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- Capitale: Tripoli
- Superficie: 1.759.540 km²
- Popolazione: 5,648 milioni
- Speranza di vita: 65,05 anni
- Pil pro capite: 6.570 $ / anno
- Valuta: 1 Libyan dinar (LD) = 1,000 dirhams
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- Capital: Tripoli
- Superficie: 1.759.540 km²
- Población: 5,648 millones
- Esperanza de vida: 65,05 años
- Pib pro capita: 6.570 $ / año
- Divisa: 1 Libyan dinar (LD) = 1,000 dirhams
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- Official name: Socialist People's Libyan Arab Jamahiriya
- Capital: Tripoli
Area: 1,759,540 km²
Population: 5.648 million
Languages: Arabic, Italian, English, all are widely understood in the major cities
- Life expectation: 65.05 years
Gdp per capita: 6,570 $ / year
Currency: 1 Libyan dinar (LD) = 1,000 dirhams
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- Muammar Gheddafi
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
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- La Libia ha sempre occupato una posizione intermedia nelle relazioni politico-economiche
del nord dellAfrica. La sua frontiera con lEgitto
dei faraoni la rese partecipe di quel clima culturale ma, sebbene prima dei secolo X e
VIII a.C. due dinastie libiche regnassero in Egitto,
questo non portò alla formazione di uno stato unitario. La nascita di un altro polo
politico-economico sulla frontiera occidentale (limpero cartaginese, seguito da
quello romano) accentuò questa bipolarità. Dopo la conquista araba nel VII secolo, i
nuovi centri di potere furono la Tunisia e il Marocco da un lato e lEgitto
dallaltro, mantenendo la Libia in una situazione di frontiera, anche in direzione
nord-sud.
- Lo sviluppo del commercio marittimo e della pirateria trasformarono Tripoli (Tarabulus)
in uno dei principali porti del Mediterraneo, determinando interventi da parte europea e,
di conseguenza, del sultano turco. Nel 1551 Solimano il Magnifico annetté la regione
allimpero ottomano. Con lindebolimento dellautorità centrale, tuttavia,
i governatori acquisirono sempre più autonomia, dando origine a progetti indipendenti.
Allinizio del XIX secolo la pirateria fu il pretesto per il primo intervento
militare statunitense allestero. Gli Stati Uniti
bombardarono Tripoli nel 1804.
- Nel 1837 Mohamed al-Sanusi fondò una fratellanza musulmana clandestina, conosciuta come
Sanussi (Sanusya), che si dedicò a promuovere la resistenza contro il governo turco,
operando anche in Egitto. Tuttavia, il nemico
principale diventò un altro: di fronte alla decadenza dellimpero ottomano, lItalia dichiarò guerra alla Turchia nel 1911 e occupò il litorale libico, ultimo
possesso turco nellAfrica settentrionale. Con lo scoppio della prima guerra
mondiale, la presenza italiana si ridusse ai porti di Tripoli e Homs (Al-Khums) mentre il
resto del territorio si mantenne virtualmente indipendente. Terminata la guerra, la nuova
conquista italiana dovette affrontare unostinata resistenza armata condotta da Sidi
Omar al-Mukhtar. Solo nel 1931, con la sua cattura e impiccagione, gli italiani furono in
grado di controllare il territorio e annetterlo al regno dItalia.
- DallEgitto e dalla Tunisia,
i Sanussi si mantenevano attivi e cooperarono con gli alleati durante la seconda guerra
mondiale. Idris al-Sanusi, capo della fratellanza, fu riconosciuto dagli inglesi come
emiro di Cirenaica. Terminato il conflitto, il paese fu diviso in due zone, una
amministrata dagli inglesi (Tripolitania e Cirenaica) e una (Fezzan) che i francesi
amministravano dal Ciad. Nel 1949, per decisione dellONU, furono entrambe riunite nel regno indipendente di
Libia, il cui trono fu occupato da Idris al-Sanusi.
- Come base del suo potere, Idris aggiunse alla propria autorità religiosa
lappoggio delle potenti famiglie turco-libiche, dei consiglieri militari di Stati Uniti e Gran
Bretagna (entrambi i paesi installarono basi militari in Libia) e delle transnazionali
petrolifere che si stabilirono nel paese quando loro nero cominciò a sgorgare in
grandi quantità, nel 1960.
