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- Capitale: Abuja
- Superficie: 923.770 km²
- Popolazione: 107,129 milioni
- Speranza di vita: 54,65 anni
- Pil pro capite: 1.380 $ / anno
- Valuta: 1 naira (N) = 100 kobo
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- Capital: Abuja
- Superficie: 923.770 km²
- Población: 107,129 millones
- Esperanza de vida: 54,65 años
- Pib pro capita: 1.380 $ / año
- Divisa: 1 naira (N) = 100 kobo
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- Official name: Federal Republic of Nigeria
- Capital: Abuja
Area: 923,770 km²
Population: 107.129 million
Languages: English, Hausa, Yoruba, Ibo, Fulani
- Life expectation: 54.65 years
Gdp per capita: 1,380 $ / year
Currency: 1 naira (N) = 100 kobo
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- Sani Abacha
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- Olusegun Obasanjo
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
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- Eredi della città protostorica dei nok, gli yoruba vivevano in città fortificate
dotate di una rete di ampie strade. Queste prime civiltà urbane si erano date un sistema
di governo democratico sin dal IX secolo d.C. in cui sindaco e consiglio comunale erano
eletti da unassemblea di cittadini. In campo artistico, gli yoruba seppero produrre
belle terrecotte e sculture in bronzo. Fra il X e lXI secolo, Ife, Oyo, Ilorin e
Benin (da non confondersi con il paese che ora porta lo stesso nome) erano le più
importanti città-stato di una confederazione di regni che arrivò ad estendere la propria
influenza dal fiume Niger fino allattuale stato del Togo.
- La città di Ife venne considerata fin dallantichità il principale centro
religioso della regione, e tale è reputata ancora oggi, in quanto loni di
Ife è il sommo sacerdote di tutti gli yoruba, nigeriani e non.
- La città di Oyo, sede dellalafin (re), svolse un ruolo di primo piano come
centro del potere temporale. La sua importanza crebbe a partire dal XVI secolo, quando
divenne centro della tratta degli schiavi. La dipendenza della regione dal commercio di
schiavi fu una delle cause della sua decadenza, una volta abolita la schiavitù.
- Nel nord del paese si insediarono gli haussa, che diedero vita a un nucleo culturale
dalle caratteristiche ben distinte, così come avvenne anche nella regione sudorientale,
abitata dagli ibo, appartenenti al medesimo ceppo degli yoruba. A differenza di questi
ultimi, gli ibo non diedero vita a una civiltà di tipo urbano, ma si dedicarono
soprattutto ad attività commerciali.
- Nel 1914 la colonizzazione inglese riunì queste diverse realtà etniche sotto
ununica amministrazione creando uno stato artificiale la cui unità nazionale
tuttavia deve ancora essere conquistata. Linteresse degli inglesi si concentrò
soprattutto sullo sfruttamento dei giacimenti di stagno e delle notevoli risorse agricole
e boschive della regione.
- Gli inglesi in Nigeria agirono come negli altri territori da loro colonizzati,
impiantandovi cioè un modello di colonizzazione indiretta, servendosi come intermediari
degli emiri musulmani del nord e concedendo in questo modo una maggiore autonomia politica
ai gruppi etnici - haussa e peul (fulani) - che vi abitavano. Con lindipendenza,
concessa nel 1960, salì al potere il Northern People Congress (partito del nord),
coalizzatosi con il National Council of Nigerian Citizen (di estrazione ibo). Tuttavia, la
struttura federale (quattro stati) e il parlamento bicamerale, ricalcato sul modello
inglese, non rispecchiavano quella che era la realtà politica nigeriana. I governanti
locali avevano potere maggiore di quello del presidente, Nnambi Azikiwe. I partiti di
matrice progressista vennero privati del potere attraverso brogli elettorali mentre i vari
capi locali abbandonarono la prospettiva unitaria alimentando lo sciovinismo etnico.
- Lesercito dapprima agì quale organismo deliberante, per poi svolgere, una volta
che il generale Yacubu Gowon assunse la carica presidenziale, veri e propri compiti di
governo. Nel 1967, parallelamente allinizio dello sfruttamento dei giacimenti
petroliferi del paese, la Francia decise di fomentare
le tendenze separatiste degli ibo. Durante i tre anni seguenti, il Biafra fu scenario di
una guerra civile che, nelle intenzioni degli ibo, si sarebbe dovuta concludere con la
secessione della Nigeria sudorientale, ma che terminò invece con la sconfitta dei
secessionisti.
- Quando la Nigeria era ormai diventata lottava potenza mondiale fra i produttori di
petrolio, Gowon procedette allespropriazione del 55% delle multinazionali operanti
in Nigeria, favorendo il rafforzamento dellimprenditoria locale.
