desportazione,
per la prima volta dopo linvasione hilaliana (Mauritania).
Sarebbe stata proprio questa esportazione la causa indiretta dellintervento europeo:
alla fine del XVIII secolo, il governo rivoluzionario francese comprò dallAlgeria
grosse partite di grano che non pagò; Napoleone e la monarchia restaurata continuarono a
rinviare la questione finché nel 1830 il re dAlgeri richiese energicamente al
console francese il pagamento del debito. Avendo ricevuto ennesime scuse e rinvii rispose
con un colpo di frusta sul volto del perplesso funzionario. Il gesto impulsivo del sovrano
turco sarebbe costato caro: 36 mila soldati francesi sbarcarono per «vendicare
loffesa», pretesto di cui la Francia
approfittò per mettere in pratica i suoi già maturi progetti di instaurazione della
colonia sul litorale africano di fronte alle sue coste. Ma la resistenza algerina
sconfisse i francesi.
- Nel 1840, 115 mila soldati francesi invasero lAlgeria, riprendendo la guerra di
conquista. Ci furono in seguito numerose ribellioni senza successo contro i francesi. Al
sud del paese, tuttavia, le tribù nomadi si mantennero virtualmente indipendenti e
contrastarono la presenza francese fino al tardo XIX secolo. Nel 1873 i francesi decisero
di espropriare delle terre per instaurarvi i coloni (500 mila prima della fine del secolo
e più di un milione alla fine della seconda guerra mondiale). I pieds-noirs
francesi si appropriarono delle terre fertili e tutta leconomia del paese fu
riorganizzato per servire gli interessi della Francia.
- La resistenza nazionalista tornò a rafforzarsi negli anni 20 fino ad esplodere
nel 1945, quando i festeggiamenti per la sconfitta del nazifascismo si trasformarono in
una rivolta popolare che fu violentemente repressa: secondo fonti ufficiali francesi
morirono 45 mila algerini e 108 europei.
- Poco dopo il Partito del Popolo Algerino (fondato nel 1937) si trasformò in Movimento
per il Trionfo delle Libertà democratiche (MTLD) che partecipò alle elezioni organizzate
dai colonialisti nel 1948 e nel 1951.
- Convinti dellinutilità dello strumento elettorale, i nuovi capi
dellOrganizzazione Speciale (OS), braccio militare del MTLD, fondarono il Comitato
Rivoluzionario per lUnità e lAzione (CRUA) che nel novembre 1954 sarebbe
diventato il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), dando inizio alla lotta armata. Franz
Fanon, medico della Martinica e combattente per la
liberazione della Francia durante la seconda guerra
mondiale, entrò a far parte del FLN ed ebbe grande influenza teorica non solo in Algeria,
ma anche in tutta lAfrica subsahariana.
- Pr sostenere l«Algeria francese» e i pied-noirs il colonialismo francese
distrusse 8.000 villaggi, eliminò più di un milione di civili, utilizzò
sistematicamente la tortura e dispiegò più di 500 mila soldati. Le forze della destra
colonialista residenti in Algeria formarono la terribile Organizzazione Armata Segreta
(OAS), gruppo terrorista che mescolava il neofascismo con le rivendicazioni dei coloni
francesi che si opponevano al dominio sempre maggiore degli algerini. Finalmente il 18
marzo 1962, il generale Charles De Gaulle firmò gli accordi di Evian, che stabilivano il
cessate il fuoco e la realizzazione di un plebiscito sullautodeterminazione.
- Lindipendenza dellAlgeria fu dichiarata il 5 luglio 1962 e prima della fine
dellanno si tennero le elezioni per lAssemblea Costituente; Ahmed Ben Bella fu
nominato primo ministro. Quasi tutte le imprese straniere furono nazionalizzate, 600 mila
francesi abbandonarono il paese portando con sé tutto quanto potevano e 500 mila algerini
ritornarono a condividere le difficoltà con 150 mila contadini senza terra né cibo. Fu
introdotto il sistema di autogestione nellagricoltura e nellindustria.
- Ma il programma di autogestione di Ben Bella si scontrava con la realtà di un governo
che aveva poco potere esecutivo nellamministrazione. Nel giugno 1965 un Consiglio
Rivoluzionario guidato da Houari Boumedienne assunse il potere e incarcerò Ben Bella.
