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- Capitale: Porto-Novo
- Superficie: 112.620 km²
- Popolazione: 5,902 milioni
- Speranza di vita: 53,15 anni
- Pil pro capite: 1.440 $ / anno
- Valuta: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
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- Capital: Porto-Novo
- Superficie: 112.620 km²
- Población: 5,902 millones
- Esperanza de vida: 53,15 años
- Pib pro capita: 1.440 $ / año
- Divisa: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
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- Official name: Republic of Benin
- Capital: Porto-Novo
Area: 112,620 km²
Population: 5.902 million
Languages: French, Fon and Yoruba
- Life expectation: 53.15 years
Gdp per capita: 1,440 $ / year
Currency: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
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- Mathieu Kérékou
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
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- Il Benin (si chiamava Dahomey fino al 1975) figura tra i paesi più poveri del mondo. La
zona è quella della cultura yoruba, nata attorno alla città di Ife, da cui la
popolazione ewe, che appartiene allo stesso ceppo linguistico, diede vita nel secolo XVI a
due regni: Hogbonu (oggi Porto-Novo), e quello più conosciuto di Abomey,
nellinterno. Questi stati si organizzarono intorno alla tratta degli schiavi, e
funsero da intermediari.
- I re fon di Abomey organizzarono uno stato centralizzato, che estese i suoi possedimenti
verso est e verso ovest rispetto alle attuali frontiere del Benin. Un esercito moderno,
disciplinato e armato con fucili europei (che contava su un cospicuo contingente di donne,
caratteristica mantenuta fino alla fine del secolo XIX), consentì di rompere con la
tutela degli Alafin di Oyo (Nigeria) e conquistare così varie
città yoruba. Dal secolo XVII trafficanti inglesi, francesi e portoghesi utilizzarono il
porto di Ouidah, principale centro della tratta, per far arrivare i convogli di schiavi.
- La monarchia di Abomey ricevette un duro colpo quando lInghilterra proibì la tratta degli schiavi nel 1818;
tuttavia il re Ghezo (1818-1856) continuò la tratta clandestina verso Brasile e Cuba.
Promosse inoltre lo sviluppo dellagricoltura e adottò un ferreo monopolio statale
sul commercio estero.
- Il nipote del re, Banhanzin, nel 1889 ereditò uno stato prospero, sul quale incombeva
già la minaccia coloniale. Lesercito francese sbarcò nel 1891, scontrandosi con i
fon, che non riuscirono ad impedire loccupazione della capitale nel 1892. Il re e il
suo esercito ripiegarono nella foresta e da lì continuarono a resistere fino al 1894.
Benhanzin si trasformò in un simbolo della resistenza anticoloniale e morì in esilio a Martinica nel 1906.
- Il primo impegno dei colonialisti fu la distruzione della struttura politica
centralizzata dellantica monarchia fon. Tutte le regole della società tradizionale
vennero modificate e si introdusse un sistema di super-sfruttamento della manodopera
agricola. I francesi monopolizzarono il commercio di olio di palma e così mandarono in
rovina le famiglie che, per circa un secolo, avevano resistito alla penetrazione
straniera.
- Allinizio di questo secolo, la colonia di Dahomey (nome attribuito dai francesi)
non era autosufficiente. Quando il paese ottenne lindipendenza, nellagosto
1960, esportava la stessa quantità di prodotti oleosi del 1850, ma la popolazione nel
frattempo si era triplicata.
- Lindipendenza fu il risultato diretto della debolezza della Francia dopo la seconda guerra mondiale e dello sforzo di
un gruppo di nazionalisti educati in Europa. Questi ultimi erano guidati da Loius
Hunkanrin e per venti anni combatterono il regime di lavoro forzato imposto
dallamministrazione coloniale francese. Contro la proibizione di qualunque tipo di
organizzazione politica, Hunkanrin fondò la Lega dei Diritti Umani, sottoposta ad una
feroce repressione. Cento villaggi vennero bruciati, si contarono cinquemila morti e
Hinkanrin andò in esilio in Mauritania.
- Nel 1960 i francesi non potevano sostenere economicamente il Dahomey e si decisero a
concedere lindipendenza. Il governo autonomo ereditò una economia rovinata e una
società divisa dalla corruzione coloniale. Cominciò un periodo di grande instabilità,
con dodici governi civili e militari in 16 anni.
- La frantumazione delle élite neocoloniale era completa quando il 26 ottobre 1972 il
maggiore Mathieu Kérékou guidò un colpo di stato di giovani ufficiali, in rivolta
contro la corruzione e il dispotismo, proponendo «un nuovo inizio per la indipendenza del
Dahomey». Due anni più tardi il governo optò per il marxismo-leninismo, cambiò il nome
del paese in Benin e introdusse un sistema di organizzazione politica ed economica di tipo
comunitario. Tutti i beni stranieri vennero nazionalizzati e si organizzò il Partito
della Rivoluzione Popolare del Benin come partito unico al potere.
