orario.gif (1412 byte)The current time
Ciad
/Testi/Mondo/Africa/Ciad.gif (3106 byte)
 
/Testi/Mondo/Africa/ban-italia.gif (471 byte)
Capitale: N'Djamena
Superficie: 1.284.000 km²
Popolazione: 7,166 milioni
Speranza di vita: 47,88 anni
Pil pro capite: 600 $ / anno
Valuta: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
 
ban-spagna.gif (1946 byte)
Capital: N'Djamena
Superficie: 1.284.000 km²
Población: 7,166 millones
Esperanza de vida: 47,88 años
Pib pro capita: 600 $ / año
Divisa: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
 
ban-ingh.gif (1382 byte)
Official name: Republic of Chad
Capital: N'Djamena
Area: 1,284,000 km²
Population: 7.166 million
Languages: French, Arabic, Sara and Sango, more
Life expectation: 47.88 years
Gdp per capita: 600 $ / year
Currency: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
 
 
 
 
Scheda tratta da:
guida.gif (17371 byte)emi.gif (1780 byte)
EMI - Editrice Missionaria Italiana
Via di Corticella, 181
40128 Bologna
 
item.gif (6574 byte)
 
Per il momento è disponibile solo in italiano.
Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
Until the moment, still it is available only in Italian.
/Testi/Mondo/Africa/ban-italia.gif (471 byte)
 