Cominciò allora a predominare sulla proposta di autogestione il centralismo,
lorganizzazione e il potere statale. Boumedienne avviò su larga scala una politica
di nazionalizzazione e lanciò un programma di industrializzazione rapida, basato
sullesportazione di petrolio e gas naturale liquido. Vi fu allora una fase di
espansione economica che però non si estese alle campagne. La popolazione crebbe più
della produzione agricola e lAlgeria, da esportatrice che era, divenne importatrice
di alimenti. Nelle città si succedevano gli scioperi.
- Houari Boumedienne morì nel dicembre 1978, dopo una lunga malattia. Nel 1976 fu
approvata una nuova Costituzione e nel 1977 furono eletti i nuovi membri
dellAssemblea Nazionale che designarono il colonnello Chadli Benjedid come nuovo
presidente.
- Durante il quarto congresso del FLN, nel gennaio 1979, Benjedid ottenne la quasi
unanimità dei voti e fu confermato alla presidenza con pieni poteri.
- Il presidente algerino avviò una politica di distensione, liberando Ahmed Ben Bella
dopo 14 anni di carcere. Furono tolte le restrizioni per i viaggi allestero, furono
ridotte le tasse e non fu più vietata la costruzione privata di abitazioni. I grandi
monopoli economici statali cominciarono a essere divisi fra imprese minori. Si favorì la
ristrutturazione delle imprese statali inefficienti, dando impulso anche a quelle private.
- Benjedid venne rieletto nel 1984. Nellottobre 1988 cominciarono le proteste in
varie città per la mancanza dacqua e di generi di prima necessità, impugnando la
legittimità del FLN e dei militari. Tra i principali gruppi di agitazione popolare
cerano militanti musulmani fondamentalisti. Alcune moschee, soprattutto nei
quartieri popolari divennero sede di manifestazioni politiche, particolarmente il venerdì
sera, dove la preghiera nella moschea culminava con una dichiarazione politica in cui
esprimevano proteste economiche e sociali.
- Alcuni settori dellislamismo integralista più radicale, influenzati dallIran, cominciarono a inviare combattenti volontari in Afghanistan per condurre la jihad o «guerra
santa» contro il regime di Kabul appoggiato dallURSS.
In un clima di proteste e agitazioni, Benjedid promulgò una nuova Costituzione che, verso
la metà del 1989, introdusse una nuova forma di multipartitismo e mise fine al monopolio
di potere del FLN.
- Più di venti gruppi oppositori, tra cui gli islamici, manifestarono apertamente i
propri punti di vista. Le organizzazioni più importanti furono il Fronte Islamico di
Salvezza (FIN), la Lega della Dawa Islamica, il Partito dellAvanguardia
Socialista (PAGS), comunista, e il Gruppo per la Cultura e la Democrazia (Rdc), con una
forte base cabila (minoranza etnica di origine berbera). Mouloud Hamrouche, dirigente
dellala riformista, divenne primo ministro. Nelle prime elezioni multipartitiche
dallindipendenza dellAlgeria dalla Francia,
nel 1962, il FIS ottenne un importante trionfo sul FLN.
- Il governo di Mouloud Hamrouche si dimise nel giugno 1991 nel mezzo dellagitazione
promossa dalle moschee. Nei primi giorni di giugno fu dichiarato lo stato dassedio
nel paese di fronte alle forti proteste degli agitatori del FIS, che esigevano elezioni
presidenziali anticipate e la proclamazione di un nuovo stato islamico. Fu eletto nuovo
primo ministro Sid Ahmed Ghozali, tecnico petrolifero (la principale ricchezza del paese),
che era stato cancelliere del precedente governo. Le elezioni politiche e presidenziali
furono anticipate entro la fine dellanno e il FIS sospese la sua campagna di
agitazione.
- Il paese chiese prestiti al FMI per attutire le
fluttuazioni del prezzo del petrolio. Ghozali propose riforme al Parlamento per assicurare
la trasparenza del sistema elettorale, ma furono boicottate dalla maggioranza parlamentare
del FLN. Tra tali riforme cera la possibilità di abolire il diritto delluomo
di votare in nome della moglie.
