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- Capitale: Libreville
- Superficie: 267.670 km²
- Popolazione: 1,19 milioni
- Speranza di vita: 56,05 anni
- Pil pro capite: 5.400 $ / anno
- Valuta: Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
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- Capital: Libreville
- Superficie: 267.670 km²
- Población: 1,19 millones
- Esperanza de vida: 56,05 años
- Pib pro capita: 5.400 $ / año
- Divisa: Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
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- Official name: Gabonese Republic
- Capital: Libreville
Area: 267,670 km²
Population: 1.19 million
Languages: French, Fang, Myene, Bateke, Bapounou/Eschira, Bandjabi
- Life expectation: 56.05 years
Gdp per capita: 5,400 $ / year
Currency: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
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- Gli utensili di epoca paleolitica trovati nelle foreste gabonesi dimostrano che il
territorio fu abitato sin da epoche molto antiche. Tuttavia, rimane sconosciuta la storia
locale, finché, nel XVI secolo, la stessa migrazione di popoli che provocò la crisi
dellantico regno del Congo portò in Gabon le popolazioni
myene e, nel XVIII secolo, i fang, etnia oggi maggioritaria che, a partire da allora, ebbe
il monopolio della tratta degli schiavi e del commercio di avorio con gli europei.
- I primi europei a visitare le sue coste furono i portoghesi (1472), ma solo a metà del
XIX secolo i francesi, gli olandesi e gli inglesi stabilirono un commercio permanente,
portandosi via avorio, legname prezioso e schiavi. Nel 1849 fu fondata Libreville,
insediamento di schiavi liberati delle altre colonie francesi. Il territorio non
presentava grandi attrattive economiche e i francesi lo utilizzarono come base strategica
per proseguire lesplorazione del continente.
- Lindipendenza arrivò senza particolari sconvolgimenti, poiché i due partiti
locali (il Movimento Misto Gabonese di León Mba e lUnione Democratica e
Sociale di Jean-Hilaire Aubame) si mostrarono disposti ad accettare la tutela
neocoloniale.
- Il Gabon possiede abbondanti riserve minerarie (ferro, uranio, manganese), legname e
petrolio. Recentemente la transnazionale Shell ha scoperto una riserva petrolifera a
Rabikuna, nella regione di Port-Gentil, che può fornire greggio per più di
cinquantanni. I pozzi sono già entrati in produzione. Siccome questo giacimento si
trova sotto terra, contrariamente a ciò che avviene con il resto della produzione che è offshore,
i costi di estrazione sono molto più bassi. La Shell partecipa per l80% e la Elf
per il restante 20% dello sfruttamento di questo giacimento. Limpresa nordamericana
Amoco e la brasiliana Braspetro sono già state autorizzate a continuare lo sfruttamento
dellarea di Port-Gentil.
- Fino a poco tempo fa, le segherie costituivano lunica industria locale di una
certa importanza. Tuttavia, negli ultimi anni le transnazionali hanno scoperto che questo
«porto di pace» può servire da ingresso verso i mercati dellAfrica Centrale e
hanno dato il via a un processo dindustrializzazione dellarea. Questo processo
di sviluppo, dipendente dai capitali stranieri, non ha fatto che aggravare i problemi
sociali. La speranza di trovare impiego nelle città ha accelerato lesodo dei
contadini, trasformando la struttura sociale: i produttori indipendenti si trasformano in
manodopera a basso costo a disposizione delle transnazionali. La distruzione
delleconomia rurale elimina qualsiasi possibilità di approvvigionamento autonomo di
generi alimentari e ha liquidato lultimo settore indipendente dai capitali
stranieri.
- Lordine neocoloniale è protetto dal 1960 da un trattato dalleanza militare
tra Libreville e Parigi.
- Alla morte di Mba, nel 1967, gli succedette il ministro della Difesa, Omar Bongo,
che proseguì fedelmente nella linea inaugurata dal suo predecessore. Applicando agli
interessi francesi la tesi nordamericana dei «subimperialismi», Bongo si trasformò nel
«gendarme» dellAfrica Centrale, e il paese servì da base per laggressione
ai regimi progressisti degli stati vicini. Così, nel gennaio del 1977, il Gabon fornì
laereo e le armi utilizzate da un gruppo mercenario nella fallita aggressione contro
la Repubblica Popolare del Benin.
- La politica estera di Bongo si fece più flessibile; mantenne buone relazioni con vari
stati della regione, tra i quali lAngola, senza alterare il
suo rapporto privilegiato con la Francia. Come il Senegal, la Costa dAvorio, il Ciad e la Repubblica Centrafricana, il
Gabon ospita truppe francesi allinterno del proprio territorio.
- Nel 1979 e dopo il 1986, Bongo fu rieletto con il 99% dei voti, in elezioni
presidenziali nelle quali era lunico candidato.
- Lo spreco delle risorse e le denunce di corruzione allinterno del governo
generarono violente proteste popolari nei primi anni 80. La ribellione si estese
persino alla polizia, che nel 1982 fece una manifestazione, senza precedenti nel paese,
chiedendo laumento degli stipendi e il ritiro dei consiglieri della Francia. Le proteste furono brutalmente represse dal
servizio segreto del Gabon, ufficialmente conosciuto con il nome di «Centro di
Documentazione».
- Il governo represse anche la lotta del Movimento per il Rinnovamento Nazionale (MORENA),
formato da intellettuali, studenti e politici nazionalisti. Nellottobre del 1982,
quando cominciarono gli attentati contro le proprietà della famiglia Bongo e contro
installazioni militari francesi, il movimento fu accusato di essersi impossessato di 30
tonnellate di armi. Almeno 28 importanti esponenti del MORENA furono condannati a 15 anni
di prigione. Il Partito Socialista francese criticò le sentenze, e ciò generò tensioni
nei rapporti tra Bongo e il presidente francese Mitterand.
