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Botswana
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Capitale: Gaborone
Superficie: 600.370 km²
Popolazione: 1,5 milioni
Speranza di vita: 44,52 anni
Pil pro capite: 3.100 $ / anno
Valuta:
 
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Capital: Gaborone
Superficie: 600.370 km²
Población: 1,5 millones
Esperanza de vida: 44,52 años
Pib pro capita: 3.100 $ / año
Divisa:
 
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Official name: Republic of Botswana
Capital: Gaborone
Area: 600,370 km²
Population: 1.5 million
Languages: English, Setswana
Life expectation: 44.52 years
Gdp per capita: 3,100 $ / year
Currency: 1 pula (P) = 100 thebe
 
 
 
 
Scheda tratta da:
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EMI - Editrice Missionaria Italiana
Via di Corticella, 181
40128 Bologna
 
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Nel corso della sua storia, la terra dei «bechvana» - batswana, cioè «popolo tswana» -, era considerato un crocevia di grande importanza, una sorta di «occhio del ciclone». Questo territorio infatti, incastrato al centro dell’Africa australe, serviva come luogo di transito tanto ai coloni inglesi e olandesi che ai portoghesi. I primi, volendo unire il continente da nord a sud, dall’Egitto al Sudafrica, prendevano la cosiddetta «strada dei missionari». I portoghesi, da parte loro, volevano unire le colonie di Angola e Mozambico.
Pertanto dal secolo XVIII la regione fu il crocevia tra i diversi interessi strategici coloniali, e tra questi e le tribù tswana abitanti nella zona dal secolo XVII. Intorno al 1830, il Botswana cominciò a risentire della penetrazione dei coloni boeri, che si dirigevano verso il nord per sfuggire alla pressione degli inglesi stabilitisi a Città del Capo. Erano agricoltori che si contendevano le scarse terre fertili. Gli tswana entrarono anche in conflitto con gli zulu, che i boeri avevano scacciato dal sud dell’Africa. Nel 1894 i tre principali capi tribù del Botswana si recarono a Londra per chiedere appoggio nella loro lotta contro i coloni boeri e il paese si trasformò in un protettorato britannico.
La tutela inglese impedì l’annessione politica da parte del Sudafrica, ma rese più facile il dominio economico da parte degli afrikaner. Per questo, i primi movimenti nazionalisti ebbero come obiettivo la fine di entrambe le dominazioni.
Malgrado la presenza di una vasta regione semidesertica, il Botswana finì per diventare uno dei principali esportatori di bestiame e di carne dell’Africa australe. All’inizio del XX secolo, il 97% della popolazione viveva di agricoltura e ogni famiglia possedeva almeno due vacche, mentre i più ricchi avevano buoi per arare la terra. Negli anni ‘60 la popolazione urbana arrivava al 15% e per lo meno il 40% degli abitanti delle campagne non possedeva più bovini. La concentrazione economica permise agli afrikaner di dominare il settore agricolo e controllare il 60% delle esportazioni di carne.
La lotta per l’indipendenza si mescolò più volte con problemi matrimoniali. Seretse Khama, uno dei leader più influenti dell’etnia bamangwalo, dopo aver studiato diritto in Inghilterra, si sposò con Ruth Williams, un’impiegata europea. La vicenda scandalizzò gli inglesi e anche gli afrikaner, che impedirono a Seretse di fare ritorno in patria. Seretse resistette alle pressioni e alle offerte di denaro inglesi e, grazie al forte appoggio interno, mantenne la leadership della tribù più importante del paese. Tornò solo nel 1956 e nove anni dopo, alle elezioni generali, il suo gruppo politico, il Partito Democratico del Botswana (BDP), ottenne l’80% dei voti.
Nel settembre 1966 il paese ottenne l’indipendenza e Seretse fu il primo presidente; l’anno seguente divenne cavaliere dell’impero britannico. Il BDP attuò una politica conciliante verso gli abitanti di origine europea che controllavano l’80% dell’economia. Inoltre il Botswana era molto dipendente dal Sudafrica: quasi tutte le importazioni passavano attraverso Città del Capo e il 60% delle esportazioni andavano ad acquirenti sudafricani. Ciononostante, Seretse cercò di mantenersi equidistante da Pretoria dal punto di vista delle scelte politiche e appoggiò i movimenti antirazzisti della regione, entrando nel gruppo dei paesi della Linea del Fronte, che lottavano contro l’apartheid. Aderì alla SADCC, che cercava di rompere la dipendenza economica dal Sudafrica dei nove paesi dell’Africa meridionale.
Nel luglio 1980, Seretse Khama morì di cancro e venne sostituito dal vicepresidente Quett Masire, che ebbe forti pressioni da parte dei gruppi socialisti rivoluzionari, la cui politica intendeva limitare la concentrazione di terre fertili nelle mani degli europei e aumentare le terre destinate alle cooperative. I contadini accusarono i grandi proprietari di accumulare troppo bestiame sulle terre povere, con la conseguenza che, in breve tempo, sarebbero diventate improduttive. Nacque anche un movimento favorevole alla nazionalizzazione dei giacimenti di diamanti, rame e nichel, sfruttati da imprese sudafricane.
