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- Capitale: Luanda
- Superficie: 1,246,700 km²
- Popolazione: 10.548 million
- Speranza di vita: 47.32 years
- Pil pro capite: 800 $ / year
- Valuta: 1 new kwanza (NKz) = 100 lwei
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- Capital: Luanda
- Superficie: 1,246,700 km²
- Población: 10.548 million
- Esperanza de vida: 47.32 years
- Pib pro capita: 800 $ / year
- Divisa: 1 new kwanza (NKz) = 100 lwei
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- Official name: Republic of Angola
- Capital: Luanda
Area: 1,246,700 km²
Population: 10.548 million
Languages: Portuguese, Bantu and other African languages
- Life expectation: 47.32 years
Gdp per capita: 800 $ / year
Currency: 1 new kwanza (NKz) = 100 lwei
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Nel 1482 una flotta portoghese comandata da Diogo Cão raggiunse la foce del fiume
Congo. Fu questo il primo contatto degli angolani, integrati nellantico regno del Congo, con i portoghesi e fu anche linizio del processo di
colonizzazione. Tale processo cominciò prima attraverso missioni di evangelizzazione e di
commercio e, in seguito, per mezzo di spedizioni militari contro i popoli che abitavano
linterno dellAngola.
- I vari regni presenti nel paese si opposero tenacemente alloccupazione straniera
fino alla metà del secolo XVIII. Le guerre e la schiavitù ridussero la popolazione
angolana da 18 milioni nel 1450 ad appena 8 milioni nel 1850. Pur così ridotta la
popolazione dellAngola non smise mai di opporsi alla colonizzazione portoghese;
emersero, in questa resistenza, figure come Ngola Kiluange, Nzinga Mbandi, Ngola Kanini,
Mandume e altri.
- A partire dalla Conferenza di Berlino, che nel 1884 divise lAfrica tra le potenze
coloniali europee, il Portogallo intensificò la
penetrazione militare, ma solo più tardi riuscì a «pacificare» linterno dopo
trentanni di campagne militari (1890-1921).
- Il numero dei coloni portoghesi in Angola aumentò rapidamente. Si calcola che nel 1900
fossero 10.000, 80.000 nel 1950 e 350.000 alla fine del 1974, poco prima
dellindipendenza. Tuttavia, un colono su cento viveva in fattorie allinterno
del paese. Leconomia coloniale era parassitaria, basata sullo sfruttamento delle
risorse minerarie e agricole, di diamanti e caffè. Tutti i guadagni restavano nelle mani
degli intermediari portoghesi.
- Il Portogallo non si piegò alla politica di
decolonizzazione di Francia e Gran Bretagna negli anni 60. Il 10 dicembre 1956
gli indipendentisti angolani fondarono il Movimento Popolare per la Liberazione
dellAngola (MPLA), nel quale confluirono piccole organizzazioni nazionaliste, come
PLUA, MINA e MIA. Lobiettivo era quello di obbligare il governo portoghese a
riconoscere il diritto del popolo allautodeterminazione e allindipendenza. Ma
il Portogallo rifiutò ogni iniziativa di conquistare
la libertà per via pacifica.
- Il 4 febbraio 1961 un gruppo di militanti del MPLA, appartenenti alle classi più
sfavorite, prese dassalto le prigioni di Luanda e altri punti strategici della
capitale. Questa coraggiosa azione incoraggiò la resistenza delle altre colonie
portoghesi. Si decise così che la lotta non doveva essere rivolta solo contro il
colonialismo, ma anche contro il sistema di potere internazionale che lo sosteneva, e
contro la discriminazione razziale e il tribalismo.
- Negli anni seguenti nacquero altri movimenti indipendentisti: il Fronte Nazionale di
Liberazione dellAngola (FNLA, guidato da Holden Roberto), il Fronte di Liberazione
di Cabinda (FLEC) e lUnione per lIndipendenza Totale dellAngola (UNITA,
capeggiata da Jonas Sawinbi), con basi regionali nel centro e nel sud del paese. Nel
gennaio 1964, sotto la direzione del presidente Agostinho Neto, il MPLA organizzò un
incontro a livello dirigenziale per definire la strategia della guerra popolare
prolungata.
