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- Capitale: Praia
- Superficie: 4.030 km²
- Popolazione: 0,393 milioni
- Speranza di vita: 70,04 anni
- Pil pro capite: 1.000 $ / anno
- Valuta: 1 Cape Verdean escudo (CVEsc) = 100 centavos
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- Capital: Praia
- Superficie: 4.030 km²
- Población: 0,393 millones
- Esperanza de vida: 70,04 años
- Pib pro capita: 1.000 $ / año
- Divisa: 1 Cape Verdean escudo (CVEsc) = 100 centavos
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- Official name: Republic of Cape Verde
- Capital: Praia
Area: 4,030 km²
Population: 0.393 million
Languages: Portuguese, Crioulo, a blend of Portuguese and West African words
- Life expectation: 70.04 years
Gdp per capita: 1,000 $ / year
Currency: 1 Cape Verdean escudo (CVEsc) = 100 centavos
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
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- Quando i portoghesi si insediarono nellarcipelago di Capo Verde, nel secolo XVI,
le isole corrispondevano al nome che veniva loro dato: erano infatti coperte da una fitta
vegetazione tropicale che contrastava con le rocce vulcaniche nere e con lazzurro
del mare. Quattrocento anni dopo, la colonizzazione aveva trasformato le isole in un
«deserto galleggiante». Gran parte della popolazione emigrò alla ricerca di cibo e
coloro che scelsero di rimanere, dipendevano in gran parte dagli aiuti provenienti
dallestero.
- Nel secolo XVI, Capo Verde era uno scalo importante nelle rotte che trasportavano
schiavi verso lAmerica. I ripetuti assalti dei pirati inglesi, olandesi e francesi
obbligarono il Portogallo a cercare di convincere gli
agricoltori della regione interna dellAlentejo a trasferirsi nellarcipelago,
per consolidare così una presenza stabile e duratura. Tuttavia i nuovi coloni
introdussero unagricoltura poco adeguata che distrusse rapidamente il suolo fertile.
In questo modo, nel secolo XVIII, cominciarono a verificarsi periodi di siccità
ricorrente che continuarono sino ad oggi.
- La riduzione drastica dellattività agricola provocò unemigrazione di massa
dei capoverdiani, in gran parte verso la Guinea Bissau, altra ex
colonia portoghese che ha sempre mantenuto dei rapporti stretti con larcipelago.
Successivamente, lemigrazione si diresse verso lAngola,
il Mozambico, il Senegal, il Brasile e poi soprattutto verso gli Stati Uniti.
- La lotta di liberazione rafforzò ancora di più i già stretti legami esistenti tra la Guinea Bissau e Capo Verde. Un fattore importante fu la creazione,
nel 1965, del Partito Africano per lIndipendenza della Guinea
Bissau e di Capo Verde (PAIGC), che raggruppava i militanti delle due colonie. Amilcar
Cabral, il fondatore e lideologo, sosteneva la necessità di unazione di lotta
comune e voleva uno sviluppo congiunto, a partire da una visione complementare delle due
economie una volta raggiunta lindipendenza.
- Nel 1961 ebbe inizio la guerriglia nel continente, con limpegno nella lotta di
centinaia di patrioti capoverdiani. Nellaprile 1974 cadde il regime coloniale
portoghese, si formò un governo di transizione e nel 1975 venne proclamata
lindipendenza. Per la prima volta nel mondo, un solo partito - il PAIGC - governava
due paesi. Aristides Pereira venne eletto presidente di Capo Verde e il comandante Pedro
Pires assunse lincarico di primo ministro. La direzione del PAIGC si mosse per dare
vita ad una federazione tra Capo Verde e la Guinea Bissau e le
rispettive Assemblee nazionali costituirono un Consiglio dellUnione.
- Sul piano economico, il governo di Capo Verde dovette affrontare gli effetti drammatici
di una siccità che ebbe inizio nel 1968, lasciando senza sostentamento l80% della
popolazione. La crisi non provocò conseguenza catastrofiche grazie alla mobilitazione
popolare e allaiuto internazionale.
- Dal 1975 larea boschiva cominciò ad aumentare, passando da 3.000 a 45.000 ettari.
In 10 anni, il governo prevedeva la coltivazione di oltre 75.000 ettari e legna a
sufficienza per le necessità interne. Allinizio delle stagioni piovose, uomini e
donne lasciavano i lavori tradizionali per una settimana, dedicandosi a piantare alberi.
- La riforma agraria voluta dal governo diede la priorità alla produzione di alimenti per
il consumo interno, al contrario del periodo coloniale quando i prodotti coltivati erano
destinati allesportazione. In quellepoca, le isole producevano appena il 5%
del loro fabbisogno alimentare e la diminuzione della produzione agricola aveva portato a
stimolare la pesca.
- Capo Verde appoggiò lAngola nella «seconda guerra di
liberazione», permettendo ai velivoli cubani di fare scalo nellarcipelago durante
il ponte aereo che contribuì a respingere linvasione del territorio angolano da
parte delle truppe dello Zaire e del Sudafrica.