Nel 1982, si dovette affrontare il problema del disavanzo nella bilancia dei pagamenti, come risultato della siccità che aveva compromesso la produzione e l’esportazione di bestiame. Le difficoltà scomparvero nel 1983, grazie alla politica di austerità attuata dal governo, con l’aumento del raccolto dopo la siccità e l’aumento delle esportazioni di minerali. Il deficit venne coperto dall’attivo nel primo semestre del 1983, che permise al governo di alleviare le restrizioni economiche, concedendo aumenti salariali e diminuzioni delle imposte.
Tre quinti della popolazione viveva di un’agricoltura di sussistenza o di attività «non istituzionalizzate», cioè fuori da statistiche, controllo fiscale e mercato commerciale. In questa parte della popolazione rientravano anche quindicimila nomadi.
Tra il 1978 e il 1988, il Botswana si trasformò nel terzo produttore di diamanti del mondo dopo Australia e Zaire. L’economia crebbe al ritmo record del 12% annuo.
Nel 1985 il Sudafrica abbandonò il progetto di un patto di non aggressione. Si verificarono continue incursioni alla frontiera, causate dall’appoggio che il governo del Botswana forniva all’African National Congress (ANC) nella sua lotta contro l’apartheid. Nel 1987 il Sudafrica bloccò i collegamenti stradali con Gaborone, capitale del Botswana. Nel marzo 1989 nove sudafricani vennero espulsi dal paese per «motivi di sicurezza» e a maggio cinque esponenti dell’ANC vennero arrestati dall’esercito del Botswana con l’accusa di possesso illegale di armi.
Nel 1989 ci furono le elezioni per l’Assemblea Nazionale. Trionfò il Partito Democratico del Botswana, ottenendo 31 seggi su 34. Il Fronte Nazionale ebbe i restanti 3 seggi; Quett Masire venne rieletto presidente.
Nel 1988 e 1989, la crescita economica ebbe un calo dell’8.9% e in seguito si ridusse ancora del 4,8%. La causa fu la diminuzione della domanda internazionale di diamanti. Allo stesso tempo, la disoccupazione salì al 35% mentre un gran numero di posti di lavoro erano occupati da personale proveniente dall’estero, soprattutto gli incarichi di direzione esecutiva o di responsabilità tecnica.
Di fronte alla crisi dell’economia, il paese non ebbe accesso ai prestiti della Banca Africana per lo Sviluppo, perché la moneta, il pula, veniva considerata una delle più forti della regione.
Lo stretto legame tra interessi politici ed economici portò a una crescente corruzione a livello governativo, che determinò anche le dimissioni di vari ministri. Nel 1991, tre dei sette partiti di opposizione diedero vita al Fronte Progressista Popolare, per opporsi al Partito Democratico, al governo.
Durante il 1991, nonostante la crescita economica ormai costante, il Botswana registrò gli scioperi più importanti dalla sua indipendenza. I lavoratori del settore pubblico reclamarono un aumento del 154% e il governo rispose licenziando 18 mila dipendenti statali.
Nel 1992 il tasso di disoccupazione era vicino al 25%. Sforzandosi di aumentare l’occupazione e di restituire prestigio al BDP, il governo iniziò ad incentivare attività diverse da quelle minerarie. A causa della siccità, in aprile venne decretato lo stato di emergenza: si ridussero le spese pubbliche, il che comportò la paralisi di oltre un terzo della manodopera impegnata direttamente o indirettamente dallo Stato.
Nelle elezioni politiche dell’ottobre 1994, il BDP conservò la maggioranza, nonostante la perdita di alcuni seggi. Nel febbraio 1995, l’assoluzione dei tre autori del «sacrificio rituale» di una bambina a Mochudi provocò violente manifestazioni. Per il NBF, le diseguaglianze sociali - le più forti del mondo, secondo alcuni studi - e la disoccupazione furono le vere cause che determinarono le violenze. D’altra parte, nel 1996, il paese dipendeva molto dal prezzo di vendita dei minerali di esportazione, che rappresentavano il 47% dell’ingresso di valuta.
Grazie al turismo e all’esportazione dei diamanti - che negli anni ‘90 lo trasformarono nel secondo esportatore mondiale, dopo la Russia - il Botswana si trovò con un’eccedenza di bilancio che comunque non avviò a soluzione i problemi più acuti della popolazione. Nel 1993, il 30% degli adulti era sieropositivo. Nel febbraio, un tentativo di comprare armi belghe causò un forte intervento contrario della Germania. Due anni prima, la Germania aveva già bloccato l’acquisto di armi olandesi. Ciononostante il paese sembrava intenzionato ad acquistare nuove armi negli anni seguenti.
 
Schede:
La creazione dell'Africa
Le culture africane prima della colonizzazione
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