- Muammar al-Gheddafi, figlio di beduini nomadi, entrò nellesercito come giovane
nazionalista. Nel 1966, mentre completava gli studi militari a Londra, fondò
lUnione degli Ufficiali Liberi. Al suo ritorno in patria, continuò lattività
politica e cospirativa in seno allesercito. Il 1° settembre 1969 ebbe inizio a
Sebha uninsurrezione che rapidamente rovesciò la monarchia.
- Il Consiglio della Rivoluzione, diretto da Gheddafi, si proclamò musulmano, nasserista
e socialista; eliminò le basi militari nordamericane e inglesi, impose drastiche
limitazioni alle quasi 60 imprese transnazionali attive nel paese e assunse il controllo
della produzione petrolifera senza troncare completamente i rapporti con le compagnie
straniere.
- Gheddafi mise in moto un ambizioso programma di modernizzazione, privilegiando lo
sviluppo agricolo. Ogni famiglia ebbe diritto a una media di dieci ettari di terra, un
trattore, unabitazione, attrezzi e irrigazione. Furono aperti più di
millecinquecento pozzi artesiani e due milioni di ettari di terre desertiche cominciarono
a ricevere irrigazione artificiale.
- A causa della rapida crescita la Libia dovette far ricorso allimmigrazione di
lavoratori da altri paesi arabi e di tecnici da tutto il mondo. Sul piano della politica
interna, nel 1973, a partire dalla pubblicazione del Libro Verde - nel quale Gheddafi
espose i suoi fondamenti etici e politici contrari a capitalismo e marxismo - in Libia si
formò una struttura di partecipazione popolare e il Comitato Generale del Popolo.
- Nelle città Gheddafi creò un sistema di previdenza sociale, con assistenza medica
gratuita e sussidi alle famiglie numerose. Ai lavoratori dellindustria concesse una
partecipazione del 25% negli utili delle imprese. I dati ufficiali sostengono che gli
investimenti nellindustria furono 11 volte superiori a quelli del periodo della
monarchia; allagricoltura, furono destinate risorse 30 volte superiori a quelle
previste da Idris. Il risultato di questo piano fu che la Libia, nel giro di 5 anni, smise
di essere il paese più povero dellAfrica Settentrionale e raggiunse il reddito pro
capite più alto del continente: 4.000 dollari annui.
- Nel 1977, la Libia passò a chiamarsi Jamahiriya Araba Popolare e Socialista (Jamahiriya
è un neologismo che significa «Stato delle masse»). Sebbene Gheddafi avesse ottenuto
risultati ampiamente positivi negli affari interni, sul piano diplomatico i risultati non
furono paragonabili. Fallirono i tentativi di unione con Siria,
Egitto e Tunisia. Gheddafi
criticò la politica di riconciliazione tra Egitto e Israele, causando il deterioramento dei rapporti con la
monarchia saudita, gli emirati e il Marocco.
- A partire dal 1980 la diplomazia libica dispiegò una grande attività nellAfrica
a sud del Sahara e in America Latina. Appoggiò i guerriglieri del Fronte Polisario e partecipò direttamente
alla guerra civile del Ciad, in difesa del governo transitorio di
unità nazionale (GUNT) diretto da Goukouni Oueddei.
- Attraverso unampia campagna internazionale di propaganda, Reagan associò Gheddafi
al terrorismo mondiale. Nellagosto del 1981 nel Golfo della Sirte, la VI flotta
della marina statunitense abbatté due aerei libici. Gheddafi evitò una risposta violenta
e ottenne lappoggio dei regimi arabi conservatori, fino a quel momento ostili a
Tripoli.
- Nel 1983, la Libia avviò un processo di avvicinamento al Marocco,
che culminò, nellagosto del 1994, con la firma di un accordo tra i due governi. Il Marocco voleva neutralizzare lappoggio libico al Fronte Polisario, mentre la Libia cercava di
contenere lassistenza marocchina al regime di Habré in Ciad.
- Nel gennaio del 1986 gli Stati Uniti accusarono la
Libia di atti di terrorismo, imposero un embargo economico contro il paese e in aprile
bombardarono Tripoli e Bengasi, causando decine di vittime tra la popolazione civile.
Informazioni successive dimostrarono che il vero obiettivo era leliminazione del
colonnello Gheddafi.