- Nelle elezioni di dicembre 1991 lastensionismo giunse al 40% dei 13 milioni di
aventi diritto al voto. I risultati del primo turno per il rinnovamento di 430 seggi del
Parlamento videro la vittoria del FIS, che ottenne 188 seggi e il sostegno di 3,2 milioni
di votanti; il Fronte delle Forze Socialista (FFS), un partito secolare controllato dai
berberi, ottenne 25 seggi, mentre al FLN andarono 15 seggi.
- I settori antifondamentalisti, allarmati dalla vittoria del FIS e guidati dal centro
operaio UGTA e dal FFS, convocarono 100 mila persone nel centro di Algeri. Vi
parteciparono anche settori femminili, professionali e intellettuali.
- Il presidente Chadli Benjedid si dimise dietro forti pressioni di militari e politici
timorosi di una vittoria del FIS e salì al potere un Alto Consiglio di sicurezza composto
da tre militari e dal primo ministro. Poco dopo fu creato lAlto Comitato di Stato,
presieduto da Mohamed Boudiaf, leader dissidente del FLN, in esilio dal 1964.
Immediatamente cominciarono gli arresti dei capi del FIS e furono annullati i risultati
delle elezioni. In febbraio, lAlto Comitato di Stato proclamò lo stato di emergenza
in tutto il paese per la durata di un anno. Lesercito si opponeva a qualunque
possibilità di condividere il potere con il FIS.
- Nel marzo 1992 il FIS fu dichiarato illegale. Nei primi giorni di aprile, il governo di
Ghozali sciolse circa 400 giunte comunali guidate da membri del FIS dopo le elezioni
amministrative del giugno 1990. Alla fine di aprile, il Tribunale supremo ratificò la
dichiarazione di illegalità del FIS.
- La violenza di entrambe le parti, governo e islamici, continuò ad aumentare. A giugno,
Boudiaf fu assassinato pubblicamente da una delle sue guardie del corpo mentre teneva un
discorso. La scomparsa di Boudiaf, sostituito da Ali Kafi, e le dimissioni di Ghozali
segnarono un irrigidimento del governo nei confronti dellopposizione.
- A settembre, il governo del primo ministro Belaid Abdelsalam decretò una serie di
misure «antiterroristiche», tra cui lestensione della pena di morte per vari rati.
Amnesty International calcolò che più di
duemila persone avevano perso la vita in questo primo anno di guerra civile. Nel febbraio
1992, lAlto Comitato di Stato prorogò lo stato demergenza a tempo
indeterminato, impose il coprifuoco ad Algeri e in cinque province e sciolse tutte le
associazioni collegate con il FIS.
- A partire da quel momento lesercito si trovò tra lalternativa di negoziare
e quella di sconfiggere militarmente i gruppi armati islamici. Verso la fine del 1993, il
FIS si disse disposto ad avviare un dialogo con il governo che rispose liberando circa 60
fondamentalisti islamici incarcerati e organizzando una conferenza per avviare le
trattative.
- Tuttavia il tentativo fu il primo di una lunga serie di insuccessi causati dal
disaccordo tra le diverse forze politiche. Il governo si rifiutò di convocare alcuni
gruppi islamici; il FLN e il Fronte delle Forze Socialiste (FSS) di Hocine Ait Ahmed
affermarono che un presidente eletto da quella conferenza non avrebbe avuto alcuna
legittimità. Dopo questo tentativo fallito, il governo elesse il ministro della Difesa,
Lamine Zéroual, presidente del paese per tre anni.
- La caduta di Abdelsalam, che si opponeva alle privatizzazioni di massa, permise la firma
di un accordo tra il FMI e il nuovo governo di Redha
Melek agli inizi del 1994. La crescita del debito estero coincise con un aumento della
disoccupazione, che raggiunse il 22% della popolazione attiva. In quello stesso anno Malek
fu sostituito da un altro sostenitore della liberalizzazione economica, Mokdad Sifi,
considerato più aperto al dialogo con i fondamentalisti.