- Le ripetute manifestazioni di solidarietà con gli indipendentisti a livello
internazionale, gli insuccessi militari in Angola, Mozambico e
Guinea Bissau e le difficoltà interne del Portogallo fecero sì che lesercito coloniale
perdesse le presenze di una vittoria militare. Uninsurrezione guidata dal Movimento
delle Forze Armate (MFA) rovesciò, in Portogallo, il
25 aprile 1974, il regime dittatoriale di Oliveira Salazar e Marcelo Caetano.
- Il MFA riconobbe espressamente il diritto dei popoli delle colonie africane
allautodeterminazione e allindipendenza e invitò il MPLA, il FLNA e
lUNITA a partecipare, con il Portogallo, a un
governo di transizione verso lindipendenza. Il funzionamento di questa
amministrazione fu stabilito dagli Accordi di Alvor, del gennaio 1975. Poiché a questo
punto le differenze politiche e ideologiche tra questi tre gruppi erano inconciliabili (il
FNLA riceveva lappoggio diretto dei servizi segreti degli Stati Uniti e laiuto
militare dello Zaire; lUNITA era chiaramente spalleggiata
dal Sudafrica e dai coloni portoghesi, mentre il MPLA si
allineava ideologicamente con i paesi socialisti), gli accordi non vennero mai applicati.
- Il FNLA e lUNITA scatenarono a Luanda una serie di attacchi contro il MPLA, e ciò
provocò un duro scontro militare per il controllo della capitale. Contemporaneamente, tra
settembre e ottobre dello stesso anno, lo Zaire invase
lAngola dal nord, mentre il Sudafrica, con la
complicità dellUNITA, attaccava a sud.
- L11 novembre 1975, giorno previsto per mettere fine alla dominazione coloniale, il
MPLA proclamò a Luanda lindipendenza, dopo il ritiro delle autorità e delle ultime
truppe portoghesi, senza che vi fosse un formale passaggio di potere. Il nuovo governo
respinse linvasione sudafricana con lappoggio di 15.000 soldati cubani. Nel
1976 le Nazioni Unite riconobbero il governo del MPLA
come rappresentante legittimo dellAngola. Tuttavia, gli attacchi sudafricani
continuarono dal territorio della Namibia, a sostegno
dellUNITA.
- La situazione delleconomia angolana era fortemente precaria. La guerra aveva
paralizzato la produzione negli estremi nord e sud del paese. Gli europei emigrarono in
massa, portandosi via tutto quello che potevano e lasciando inoperosi gli impianti di
produzione.
- Di fronte a questa situazione, il governo angolano avviò il recupero dei principali
centri di produzione e linquadramento della manodopera, in genere poco qualificata e
analfabeta. Sorse in questo modo un ampio apparato statale che si trasformò in motore
delleconomia. Le banche e le attività considerate strategiche furono
nazionalizzate.
- Nel maggio 1977 lala «Rivolta Attiva» del MPLA, capeggiata da Nito Alves, tentò
un colpo di stato. Sei alti dirigenti furono assassinati, ma il complotto fu sventato in
poche ore. Sette mesi dopo, il MPLA realizzò il suo primo Congresso, si proclamò
marxista-leninista e adottò il nome MPLA-Partito del Lavoro. Nel 1978 si intensificarono
i vincoli politici ed economici con i paesi del Consiglio di Mutua Assistenza Economica.
- Il 10 settembre 1979 Agostinho Neto morì di cancro a Mosca. Gli successe il ministro
per la programmazione economica, lingegnere José Eduardo Dos Santos.
