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- Capitale: Nouakchott
- Superficie: 1.030.700 km²
- Popolazione: 2,411 milioni
- Speranza di vita: 49,49 anni
- Pil pro capite: 1.200 $ / anno
- Valuta: 1 ouguiya (UM) = 5 khoums
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- Capital: Nouakchott
- Superficie: 1.030.700 km²
- Población: 2,411 millones
- Esperanza de vida: 49,49 años
- Pib pro capita: 1.200 $ / año
- Divisa: 1 ouguiya (UM) = 5 khoums
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- Official name: Islamic Republic of Mauritania
- Capital: Nouakchott
Area: 1,030,700 km²
Population: 2.411 million
Languages: Hasaniya Arabic, Pular, Soninke, Wolof
- Life expectation: 49.49 years
Gdp per capita: 1,200 $ / year
Currency: 1 ouguiya (UM) = 5 khoums
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Il processo di desertificazione, che trasformò fertili pianure in quello che oggi è il
deserto del Sahara, avrebbe separato i berberi del sud dal litorale mediterraneo de nel II
secolo a.C. non fosse stato introdotto nella regione lallevamento del cammello,
dotato di difese speciali che gli permettono di viaggiare nelle zone aride. Questo animale
permise ai gruppi che emigravano verso il sud in cerca di pascoli di mantenersi in
contatto con la loro cultura originaria e, più tardi, di unirsi alla civiltà islamica
della regione mediterranea.
- La parte meridionale di quella che oggi è la Mauritania, fu lo scenario dello sviluppo
di una delle più peculiari civiltà africane. Tuttavia, la conquista almoravide prima e
le migrazioni fulane poi, amalgamarono e unificarono gran parte della popolazione.
- Nel XIV secolo, le tribù beni hilal, che avevano invaso lAfrica del Nord tre
secoli prima, giunsero in Mauritania e per più di duecento anni si dedicarono al
saccheggio e a guerre episodiche con i berberi, in unarea che comprendeva anche il
sud dellAlgeria e lodierno Sahara, mentre la regione meridionale faceva parte
dellimpero del Mali. Nel 1664 tutte le tribù berbere della
regione si unirono per affrontare gli arabi, ma il lungo conflitto che ne risultò,
chiamato «guerra di Cherr Baba», terminò trentanni più tardi con la sconfitta
dei berberi. Gli arabi simposero come aristocrazia militare (si facevano chiamare hassani,
che significa guerrieri), monopolizzando lesercito e lasciando ai locali il
commercio, listruzione e le altre attività pacifiche. Sottoposti a questi due
gruppi vi erano gli haratan, pastori del sud, in condizione semi-servile. Questa
rigida stratificazione sociale andò diluendosi nella pratica, ma si mantenne tra gli
arabo-berberi da un lato e gli abitanti del sud (fulani e soninke) dallaltro.
- Al termine del XVII secolo sorsero vari emirati, che non riuscirono a strutturare
politicamente il paese a causa delle rivalità tra loro e dei problemi dinastici.
Tuttavia, furono in grado di porre un minimo di ordine nella regione, grazie
allunificazione culturale portata a termine dagli zuaia (asceti berberi che
inventarono la scrittura semplificata dellarabo, diffondendola insieme
allinsegnamento religioso), e ciò permise una certa rinascita del commercio
carovaniero.
- Nel XIX secolo questo sviluppo mercantile entrò in conflitto con il progetto francese
di concentrare il commercio sudanese nel Senegal, per il quale
era necessaria leliminazione del commercio sahariano. Daltro canto, le
incursioni dei berberi nel Senegal erano frequenti, e questi due
elementi determinarono la decisione francese di conquistare la Mauritania. Cominciata nel
1858 dal generale Faidherbe, la conquista si protrasse fino al XX secolo. La resistenza
opposta inizialmente dagli emirati di Trarza e Brakna continuò con lo sceicco Ma al-Aini
(Sahara Occidentale), i suoi figli e poi suo cugino Muhammad
al-Manum, emiro di Adrar. Inseguito dai francesi per quasi mille chilometri
allinterno del Sahara, Muhammad al-Manum morì in combattimento nel 1934.
- Dopo la seconda guerra mondiale, la Mauritania divenne una provincia francese
doltremare, inviando deputati al parlamento francese. Dieci anni più tardi ottenne
lautonomia interna e nel 1960 lindipendenza. Senza infrastrutture né
capacità amministrative, i suoi quadri potenziali erano costituiti da cinque universitari
e una quindicina di studenti. La popolazione usava il baratto e ancora oggi è in gran
parte nomade.
