orario.gif (1412 byte)The current time
Camerun
/Testi/Mondo/Africa/Camerun.gif (3468 byte)
 
/Testi/Mondo/Africa/ban-italia.gif (471 byte)
Capitale: Yaounde
Superficie: 475.440 km²
Popolazione: 14,677 milioni
Speranza di vita: 52,27 anni
Pil pro capite: 1.230 $ / anno
Valuta: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF) = 100 centimes
 
ban-spagna.gif (1946 byte)
Capital: Yaounde
Superficie: 475.440 km²
Población: 14,677 millones
Esperanza de vida: 52,27 años
Pib pro capita: 1.230 $ / año
Divisa: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF) = 100 centimes
 
ban-ingh.gif (1382 byte)
Official name: Republic of Cameroon
Capital: Yaounde
Area: 475,440 km²
Population: 14.677 million
Languages: 24 major African language groups, English, French
Life expectation: 52.27 years
Gdp per capita: 1,230 $ / year
Currency: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF) = 100 centimes
 
 
 
 
Scheda tratta da:
guida.gif (17371 byte)emi.gif (1780 byte)
EMI - Editrice Missionaria Italiana
Via di Corticella, 181
40128 Bologna
 
item.gif (6574 byte)
 
Per il momento è disponibile solo in italiano.
Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
Until the moment, still it is available only in Italian.
/Testi/Mondo/Africa/ban-italia.gif (471 byte)
 