Capo Verde adottò una politica di non-allineamento, garantendo che il suo territorio non
sarebbe stato usato per installare basi militari straniere.
- Nel 1981, quando il PAIGC discuteva sulla nuova Costituzione per la Guinea Bissau e Capo Verde, venne deposto il presidente Luiz Cabral
della Guinea Bissau. João Bernardino Vieira prese la guida del
governo e adottò una politica contraria allintegrazione.
- Nel gennaio 1981, gli esponenti del PAIGC, a Capo Verde, celebrarono un congresso
straordinario, per analizzare i cambiamenti politici della Guinea
Bissau. Dopo aver ratificato la loro adesione ai principî difesi da Amilcar Cabral,
gli esponenti del congresso decisero di modificare il nome in Partito Africano per
lIndipendenza di Capo Verde (PAICV), separandosi organicamente da quello esistente
in Guinea Bissau.
- Le relazioni tra i due governi rimasero tese, ma grazie alla mediazione di Angola e Mozambico, nel 1982 si arrivò
alla riconciliazione, quando il presidente mozambicano Samora Machel riunì a Maputo
Aristides Pereira e João Bernardino Vieira.
- Passi avanti ci furono nel novembre 1982 durante la Conferenza delle ex Colonie
Portoghesi in Africa, svoltasi a Capo Verde. Il presidente Vieira vi partecipò, nella
città di Praia, insieme ai suoi colleghi di Angola, Mozambico, Capo Verde e São Tomé. Le
relazioni diplomatiche furono normalizzate, ma il partito non venne riunito e i progetti
di unificazione furono archiviati.
- Nel 1984 la siccità ridusse i raccolti del 25% rispetto ai cinque anni precedenti, il
disavanzo commerciale fu di 70 milioni di dollari e il debito estero arrivò a 98 milioni
di dollari. Il sistema di distribuzione alimentare e lefficienza della gestione
statale evitarono al paese di precipitare nella carestia, ma ci furono comunque problemi
di denutrizione.
- La scarsità delle risorse costrinse Capo Verde a dipendere dagli aiuti esterni. E
questa situazione fece fallire alcuni progetti inclusi nel «Primo Piano di Sviluppo».
- Nel 1986 venne messo in atto il «Secondo Piano di Sviluppo», che dava la priorità al
settore privato delleconomia, specialmente quello cosiddetto informale; in
agricoltura si puntava a combattere la desertificazione. Lobiettivo era di
recuperare - fino al 1990 - più di cinquemila ettari di terra, introdurre un sistema
unico di amministrazione e di redistribuzione delle riserve di acqua del paese. La prima
tappa del progetto vide la costruzione di oltre quindicimila dighe per la raccolta delle
acque piovane, e il rimboschimento di 23.101 ettari.
- Nonostante le condizioni climatiche negative si verificò un aumento della produttività
agropecuaria che consentì al paese di rendersi autosufficiente dal punto di vista
alimentare, senza far ricorso alle importazioni.
- Il nuovo governo cominciò la transizione verso leconomia di mercato,
privatizzando imprese di assicurazione, pesca e banche, secondo i dettami degli organismi
internazionali da cui dipendeva in gran parte. Gli aiuti costituivano il 46% del prodotto
interno lordo, mentre un altro 15% proveniva dalle rimesse di denaro dei 700.000
capoverdiani residenti allestero.
- Il governo liberale, di fronte a una disoccupazione del 25%, annunciò un piano di
ristrutturazione. Nei primi mesi del 1993 fu annunciata la necessità di dimezzare il
numero dei 12 mila funzionari pubblici e la liberalizzazione graduale dei prezzi.
- Il bilancio del 1994 prevedeva tagli nella spesa pubblica, ma anche un aumento degli
investimenti, passati da 80 milioni di dollari nel 1993 a 138 milioni nel 1994. Settori
prioritari per gli investimenti furono quelli dei trasporti, delle telecomunicazioni e
dello sviluppo rurale.
- Nel gennaio 1995 il primo ministro Carlos Veiga attuò importanti cambiamenti nel suo
governo, per «facilitare la trasformazione del paese in uneconomia di mercato».
Una delle più importanti misure riguardò la fusione dei ministeri delle Finanze, del
Coordinamento Economico e del Turismo, dellIndustria e Commercio in un unico
ministero del Coordinamento Economico. Linflazione nel 1995 fu del 6% e
leconomia capoverdiana vide un aumento degli aiuti esterni, in particolare quelli
dellUnione Europea.
- Nel 1997 la disoccupazione si mantenne al 25%. A metà dellanno il primo ministro
annunciò la firma di un accordo con lItalia per
aumentare gli investimenti nel turismo. La Banca Africana per lo Sviluppo concesse un
prestito di 4,9 milioni di dollari per finanziare progetti di ricostruzione di strade.
Capo Verde ha ricevuto appoggio economico dalla Cina e ha
raggiunto unintesa col governo dellAngola per
realizzare investimenti congiunti in settori come la sanità e i servizi sociali.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della
colonizzazione

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