Il Ciad fa parte della regione del Sahel, in cui si trovano tracce antichissime di insediamenti umani. Nell’area montana del Tibesti, nel nord, sono stati scoperti in diverse tombe manufatti datati al 4.900 a.C..
Il Ciad (Tchad) era uno dei punti di traversata obbligatoria per due delle tre strade percorse dalle carovane e dai commercianti di schiavi. Prima dell’arrivo dei colonizzatori, le popolazioni guerriere del nord avevano schiavizzato le popolazioni del sud. Alla fine del secolo XVIII, i missionari europei iniziarono l’opera di cristianizzazione della popolazione sara del sud, che ricevette una educazione di tipo europeo e in seguito strinse anche alleanza con i colonizzatori per difendersi dalle popolazioni del nord.
La Francia si appropriò del Ciad nel 1885 dopo la Conferenza di Berlino, occupandolo definitivamente nel 1920 con le truppe della Legione Straniera. Le popolazioni islamiche furono sottomesse solo dopo una repressione sanguinosa.
I colonizzatori introdussero la coltivazione del cotone nel 1930. Ad ogni contadino venne assegnato un terreno per produrre una quantità prefissata, la cui commercializzazione era tutta nelle mani dei francesi. L’agricoltura del sud, di autosostentamento, venne riconvertita a forza in produzione su larga scala. La distruzione dell’economia tradizionale portò la popolazione alla fame perché si produceva cotone in grande quantità e allo stesso tempo mancavano gli alimenti di base.
Quando la Francia concesse l’indipendenza al Ciad, nell’agosto 1960, presero il potere i dirigenti del sud, che avevano condotto le trattative con Parigi fin dal 1956. Il primo presidente, François Tombalbaye, leader del Partito Progressista Ciadiano (PPT), non riuscì ad unire un paese le cui frontiere erano state tracciate dall’arbitrio dei conquistatori occidentali.
Il Fronte di Liberazione Nazionale del Ciad (FROLINAT), fondato nel 1966, venne represso dalle truppe francesi. Era nato in seguito all’aggravarsi delle tensioni sociali, che avevano portato i contadini del sud a ribellarsi alla Cotonfran, società francese che deteneva il monopolio dell’esportazione del cotone. La base politica del FROLINAT era costituita soprattutto dalla popolazione del nord.
Nel 1970 il FROLINAT controllava ormai due terzi del paese e nel 1972 iniziò l’assedio alla capitale. Tombalbaye morì nel 1975 durante un colpo di stato appoggiato dalla Francia, che portò al potere il generale Félix Malloum. L’offensiva della guerriglia comunque continuava e la Francia cominciò a strumentalizzare il frazionamento del fronte, diviso in quel momento in più di dieci gruppi.
La Francia appoggiò Hissène Habré per contrastare Goukouni Oueddei, presidente del FROLINAT, a sua volta sostenuto dal governo libico di Gheddafi. Habré comandava le Forze Armate del Nord (FAN) e Oueddei le Forze Armate del Sud (FAP).
Nel 1977 Parigi inviò 3.000 soldati con aerei da combattimento, annunciando che le sue truppe in Ciad sarebbero rimaste neutrali nello scontro tra i gruppi armati rivali del FROLINAT. Nello stesso tempo, il governo di Malloum nominò Habré primo ministro.
Nel 1979, gli 11 principali gruppi si unirono formando un Governo Provvisorio di Unità Nazionale (GUNT). Habré venne nominato ministro della Difesa, una decisione che scontentò la Francia, che in Ciad difendeva sia i suoi interessi strategici verso il Maghreb sia quelli economici relativi alla presenza di giacimenti di uranio e petrolio scoperti negli anni ‘60. Nel marzo 1980, Habré diede le dimissioni, ruppe l’alleanza e cominciò la guerra civile, affermando il suo potere nel sud.
Il GUNT a questo punto si divise in tre gruppi. Nel maggio 1980, Oueddei alla guida del FAP chiese l’aiuto alla Libia, che rispose inviando 2.000 soldati.
Dopo il bombardamento di N’Djamena da parte di Habré, circa 100.000 persone fuggirono nei paesi vicini. Nell’ottobre 1980, fallita una mediazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA), l’esercito libico raggiunse la capitale. A dicembre, Habré fuggì in Camerun.
La Francia diede inizio ad una campagna internazionale contro l’espansionismo libico in Africa, con l’appoggio di Stati Uniti, Egitto, Sudan e altri paesi africani, i quali temevano che il progetto di Gheddafi potesse espandersi alle popolazioni islamiche più povere dei paesi del Sahel, a sud del Sahara.
Habré fu accusato di essere un opportunista e un corrotto, ma la Francia riuscì nell’intento di dividere gli alleati di Oueddei. Nell’aprile 1981, dal Sudan, Habré cominciò a riorganizzare i suoi seguaci. In luglio, a Nairobi, la OUA decise l’invio di una forza di pace, con l’aiuto della Francia e con truppe di sei paesi africani, la cui presenza aggravò le tensioni all’interno del GUNT. A novembre, Oueddei chiese a Gheddafi di ritirare il suo esercito.