- Nellagosto 1981 i sudafricani lanciarono loperazione «Smoke-shell»,
utilizzando 15.000 soldati, mezzi blindati e aerei, per avanzare di 200 km nella provincia
meridionale di Cunene. Il governo di Pretoria giustificò laggressione come
unoperazione contro basi di guerriglieri della SWAPO, il movimento di liberazione
della Namibia. Tuttavia il loro vero obiettivo sembra essere
stato la creazione di una «zona franca» nella quale lUNITA potesse installare un
secondo governo angolano, capace di ottenere un riconoscimento internazionale.
- La resistenza militare angolano-cubana bloccò questo tentativo e i successivi attacchi
negli anni seguenti. Le spese militari, le pressioni internazionali e la crescita della
mobilitazione interna anti-apartheid obbligarono il Sudafrica
ad avviare trattative diplomatiche con il governo del MPLA. Nel dicembre 1988, un accordo
tripartito firmato a New York (tra Angola, Sudafrica e Cuba) pose fine al conflitto tra Luanda e Pretoria,
stabilendo lindipendenza della Namibia e il ritiro delle
truppe sudafricane e cubane dallAngola.
- Nel giugno 1989, alla presenza di venti capi di stato africani, lUNITA firmò una
tregua a Gbadolite, in Zaire, ma il cessate-il-fuoco durò appena
due mesi. Alla fine di aprile del 1990, le autorità angolane annunciavano a Lisbona la
ripresa delle trattative con lUNITA, allo scopo di ottenere un cessate-il-fuoco
definitivo nel paese. Un mese dopo, Jonas Savimbi riconosceva ufficialmente il presidente
José Eduardo Dos Santos come capo dello Stato.
- Alla fine del 1990 il MPLA annunciò lintroduzione di alcune riforme finalizzate a
instaurare un socialismo democratico. L11 maggio del 1991 fu emanata una legge sui
partiti politici che mise fine allunipartitismo del MPLA. Nello stesso tempo si
proibì che membri attivi delle Forze armate, della polizia o del potere giudiziario
appartenessero a partiti politici. Il 17 maggio fu dichiarata unamnistia politica
generale. Sei giorni dopo gli ultimi militari cubani si ritirarono dallAngola.
- Con lintervento dei governi di Stati Uniti, Portogallo,
Unione Sovietica e dellONU,
il governo angolano e lUNITA firmarono un accordo di pace, il 31 dello stesso mese,
nella località portoghese di Estoril, dopo 16 anni di guerra civile. Laccordo
includeva il cessate-il-fuoco immediato, lindizione di elezioni nel 1992 e la
creazione di una Commissione Congiunta Politico-Militare (CCPM), con limpegno di
organizzare un esercito nazionale formato da effettivi di entrambe le parti. A partire dal
14 novembre, il Comando Supremo delle Forze armate fu assunto dai generali João de Matos
(MPLA) e Ahilo Camalata Numa (UNITA).
- Holden Roberto, leader del Fronte Nazionale di Liberazione dellAngola (FNLA) e
Jonas Savimbi, presidente dellUNITA, tornarono a Luanda rispettivamente
nellagosto e nel settembre 1991, dopo 15 anni desilio, per dare inizio alle
campagne elettorali. Gli Stati Uniti continuarono a sostenere lUNITA.
- Nel quadro politico emergente dalla transizione verso un sistema multipartitico sorsero
nuovi partiti che realizzarono accordi con il MPLA-Partito del Lavoro e con lUNITA.
Ne risultò una crescente polarizzazione in vista delle elezioni del 1992.
- I cambiamenti degli anni 90 andarono al di là degli accordi a livello politico e
diplomatico e si riflessero nella mobilitazione e nella trasformazione della società
angolana. LOrganizzazione della Donna Angolana (OMA), fondata nel 1961, si staccò
dal MPLA divenendo unorganizzazione non governativa (ONG). Nel suo primo congresso,
nellagosto 1991, lOMA stabilì una piattaforma comune tra gruppi ecclesiali,
intellettuali e associazioni di professionisti.