- Il programma rivoluzionario divenne lobiettivo di cospirazioni organizzate
dallestero. Nel gennaio 1977 ci fu uninvasione, fallita, cui parteciparono
mercenari francesi appoggiati da Gabon e Marocco.
- Nel 1980 venne eletta una nuova Assemblea Nazionale Rivoluzionaria. Il governo adottò
una posizione diplomatica di maggiore pragmatismo e vennero ristabiliti i rapporti con la Francia. La produzione di olio di palma continuò a
diminuire, mentre aumentarono le vendite di cotone e zucchero. La disoccupazione
costituiva un grave problema, ma nel 1982 vennero scoperti dei giacimenti petroliferi, in
grado di garantire lautosufficienza energetica; allo stesso tempo venne confermata
lesistenza di una grande riserva di fosfati nella regione di Mekrou.
- Una grave siccità, soprattutto a nord, frustrò ogni ottimismo. Lavanzare della
desertificazione fece abbandonare gli obiettivi di autosufficienza alimentare, anche
quelli relativi ai prodotti necessari per la popolazione come la manioca, le piante
commestibili, il mais e il sorgo.
- Ad aggravare la situazione concorse latteggiamento della Nigeria,
che espulse decine di migliaia di emigrati dal Benin e da altri paesi, e alla fine chiuse
la frontiera.
- La crisi economica costrinse ad accettare le ricette del FMI,
con lintroduzione di una tassa del 10% sui salari e una riduzione del 50% dei
benefici sociali sulle entrate. Nel gennaio 1989, studenti, professori e funzionari del
settore scolastico scesero in sciopero reclamando il pagamento degli stipendi e delle
borse di studio arretrate.
- L8 dicembre, pressato dalle proteste popolari e sfiduciato nella sua gestione, il
presidente Kérékou annunciò labbandono dellideologia marxista-leninista.
Venne elaborata una nuova Costituzione, che contemplava riforme politiche ed economiche
tra cui la promozione delle imprese private.
- Il 24 marzo 1991, il primo ministro Nicephore Soglo sconfisse il presidente Kérékou
con il 68% dei voti nelle prime elezioni presidenziali realizzate in 30 anni. Nel 1992,
Kérékou venne amnistiato, dopo aver subito un processo per le attività successive al
colpo di stato del 1972; vennero liberati i prigionieri politici.
- Soglo proseguì nella politica di liberalizzazione delleconomia e nella
privatizzazione cominciata dal suo predecessore nel 1986. Gli interessi del debito
rappresentavano unalta percentuale delle risorse di ogni anno (nel 1992, il
pagamento equivaleva al 27% delle entrate del paese).
- La svalutazione del 100% del franco CFA decisa dalla Francia
nel gennaio 1994, ebbe effetti contraddittori sulleconomia del Benin: il prodotto
interno lordo crebbe del 4% lanno ed aumentarono le esportazioni di cotone. Ma la
riduzione delle spese pubbliche - tendente a contenere linflazione dopo la
svalutazione - produsse effetti drastici sui programmi sociali.
- Nel luglio 1994, Soglo assunse la guida del Partito della Rinascita del Benin (PRB),
fondato da sua moglie Rosine nel 1992. Il PRB venne sconfitto nelle elezioni politiche e
amministrative del marzo 1995 dal Partito del Rinnovamento Democratico, di opposizione
(PRD). Nel maggio 1995 il governo proibì le esportazioni di alimenti per cercare di
abbassare i prezzi locali e limitare linflazione, pur negando aumenti salariali alla
popolazione.
- Lo «stile di clan» di Soglo, la sua tendenza a gestire il potere restando
allinterno della sua famiglia, produsse una grande irritazione, non solo nella
classe politica locale. Nelle elezioni del marzo 1996, lex leader del regime
marxista, Kérékou, sconfisse di poco Soglo. Ad aprile, la Banca Mondiale verificò che la
riforma economica aveva prodotto scarsi risultati e rifiutò di rinegoziare il prestito di
98 milioni di dollari che lAssemblea Nazionale aveva respinto alla fine del 1995.
- Tra agosto ed ottobre del 1997, una peste porcina uccise 60 mila animali, il 10% di
tutti i suini del paese. A novembre, i sindacati proclamarono uno sciopero di 72 ore, allo
scopo di «far presente» al governo la loro insoddisfazione riguardo ai preventivi di
spesa dellanno seguente. Nel febbraio 1998 la protesta sociale divenne molto forte e
i cinque sindacati fecero uno sciopero contro i «preventivi antisociali del 1998, le
richieste del FMI, della Banca Mondiale, dellUnione Europea e contro la corruzione generalizzata e le
prebende elette a sistema di gestione del governo di Kérékou». Davanti alla vastità
della mobilitazione, lesecutivo varò un aumento di 10 milioni di dollari delle
spese pubbliche, una misura giudicata insufficiente dai sindacati.
- A causa del diffondersi dellAids, in questo paese la speranza di vita è diminuita
di 10 anni.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della
colonizzazione

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