- Nel novembre del 1991, la giustizia nordamericana e quella britannica incolparono il
governo libico dei due attentati del 1988 agli aerei della Pan Am, in Gran Bretagna - 270 morti, 189 dei quali nordamericani
-, e dellUTA in Nigeria, con 170 vittime. LInterpol
emise un ordine di cattura internazionale per due agenti libici accusati di aver eseguito
lazione terroristica. Nel gennaio del 1992, la Libia si dichiarò disposta a
collaborare con lONU per un chiarimento sui due
attentati.
- Ciononostante, Gheddafi rifiutò di concedere la richiesta di estradizione pretesa
dallONU, e propose, senza successo, che il processo
fosse celebrato a Tripoli.
- Latteggiamento della Libia rese più severi i reclami dellONU, che tra febbraio e marzo pretese nuovamente
lestradizione dei sospetti colpevoli e diede un ultimatum per una rinuncia esplicita
al «terrorismo» entro il 15 aprile del 1992, sotto la minaccia di sanzioni, embargo e
ritorsioni militari.
- Passato questo termine, la CEE e i sette paesi più industrializzati adottarono sanzioni
economiche e Gheddafi si appellò alla Corte Internazionale di Giustizia.
- In agosto, con il rinnovo dellembargo, Gheddafi promosse un cambiamento nella sua
politica estera, nominando cancelliere un «moderato», nel tentativo di avvicinare le
posizioni libiche e statunitensi. Nel 1993 Tripoli proseguì sulla via della
liberalizzazione economica inaugurata nel 1989; nel contempo ruppe i rapporti diplomatici
con lIran.
- Lisolamento della Libia si accentuò nel 1994, quando lONU intensificò lembargo. Allinterno del paese
questa situazione non fece che conferire una maggiore popolarità al capo dello stato,
poiché parte dellopinione pubblica accusò gli Stati
Uniti per le difficoltà attraversate dal paese.
- Nella regione meridionale del Fezzan, la popolazione si mostrò scontenta per la
cessione al Ciad della striscia di Aouzou, decisa da Gheddafi dopo
un verdetto della Corte Internazionale di Giustizia dellAja. Tripoli riuscì a
concretizzare un vecchio progetto, firmando un contratto per la costruzione di un
acquedotto che permetteva di trasportare acqua da altri paesi.
- Nel 1995 il paese continuava a rimanere isolato, nonostante le costanti offerte di
dialogo proposto dalla Libia ai paesi occidentali. Questo non impedì la crescita del
settore privato e degli investimenti stranieri, principalmente in relazione a progetti di
sfruttamento delle risorse petrolifere.
- Nella seconda metà del 1996, nonostante lembargo, leconomia libica
continuò a beneficiare di un incremento di quasi il 40% nel presso internazionale del
petrolio. In quellanno, fu intrapresa lapertura di una sezione
dellacquedotto per il rifornimento dellacqua alle popolazioni isolate del
deserto.
- Nel 1997, la Libia cominciò a uscire dallisolamento internazionale. Per la prima
volta, tre paesi membri del Consiglio di Sicurezza, Egitto,
Guinea Bissau e Kenya, chiesero
linvio di una missione a Tripoli per valutare la situazione. Il Movimento dei Paesi
Non Allineati e lOrganizzazione dellUnità
Africana appoggiarono una richiesta libica perché i due sospetti dellattentato
avvenuto in Scozia nel 1988 fossero giudicati in un paese neutrale.
- In ottobre, il Sudafrica chiese formalmente allONU la fine dellembargo, dopo la visita in Libia del
presidente Nelson Mandela. Mandela affermò di sostenere la posizione libica, ma chiarì
che non chiedeva la revoca «incondizionata» delle sanzioni. Tuttavia, in novembre, il
Consiglio di Sicurezza rinnovò le misure.
- Nel marzo del 1998, la Corte di Giustizia delle Nazioni Unite dichiarò valido il
ricorso presentato da Tripoli contro lembargo economico. La decisione aprì un
conflitto di poteri allinterno dellONU tra il
Consiglio di Sicurezza e la Corte.
- In agosto, in seguito ad ampie trattative multilaterali, il Regno Unito e gli Stati
Uniti proposero che i due accusati dellattentato di Lokerbie fossero giudicati
alla Corte dellAja da giudici scozzesi in base alla legge scozzese. La reazione del
governo libico fu di accettare la proposta, facendo nascere laspettativa che lONU finalmente liberasse il paese dal peso delle sanzioni
economiche decretate nel 1992.
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- Schede:
- La civiltà del Kanem-Bornu
- La civiltà islamica: origini e fondamenti
- I tuareg, figli del vento e della sabbia

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