- Pressato da un debito estero di oltre sei milioni di dollari, il governo fece appello
alla comunità internazionale per ottenere aiuti economici. Gli Stati Uniti si rifiutarono
di sospendere il blocco economico e diplomatico, affermando che lAngola era un paese
marxista e annunciarono che non lavrebbero riconosciuto diplomaticamente fino alle
elezioni del 1992. Di conseguenza, le compagnie statunitensi in Angola non ottennero
crediti dalle banche del loro stesso paese.
- Dopo intense trattative tra il governo e lUNITA, si concordò di tenere le
elezioni nel settembre 1992. Il MPLA, che era al governo, ottenne quasi il 50% dei voti
contro il 40% dellUNITA. Savimbi non ammise la sua sconfitta e ordinò di riaprire
le ostilità. Le truppe dellUNITA occuparono le miniere di diamanti
dellinterno, lasciando al governo il petrolio come unica fonte di entrate fisse (tra
i 1.600 e i 1.700 milioni di dollari lanno).
- Nel novembre 1993 ripresero i colloqui di pace a Lusaka, capitale dello Zambia, dove un anno dopo, nel novembre 1994, fu firmato un accordo
di pace. Ma i principali punti su cui verteva laccordo, tregua e cambiamenti
costituzionali in modo che Savimbi potesse accedere alla vicepresidenza del governo, non
si concretizzarono fino alla fine del 1995 e i combattimenti continuarono.
- Nel corso del 1996 vi furono dei progressi nellapplicazione di quanto concordato a
Lusaka. A maggio fu approvata una legge di amnistia e alcuni militari dellUNITA
entrarono a far parte delle Forze armate dellAngola. Nello stesso tempo,
lorganizzazione di Savimbi ritirò gran parte delle sue truppe e cominciò a
riconsegnare alcune armi. La guerra civile provocò la crisi sociale ed economica più
grave della storia angolana. Ladozione di misure di liberalizzazione economica,
previste dal FMI e dalla Banca Mondiale, non diedero i
risultati sperati.
- Nellaprile 1997, dopo lunghi e difficili negoziati, lUNITA accettò di far
parte del governo a livello esecutivo, legislativo e militare. Sebbene la sua posizione
fosse debole nella capitale, le forze di Savimbi controllavano ancora il 40% del
territorio. La caduta di Mobutu Sese Seko in Zaire, a maggio,
indebolì ancora di più lUNITA che a giugno si vide obbligata ad abbandonare zone
della frontiera settentrionale. Gli angolani volevano evitare linfiltrazione nel
loro territorio di truppe di Mobutu, vecchio alleato di Savimbi, che fuggivano dal governo
di Laurent Kabila, vecchio alleato di Dos Santos.
- Nel marzo 1998 migliaia di soldati smobilitati, la maggior parte con poca o nessuna
istruzione, ebbero serie difficoltà a tornare ai propri villaggi dorigine, per via
delle scarse prospettive di impiego nei piccoli centri rurali e della lentezza degli aiuti
economici. Dal 1994, solo 300 mila dei 4,5 milioni di persone sradicate dalla guerra
civile furono in grado di reinserirsi secondo le stime delle Nazioni
Unite. La presenza di numerose mine, disseminate per tutto il territorio, aumentò il
senso di incertezza della popolazione.
- Nonostante laccordo, gli scontri continuavano. Le Nazioni
Unite, e perfino Washington, sua antica alleata, fecero pressione su Savimbi affinché
rispettasse gli accordi e cessasse le ostilità. Alcuni membri dellUNITA, in
particolare quelli che avevano ottenuto incarichi di governo, si mostrarono favorevoli a
raggiungere una pace definitiva. Il gruppo di Savimbi disponeva di 4 ministri, 7
viceministri e 77 deputati nellAssemblea Popolare. Daltra parte, si calcolava
che uneventuale rivolta, con forze armate meglio equipaggiate rispetto agli anni
precedenti, avrebbe lasciato poche possibilità di vittoria al leader dellUNITA.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della colonizzazione

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