Dopo la sconfitta di Oueddei da parte delle forze di Habré nel giugno del 1982, nell’ottobre di quell’anno Oueddei costituì in esilio un Governo Provvisorio di Salvezza Nazionale, con 8 degli 11 gruppi che avevano lottato contro Habré nel 1980. Il paese fu diviso un’altra volta in due: il nord controllato da un Consiglio di Liberazione Nazionale con l’appoggio della Libia, il sud controllato da Habré e dalle truppe francesi.
La conclusione di questa fase della guerra civile, con il ritorno al potere di Habré, aveva lasciato il paese in rovina: la popolazione della capitale N’Djamena era ridotta a 40.000 abitanti; la metà delle piccole e medie imprese erano chiuse; 2.000 pozzi e le cisterne d’acqua erano stati distrutti; non esistevano quasi più infrastrutture sanitarie e scuole.
L’arrivo di una forte siccità - alleviata dagli aiuti di Stati Uniti e Francia - diede origine a proteste popolari e alla rivolta dei contadini del sud. La repressione obbligò 25.000 persone a passare la frontiera e rifugiarsi nella Repubblica Centrafricana.
Nel 1987, gli asmati del sud, appoggiati dalla Francia, annunciarono la conquista di Fada, Faya, Largeau e della fascia di frontiera di Aozou, rivendicata dalla Libia. Nel 1989, Ciad e Libia firmarono un accordo su questo territorio di 114.000 km2, che prevedeva la restituzione dei prigionieri e la presentazione del contenzioso territoriale davanti alla Corte Internazionale de L’Aja.
Nel 1990, dopo una campagna militare di tre mesi, Idriss Déby, alla guida del Movimento Patriottico di Salvezza, destituì Habré, anche grazie all’appoggio della Francia. Durante il governo del deposto presidente, negli anni ‘80, si calcola in 50.000 il numero degli uccisi e degli scomparsi.
Habré si rifugiò in Senegal, preparandosi ad una nuova insurrezione. Cinquemila ribelli seguaci dell’ex presidente si disposero nella regione di N’Guimi, nella zona del Lago Ciad, lanciando varie offensive. Nel 1992 i governatori con l’appoggio dei francesi soffocarono una sollevazione di truppe fedeli ad Habré: 400 ribelli morirono e 100 vennero catturati.
Nel 1993 Déby inaugurò ufficialmente una conferenza nazionale per «democratizzare» il Ciad, con la partecipazione di 40 partiti d’opposizione, 20 organizzazioni e sei gruppi armati ribelli. Adoum Maurice El-Bongo, fu designato presidente della conferenza, che a sua volta nominò una corte speciale per giudicare Habré ed elesse Fidèle Moungar alla carica di primi ministro nel periodo di transizione.
Nel febbraio 1994, la Corte Internazionale di Giustizia de L’Aja si espresse in favore delle richieste di sovranità del Ciad sulla fascia di Aozou. Ad aprile, dopo la firma di un accordo tra governo e FMI sugli obiettivi economici annuali, l’Alto Consiglio di Transizione posticipò di un anno le elezioni. In maggio, la Libia cedette ufficialmente la fascia di Aozou e N’Djamena.
Nel marzo 1995, l’Alto Consiglio di Transizione rimandò ancora di dodici mesi le elezioni. Allo stesso tempo, giudicò del tutto inadeguate le misure prese dal governo per limitare gli effetti della svalutazione del franco CFA, decisa dalla Francia nel 1994. Nelle elezioni presidenziali finalmente realizzatesi tra giugno e luglio del 1996. Déby risultò eletto presidente con il 69% dei voti.
Fu un anno di «riconciliazione», iniziato in gennaio con la firma di un accordo di pace con l’Azione di Unità e Sviluppo, legalizzato come partito politico dopo l’abbandono della lotta armata. A marzo, in Gabon, altri gruppi ribelli firmarono accordi di pace con il governo e in agosto Déby firmò un’intesa con le Forze Armate del sud per instaurare una repubblica federale, arrivando alla sospensione dei combattimenti. Durante il 1997 la situazione si mantenne tesa. Amnesty International a fine anno riferì che c’erano stati almeno 80 morti a causa degli scontri tra le forze ribelli e l’esercito regolare nel sud.
Il sud del Ciad nel mese di dicembre fu al centro di una polemica internazionale quando la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale - appoggiata dalle organizzazioni non governative - si oppose alla realizzazione di un megaprogetto della Banca in questa zona. Il progetto consisteva nello scavare 300 pozzi per l’estrazione del petrolio e trasportare il greggio attraverso il Camerun fino all’Oceano Atlantico. Le ONG sostenevano che per questo tipo di opere non si potevano utilizzare fondi che la Banca stessa qualificava come destinati a combattere la povertà.
Nel marzo 1998, il direttore e l’editore del periodico «N’Djamena Hebdo» furono condannati a due anni di prigione per «aver diffamato il presidente del Ciad» in un articolo pubblicato nel dicembre dell’anno prima. Tuttavia, l’esecuzione della sentenza fu sospesa.
 
Scheda:
La civiltà del Kanem-Bornu
I tuareg, figli del vento e della sabbia
freccia-sn.gif (1003 byte)

continenti.gif (1501 byte)

home.gif (1473 byte)