- In quello che fu linizio di una crescente divisione di tutte le forze politiche,
la guerriglia fondamentalista si divise in Gruppo Islamico Armato (GIA) e Movimento
Islamico Armato. Gli scontri tra entrambe le parti, governo e fondamentalisti,
proseguirono per tutto lanno, senza che nessuno dei due fosse in condizioni di
ottenere una vittoria militare. In una delle loro azioni, i fondamentalisti resero
possibile la fuga di mille detenuti dal carcere di massima sicurezza di Tazoult.
- La guerra civile continuò per tutto il 1995 e, nonostante un certo vantaggio militare
ottenuto dal governo, la sconfitta dellopposizione fondamentalista non fu possibile.
Anche i tentativi politici per uscire dal conflitto non diedero grossi risultati.
Allinizio dellanno, dopo essersi incontrati a Roma, il FIS, il FLN, il FFS e i
fondamentalisti moderati di Hamas proposero al governo di mettere fine alla violenza, di
liberare i prigionieri politici e dar vita a un governo di unità nazionale che avrebbe
indetto le elezioni. Nonostante lappoggio di Spagna,
Stati Uniti, Francia
e Italia, la proposta non fu accettata da Zéroual.
- Il presidente algerino continuò la guerra contro i fondamentalisti e indisse elezioni
presidenziali per novembre 1995. Il FIS, il FLN e il FFS boicottarono le elezioni, che
Zéroual vinse con il 61% del voti, contro il 25% del moderato Mahfoud Nahnah. Nonostante
la presenza di osservatori internazionali, permasero forti dubbi sulla trasparenza degli
scrutini.
- Nei primi mesi del 1996 il governo guidato da Zéroual, che sembrava contare
sullappoggio del nuovo gruppo dirigente del FLN, ottenne importanti vittorie
militari e proseguì il piano di aggiustamento strutturale previsto dal FMI, accentuando il crescente impoverimento di gran parte
della classe media e dei settori più sfavoriti.
- Il mese di gennaio 1997 fu particolarmente violento e il GIA dimostrò di avere ancora
unalta capacità operativa. Più di 200 persone morirono in diversi attentati (una
cinquantina circa furono sgozzate), ponendo il governo in stato di massima allerta.
- Con lavvicinarsi della data delle elezioni politiche, fissate per il 5 giugno, la
violenza si accentuò. Le elezioni diedero la maggioranza relativa al partito governativo
che ottenne 155 dei 380 seggi. Il gruppo islamico moderato, Movimento per una Società
Pacifica, conquistò 69 seggi, il FLN 64 e il Fronte delle Forze Socialista 19, come il
Gruppo per la Cultura e la Democrazia. Il FIS, che aveva invitato a boicottare le
elezioni, si dichiarò soddisfatto del tasso di astensioni che raggiunse il 34%.
- Nellagosto 1997 il leader del FIS, Abasi Madani, appena liberato, confermò la
disponibilità del suo movimento a porre fine alla violenza attraverso il dialogo con il
governo. Tuttavia, in quello stesso mese, il massacro di circa 300 persone in una piccola
località a sud di Algeri, considerato latto più violenta dei guerriglieri islamici
dallinizio della guerra civile nel 1992, allontanò ancora una volta la possibilità
di mettere fine al conflitto. Testimoni dellevento dissero che i soldati
dellesercito algerino avrebbero potuto evitarlo, ma avevano preferito non
intervenire. In ottobre, il trionfo del partito governativo nelle elezioni per i comuni e
le province confermò il predominio della coalizione di governo, ma lasciò poche speranze
in un cambiamento.
- Larresto in Belgio, a marzo del 1998, di un
gruppo di militanti islamici algerini fu definito dalle autorità belghe un primo passo
verso lo smantellamento delle basi europee del GIA.
- Amnesty International denunciò la
responsabilità per la morte e la scomparsa di centinaia di persone delle forze di
sicurezza governativa e dei gruppi armati di opposizione. Lorganizzazione denunciò
anche torture e maltrattamenti di detenuti, e il superamento dei limiti legali dei tempi
di detenzione.
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- Schede:
- Almoravidi e Almohadi
- La civiltà islamica: origini e fondamenti
- I tuareg, figli del vento e della sabbia

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