Il Camerun è il luogo di origine e il centro delle diffusione dei popoli bantu, che nel II secolo a.C. iniziarono la loro espansione verso l’est e il sud del continente, diffondendo la coltivazione di nuove specie e la lavorazione del ferro. Il primo incontro con gli europei fu di breve durata: Fernando Po battezzò «Rio dos Camarões» il fiume con banchi di sabbia ricchi di gamberi che in seguito diede il nome al paese.
L’inserimento della regione in un più vasto ambito economico si deve alla migrazione dei fulbe, che formarono l’emirato di Adamaua, nella regione centro-nord del paese.
Nel giugno 1884 iniziò la penetrazione tedesca: Gustav Nachtigal concordò un protettorato con il re dei douala, popolazione della costa. Un anno dopo, la Conferenza di Berlino assegnò il Camerun alla Germania, ma solo nel 1894 si riconobbe formalmente l’inclusione dell’emirato di Adamaua, desiderato dagli inglesi nel territorio del Camerun.
Il conflitto si aprì con l’inizio stesso del protettorato. I douala controllavano il commercio tra la costa e Yaoundé, centro degli scambi tra il sud e Adamaua, che invece i tedeschi volevano controllare. Dal canto loro i douala resistettero e ci fu una sanguinosa guerra durata quattro anni (1897-1901).
I tedeschi si appropriarono delle terre fertili degli africani, che a migliaia morirono di fame, dopo aver vissuto per secoli senza problemi alimentari. Nel 1918, Francia e Gran Bretagna invasero il Camerun; i francesi si appropriarono del 75% del territorio e gli inglesi del resto. Le tensioni tra le potenze coloniali facilitarono l’emergere di movimenti popolari favorevoli all’indipendenza. Nel 1945 fu creata l’Unione Popolare del Camerun (UPC), diretta da Rubem Um Nyobé. La UPC ebbe un basto appoggio popolare e diede inizio ad una serie di azioni di protesta, dal 1948 al 1956, quando venne dichiarata illegale.
I dirigenti nazionalisti fuggirono nella zona occidentale, dominata dagli inglesi, organizzando un movimento di guerriglia. Per la prima volta nell’Africa subsahariana, la UPC creò zone liberate nelle foreste e organizzò forme di governo autonomo. L’efficienza della guerriglia permise di sostenere il confronto con le truppe francesi fino al 1960. Due anni dopo Ruben Um Nyobé morì, ma la ribellione proseguì.
La resistenza della UPC obbligò allora i francesi a unire insieme repressione e cambiamenti sul piano politico. Parigi costituì la Unione Nazionale del Camerun (UNC), fusione di due partiti conservatori, diretta da politici del nord di origine islamica. Quando i francesi concessero l’autonomia al paese, prese il potere Alhaji Ahmadou Ahidjo, capo della UNC, che perseguiva una politica di riunificazione, accettata dagli inglesi in seguito ai risultati di un plebiscito. Con la riunificazione si realizzò l’aspirazione nazionalista, ma i capi della UPC non poterono approfittarne politicamente perché in gran maggioranza si trovavano in esilio o in clandestinità.
Negli anni ‘60, Ahidjo instaurò uno dei più efficaci sistemi repressivi dell’Africa subsahariana; i gruppi europei di difesa dei diritti umani denunciarono l’esistenza di migliaia di prigionieri politici. Nel 1982, Ahidjo si dimise e venne sostituito dal suo ex primo ministro, l’avvocato Paul Biya.
Biya mantenne la linea del precedente governo dal punto di vista politico ed economico, ma i gruppi legati ad Ahidjo, insieme ai militari, tentarono un colpo di stato, che fallì anche per l’appoggio che i giovani diedero al presidente, riversandosi nelle strade.
L’aumento della disoccupazione e la crisi alimentare minarono l’immagine del Camerun come paese prospero. Il presidente cercò di rinforzare il suo potere attraverso il ricorso anticipato alle urne nell’aprile 1984, in una parvenza di democrazia (alcune formazioni democratiche rimanevano vietate). Biya venne rieletto; tuttavia l’instabilità portò ad un nuovo tentativo golpista e ad una serie di manifestazioni in cui ci furono 200 morti.
In questo decennio, la UNC cambiò nome, diventando Raggruppamento Democratico del Popolo del Camerun (RDPC), mantenendo comunque la stessa linea politica.
Mentre la UPC adottava un atteggiamento più flessibile per recuperare il consenso sociale, Biya decise la creazione di nuove province per attenuare il peso economico e politico del nord musulmano. La presenza dell’industria petrolifera ravvivò le rivalità etniche tra le regioni anglofone e francofone; le difficoltà economiche dovute alla caduta dei prezzi del caffè, del caucciù e del cotone sui mercati internazionali si aggravarono per la dipendenza da un piccolo gruppo di imprese francesi che controllavano quasi il 44% delle esportazioni.
Nel 1988 Biya venne rieletto aumentò la censura sulla stampa e venne soppressa la carica di primo ministro.