- Lepisodio non impedì a Bongo di visitare la Francia
nel marzo del 1984. Laccoglienza da parte del titolare dellEliseo provocò
molte critiche, così come la decisione del governo francese di permettere la costruzione
di una centrale nucleare in Gabon.
- In coincidenza con lavvento dei cambiamenti politici in Europa Orientale, alla
fine del 1989 le forze dellopposizione gabonesi tornarono a rivendicare
unapertura democratica. Dopo violenti scontri di piazza - molto più importanti, dal
punto di vista della partecipazione popolare, delle proposte promosse dal MORENA negli
anni 80 - il presidente emendò la Costituzione e introdusse il multipartitismo.
Subito dopo, oltre ad abolire la censura alla stampa, invitò alcuni dirigenti
dellopposizione a far parte del consiglio dei ministri.
- Lagitazione sociale si calmò momentaneamente. Tuttavia, in maggio, in un hotel di
Libreville, fu assassinato Joseph Redjambe, presidente del Partito Progressista Gabonese,
uno dei partiti dopposizione. Lomicidio provocò una forte reazione contro il
governo. Tutta la regione di Port-Gentil visse dieci giorni di rivolte, Parigi evacuò
cinquemila francesi residenti nelle città, e il governo inviò la guardia presidenziale
per ristabilire lordine. Secondo dati confermati da Amnesty International, il saldo degli scontri
fu di sei morti e cento feriti.
- Ristabilita la calma, in giugno si riunirono tutte le organizzazioni politiche e sociali
in una Conferenza nazionale nella quale si giunse a un accordo che prevedeva la
realizzazione di libere elezioni presidenziali. Fu una vittoria dellopposizione, che
riuscì a strappare al presidente la promessa di indire elezioni multipartitiche.
Tuttavia, anche Bongo otteneva una vittoria: riuscì ad anticipare la data delle elezioni
alla fine del 1990, invece che nel 1992, come voleva lopposizione. In questo modo,
Bongo fu in grado di avvalersi di tutta la struttura consolidata in venti anni di governo
per lanciare la propria campagna, mentre lopposizione, che era stata repressa per
decenni, non ebbe il tempo di organizzarsi. Infatti, lopposizione si presentò
divisa alle elezioni. Nel settembre del 1990, il partito del presidente Bongo, chiamato
Partito Democratico Gabonese (PDG) ottenne la maggioranza nellAssemblea nazionale.
La nuova Costituzione, approvata nel marzo del 1991, instaurò formalmente il
multipartitismo.
- Nel 1991 il paese fu scosso da nuovi episodi di violenza politica e sociale.
Parallelamente, la crisi economica divenne sempre più profonda, senza che il piano di
stabilizzazione economica, applicato seguendo gli orientamenti dati dal FMI a partire dal mese di settembre, e il programma di
aggiustamento strutturale, promosso dalla Banca Mondiale, generassero grandi
speranze tra i diversi settori sociali e politici.
- La mancanza di un calendario elettorale e le agitazioni degli studenti universitari, che
chiedevano maggiori risorse economiche, originarono un nuovo focolaio di tensione. Oltre a
chiudere lUniversità, il presidente sospese le elezioni e proibì le riunioni
politiche. Lopposizione convocò uno sciopero generale che paralizzò Port-Gentil,
centro dellindustria petrolifera. Preoccupato per lintensità delle proteste,
Bongo riaprì lUniversità e revocò il divieto di manifestazione.
- In politica estera, il Gabon ebbe un ruolo importante come intermediario nelle dispute
regionali (per esempio nelle scaramucce di frontiera tra Libia e Ciad). Tuttavia, alcune misure del governo generarono frizioni sul
terreno diplomatico. Nellottobre del 1992, il Gabon annunciò lespulsione di
diecimila rifugiati nigeriani che si trovavano nel paese in «situazione irregolare».
- Le elezioni presidenziali del dicembre 1993, nelle quali Bongo vinse nuovamente, furono
contestate dallopposizione. In febbraio si succedettero le proteste, che furono
represse, con un saldo di 30 morti. Durante i colloqui svoltisi a Parigi tra il settembre
e il novembre del 1994, fu costituito un governo di coalizione fino alla realizzazione di
libere elezioni.
- Nel luglio del 1995, con un referendum, il presidente ottenne il sostegno del 96% dei
votanti per una riforma costituzionale che stabiliva la realizzazione di elezioni
presidenziali e legislative. Le elezioni per lAssemblea nazionale del dicembre 1996
diedero al Partito Democratico, condotto da Bongo, 47 dei 55 seggi a disposizione. Dal
canto suo, il leader dellopposizione politica, Paul Mba-Abessole, ottenne
unimportante vittoria nelle elezioni amministrative, divenendo sindaco della
capitale, Libreville.
- Nonostante il Gabon avesse un reddito pro capite di 3.490 dollari annui, grazie ai
proventi derivanti dallo sfruttamento del petrolio, gli indici di povertà erano
allarmanti. Nel 1997, la speranza di vita non giungeva ai 55 anni, il tasso di
analfabetizzazione degli adulti era del 63% e quello di mortalità infantile arrivava a 87
morti su mille nati vivi.
- Allinizio del 1998, il sindaco Mba-Abessole sollecitò le Nazioni Unite a supervisionare le elezioni presidenziali per
quellanno, al fine di impedire «una rielezione farsa di Omar Bongo». La richiesta
fatta da Bongo alle ambasciate europee di urne per le elezioni, dava unidea del
disordine imperante, poiché significava che il governo non disponeva più delle urne
utilizzate nelle elezioni precedenti.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della
colonizzazione

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