- La sola impresa internazionale, la MIFERMA, a capitale francese, aveva più potere dello
stesso stato. Le sue miniere di ferro fornivano l80% delle esportazioni e davano
lavoro al 25% dei salariati del paese.
- Gradualmente, il settore progressista del Partito Popolare di Mauritania (PPM),
presieduto da Moktar Ould Daddah, cominciò a porre le basi della vera indipendenza
nazionale. Nel 1965 la Mauritania uscì dallOCAM (Organizzazione Comune Africana e
Malgascia), attraverso la quale la Francia cercava di
mantenere la sua tutela sulle ex colonie.
- Nel 1966 fu creata la SOMITEX, la società per il monopolio dellimportazione di
prodotti di consumo, interrompendo così lo strapotere dei commercianti francesi.
Cominciò a essere rivalutata la cultura araba; furono istituite dogane in modo da rendere
il paese indipendente da quelle del Senegal. La banca
arabo-mauritana ottenne il monopolio delle operazioni con lestero e per la prima
volta fu emessa moneta mauritana.
- Nel 1974 fu annunciata la nazionalizzazione delle miniere di ferro. Il paese cominciò a
sostituire linfluenza francese con un avvicinamento maggiore ai paesi musulmani ed
entrò a far parte della Lega Araba. LArabia
Saudita, il Kuwait e il Marocco
gli fornirono aiuti economici.
- Nel 1975, mossa dal suo interesse ad annettere parte del Sahara
Occidentale, la Mauritania si associò al Marocco con
lintento di dividersi il possedimento spagnolo. Con lappoggio logistico e
militare della Francia, tremila soldati mauritani e
diecimila marocchini occuparono il Sahara.
- Il governo di Ould Daddah pagò un prezzo molto alto per questazione militare. La
Mauritania cominciò a essere colpita da violente rappresaglie da parte del Fronte Polisario e fu virtualmente occupata
dalle truppe marocchine alleate.
- La crisi economica si aggravò e lo scontento popolare sfociò in manifestazioni e
scontri con la polizia. Il popolo mauritano ha molte affinità con i sahariani e
lopposizione condannò lintervento mauritano contro lindipendenza del
Sahara.
- La crisi scoppiò nel 1978, inaugurando un periodo di sei anni nel quale furono attuati
cinque colpi di stato. Vi fu un tentativo di arabizzare lintero paese, misconoscendo
le altre popolazioni residenti nel sud dello stato.
- Infine il governo dovette desistere dallarabizzazione forzata e rinunciare alla
rivendicazioni sul Sahara, con la firma di un accordo di pace con il Fronte Polisario nellagosto del 1979.
Nel contempo e con lappoggio di alcuni ufficiali di sinistra, il governo abolì la
schiavitù in Mauritania.
- Haidallah fu destituito del dicembre del 1984 da Maaouiya Ould SidAhmed Taya,
colonnello e capo di stato maggiore dellesercito. Questultimo riconobbe
ufficialmente la Repubblica Araba Sahariana Democratica e
smantellò leconomia clandestina: solo il 50% delle imprese aveva una contabilità
registrata.
- Nellaprile del 1985 il FMI autorizzò un
prestito di 12 milioni di dollari, allinterno di un programma economico di
aggiustamento strutturale con condizioni molto dure per un paese colpito da un continuo
processo di desertificazione e da un deficit alimentare di 12.000 tonnellate lanno.
- Il contesto economico e sociale cominciò a deteriorarsi; le terre agricole e i pascoli
del sud andarono riducendosi con lespansione del deserto. La popolazione nomade
impoverita fu costretta a emigrare verso le città.
- Nel settore della pesca il governo mira, nel lungo periodo, alla conservazione delle
risorse e allintegrazione dellindustria al resto delleconomia. Non
vengono concesse licenze a navi straniere.
- Nel 1987 iniziò una serie dincidenti tra contadini e allevatori nella zona di
frontiera del fiume Senegal. Nel 1989 la situazione di aggravò
quando una folla di mauritani infuriati attaccò con bastoni e pietre centinaia di
senegalesi disarmati, a Nouakchott. A Dakar alcuni senegalesi, di ritorno dalla
Mauritania, denunciarono uccisioni e mutilazioni di loro compatrioti e ciò suscitò la
reazione di gruppi radicali che assassinarono mercanti mauritani e saccheggiarono i loro
negozi. Allinterno delle frontiere della Mauritania si registrarono anche incidenti
tra mauritani del sud e arabi e berberi del resto del paese. In questi avvenimenti
lesercito partecipò appoggiando gli arabi e i berberi e provocando centinaia di
morti.