In relazione alla caduta dei prezzi del petrolio e al pagamento del debito estero, il governo applicò un programma di ristrutturazione economica e cercò di stabilizzare le sue finanze con l’appoggio della Banca Mondiale e del FMI. Rinegoziò il debito con il Club di Parigi, nell’ottica di una politica di riduzione delle importazioni e delle spese pubbliche, di privatizzazione delle imprese statali e di riorganizzazione bancaria.
Nel 1990, le organizzazioni sociali e politiche denunciarono la repressione ai danni di centinaia di cittadini.
Nei mesi seguenti il governo autorizzò la creazione di partiti politici e si formarono circa 70 organizzazioni, che ottennero il riconoscimento legale.
Nel novembre 1991 i capi dell’opposizione chiesero il ripristino del sistema federativo abolito nel 1972 e la riforma della Costituzione. La crisi politica si aggravò, si moltiplicarono gli scioperi e le manifestazioni a favore della democrazia. La repressione provocò decine di morti.
A dicembre, il governo fissò per il febbraio 1992 le elezioni politiche. L’opposizione chiese che prima venisse modificata la Costituzione e la legge elettorale. Ciononostante vari partiti presero parte alle elezioni, che si tennero il 1° marzo 1992.
La RDPC si aggiudicò 88 seggi su 180 mentre la UDP ne conquistò 68. I dati ufficiali fissarono al 61% l’affluenza alle urne.
Biya anticipò le elezioni presidenziali all’11 ottobre 1992. Sette partiti presentarono dei candidati, tra cui il Fronte Socialdemocratico di John Fru Ndi, principale forza di opposizione e rappresentante della comunità di lingua inglese. Tanto il FSD che l’Unione Democratica del Camerun (UDC) di Adam Ndam Njoya avevano boicottato le politiche del marzo 1992.
Il governo vinse con il 39,98% dei voti contro il 35,97% del FSD, ma senza scrollarsi l’accusa di brogli. Ci furono incidenti nella parte anglofona del nordest, roccaforte di Fru Ndi.
Gli osservatori internazionali confermarono l’esistenza di brogli elettorali, ma la Corte Suprema si rifiutò di annullare il voto. Fru Ndi si autoproclamò presidente; il governo rispose instaurando lo stato d’emergenza nel nordest, mettendo agli arresti domiciliari il capo dell’opposizione e i suoi più stretti collaboratori.
A novembre si costituì un «governo di coalizione» con l’apporto del RDPC e di gruppi minori. La repressione si generalizzò, provocando proteste internazionali, soprattutto a dicembre quando quattro esponenti dell’Ordine degli Avvocati vennero arrestati per aver guidato una protesta e in seguito uno di loro morì per le torture ricevute. Gli Stati Uniti sospesero gli aiuti, e allora Biya mise fine allo stato d’emergenza, liberando Fru Ndi.
Nel gennaio 1993, il ministro delle Finanze, Antonie Ntsimi, annunciò la riduzione dei salari dei funzionari pubblici in una percentuale variante tra il 4% e il 20%. Una misura necessaria, disse, per evitare il licenziamento di 50 mila impiegati.
Un terzo del commercio estero del paese dipendeva dalla Francia e l’opposizione iniziò un’azione di boicottaggio dei prodotti francesi, motivandola con il sostegno dato dalla Francia a Biya.
Nel gennaio 1993 venne assassinato Benjamin Menga, vicepresidente della UDC. Vari dirigenti politici furono incarcerati e aumentò la censura della stampa. Nel 1994 la politica della «mano dura» di Biya venne facilitata dalla divisione dell’opposizione.
Sul piano economico, Biya non diede ascolto alle richieste dell’opposizione, mantenendosi nell’area economica del franco nonostante la svalutazione del 100% del CFA decisa da Parigi. Il Camerun ricevette aiuti dal FMI e dal Club di Parigi annunciando una politica di stabilizzazione economica.
Nel 1995 l’opposizione continuò a dividersi. A maggio. Siga Assandra, ex segretario generale del FSD di Fru Ndi, abbandonò questo gruppo politico fondando il Movimento Socialdemocratico. Da parte sua, anche la UNDP subì una scissione di due esponenti che avevano partecipato a governi di Biya.
Nel gennaio 1996 i risultati delle elezioni amministrative consolidarono il potere di Biya. Nell’ottobre 1997, Biya venne rieletto, ma ci furono contestazioni da parte dei partiti di opposizione, alcuni dei quali avevano invitato la popolazione al boicottaggio. Solo tre milioni di votanti su sei aventi diritto vennero chiamati alle urne; gli altri vennero esclusi perché il governo li considerava «stranieri».
Alla fine del 1997 crebbe l’opposizione ad un progetto della Banca Mondiale per estrarre petrolio dal Ciad e trasportarlo fino all’Oceano Atlantico proprio attraverso il Camerun. Molte organizzazioni non governative chiesero alla Banca di tornare sui suoi passi e appoggiare invece dei progetti di sviluppo sociale.
Nel marzo 1998 Camerun e Nigeria si presentarono alla Corte de L’Aja per la controversia sulla penisola di Bakassi, ricca di pesce e forse anche di petrolio. La disputa ha dato luogo a molti scontri armati.
 
Schede:
La creazione dell'Africa
Le culture africane prima della colonizzazione
La civiltà del Kanem-Bornu
Gli stati fulani
La civiltà islamica: origini e fondamenti
freccia-sn.gif (1003 byte)

continenti.gif (1501 byte)

home.gif (1473 byte)