- Gli scontri sulla frontiera con il Senegal provocarono
centinaia di vittime in entrambi gli schieramenti e terminarono con la rottura dei
rapporti diplomatici da parte del Senegal, nellagosto del
1989.
- Nel luglio del 1991 i mauritani approvarono un referendum che stabiliva il
riconoscimento del multipartitismo e prevedeva linstaurazione di un governo
democratico. Lopposizione riunita nel Fronte Democratico Unito (FDU), aveva fatto
pressioni sul governo riguardo a questi obiettivi e, fino allinizio del 1991,
lunica risposta del governo era stata una repressione sempre maggiore. Nonostante la
riforma costituzionale, la tensione sociale provocata dalla crisi non diminuì. Molto
presto cominciò un periodo di grande agitazione sociale, con scioperi ai quali partecipò
gran parte della popolazione.
- Maaouiya Ould SidAhmed Taya mantenne la presidenza nelle prime elezioni
multipartitiche del gennaio 1992, che lopposizione e numerosi osservatori
internazionali considerarono truccate. Taya sconfisse il suo principale rivale Ahmed Ould
Daddah (33%) con il 63% dei voti. In marzo, al secondo turno delle elezioni, il partito di
governo PRDS ottenne la maggioranza assoluta dellAssemblea nazionale aggiudicandosi
67 dei 79 seggi disponibili.
- Sei gruppi dopposizione boicottarono lelezione e denunciarono brogli. In
aprile la Mauritania ristabilì i rapporti diplomatici con Senegal
e Mali. Ciò permise di riprendere i negoziati per la soluzione
delle rivendicazioni di confine pendenti e per cercare di risolvere la situazione dei
rifugiati mauritani nei due paesi confinanti.
- Gli aiuti finanziari di Cina e Francia diedero un nuovo impulso al governo di Taya,
ormai privo di prestigio, accusato di brogli e di essere responsabile della difficile
situazione sociale del paese. Lapplicazione di un piano di risanamento economico
elaborato dal FMI aggravò ancor più la tensione, in
particolare nel mese di ottobre, quando aumentarono i prezzi dei prodotti di consumo
fondamentali.
- Le manifestazioni di protesta si fecero generali e la polizia le represse con durezza.
Allinizio del 1993, il ministro degli Interni, Ba Aliu Ibra Hasni Uld Dudi, fu
costretto a dimettersi dallincarico e fu sostituito da un moderato. Nel gennaio del
1994 i partiti di governo trionfarono nelle elezioni amministrative, anche queste
considerate truccate dai rappresentanti dellopposizione.
- In ottobre 60 dirigenti islamici furono imprigionati e accusati di «creare un clima di
paura». Dopo questo fatto il governo ordinò ai militanti «fondamentalisti» di cessare
le attività politiche.
- Nel gennaio del 1995, migliaia di manifestanti sconvolsero Nouakchott, bruciarono
automobili e saccheggiarono negozi, in seguito allaumento dei prezzi provocato
dallintroduzione dellimposta sul valore aggiunto. In giugno, i creditori della
Mauritania accettarono di rinegoziare il debito pubblico, che fu parzialmente cancellato.
- Nel gennaio del 1996, il presidente Taya nominò primo ministro El Avia Ould Mohamed
Khouna, fino a quel momento ministro della Pesa. La maggior parte dellopposizione
boicottò le elezioni di aprile per la formazione di un nuovo Senato. Il Partito
Repubblicano Sociale e Democratico (PRSD) conquistò la maggioranza e, nelle elezioni
legislative realizzate in ottobre, ottenne 71 dei 79 seggi dellAssemblea nazionale.
- Nel giugno del 1996, un accordo con lUnione
Europea permise alla Mauritania di accedere a quote fisse di credito per cinque anni,
in cambio della concessione di permessi di pesca nelle sue acque, che ospitano la maggiore
ricchezza ittica del mondo. Gli organismi internazionali concordarono nellaffermare
che il paese aveva migliorato il suo rendimento macroeconomico. Ciononostante, i diversi
indicatori sociali continuavano a situarlo tra i paesi più poveri del mondo.
- Nel dicembre del 1997, il presidente Taya fu rieletto con quasi il 90% dei voti e
nominò primo ministro Mohamed Lemine Ould Guig.
- Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani chiesero, nellaprile del 1998,
che si mettesse fine alla schiavitù in Mauritania. Tre militanti di organizzazioni
umanitarie erano stati condannati a pene detentive per aver denunciato casi di pratiche di
tipo schiavistico.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della
colonizzazione
- Almoravidi e Almohadi
- Gli stati fulani
- La civiltà islamica: origini e fondamenti
I tuareg, figli del vento e della sabbia
- Pesca: possibile
esaurimento delle risorse

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