- Un consiglio militare supremo di tendenze nazionaliste esercitò il potere reale, mentre
ci fu un susseguirsi di vari presidenti. Tale consiglio impose fra laltro la
chiusura delle basi militari e di spionaggio statunitense in Nigeria. Durante la
presidenza di Obasanjo, la Barclays e la British Petroleum vennero nazionalizzate per aver
violato lembargo contro il Sudafrica.
- Nel 1978 venne avviata la riforma costituzionale e vennero indette le elezioni, aprendo
così la strada per un ritorno dei civili al governo. Una Commissione federale per le
elezioni permise la partecipazione soltanto a cinque formazioni partitiche di livello
nazionale, che rappresentavano lélite politica e finanziaria tradizionale,
negandola invece ai partiti di estrazione socialista e rivoluzionaria. A vincere le
elezioni fu il Partito Nazionale Nigeriano (NPN), con il 25% dei consensi, seguito dal
Partito Nigeriano dellUnità (UPN), con il 20% circa.
- Dopo 13 anni di regime militare, nel 1978 venne eletto presidente Shehu Shagari, il cui
partito era in minoranza in entrambe le Camere. Shagari lanciò un piano di sviluppo di
impronta capitalista basato esclusivamente sui proventi ricavati dallo sfruttamento
petrolifero, con lambizione di trasformare la Nigeria nel principale polo di
sviluppo dellintera Africa subsahariana. Fra le promesse del neopresidente vi erano
la costruzione di una nuova capitale, il raddoppio degli iscritti nelle scuole sia di
primo che di secondo grado, il raggiungimento dellautosufficienza alimentare.
- Tali promesse non si concretizzarono. Vi fu invece un aumento del contrabbando,
dellinurbamento e della disoccupazione, della riduzione del tenore di vita delle
fasce sociali più deboli, mentre il FMI premeva per
rifinanziare il debito estero. Shagari indisse nuove elezioni, da cui uscì riconfermato
alla carica presidenziale con il NPN, in mezzo a denunce di brogli elettorali e complotti
militari.
- Il 1° gennaio del 1984, Muhamad Buhari fu protagonista del quarto colpo di stato nella
storia della repubblica nigeriana. Il governo di Shagari era accusato di corruzione nel
settore petrolifero, che da solo costituiva il 95% delle entrate del paese in valuta
estera. Gli arresti furono numerosi a tutti i livelli e i governatori civili vennero
sostituiti dai militari. Tuttavia non si riuscì ad arginare la crisi economica: il prezzo
del riso nel giro di un anno si quadruplicò e il debito estero toccò la cifra di 15.000
milioni di dollari. La repressione messa in atto dal governo si tradusse
nellespulsione di 600.000 stranieri. Nel mezzo della crisi, il 26 agosto 1985, si
ebbe lennesimo colpo di stato, capeggiato dal generale Ibrahim Babangida, che
divenne il nuovo presidente.
- Nel dicembre del 1987 si svolsero le elezioni amministrative locali, a cui si
presentarono ben 15.000 candidati che non facevano capo a nessun partito in particolare.
In precedenza, era stata nominata una Commissione elettorale nazionale (NEC) col compito
di vigilare sulla regolarità delle consultazioni elettorali. Tuttavia, il fatto che le
elezioni non fossero state adeguatamente pianificate favorì il verificarsi di episodi di
violenza e di disordini, con successive contestazioni. Alla fine, si optò per
lannullamento di queste elezioni.
- Il 7 dicembre 1989 il governo militare comunicò che le elezioni, inizialmente previste
per la fine di quello stesso mese, si sarebbero invece svolte nel dicembre del 1990:
sarebbero state le prime elezioni legislative e presidenziali dal 1983. Sei mesi più
tardi, Babangida annunciò la revoca del divieto di associazione politica, con
lintenzione di soprintendere il processo di transizione dal regime militare a quello
civile.
- Nel maggio del 1990 Babangida effettuò una visita ufficiale in Gran Bretagna, ottenendo da Londra 100 milioni di
dollari destinati al risanamento delleconomia della Nigeria, paese ormai integrato
nel sistema capitalista mondiale. Il commercio nigeriano è soprattutto rivolto verso Stati Uniti, Gran Bretagna
e Francia, nonostante in ambito internazionale la
Nigeria abbia cercato di mantenere un certo equilibrio. Alla pari degli altri fornitori di
materie prime, anche la Nigeria è costretta a subire le oscillazioni del prezzo del
petrolio. Nel 1990, mentre il reddito pro capite diminuiva, il debito estero raggiunse i
30.000 milioni di dollari, costringendo il governo a continue rinegoziazioni con gli
organismi internazionali creditori.
- Nei mesi di aprile e di giugno del 1990 si verificarono alcuni tentativi di golpe,
sempre però soffocati dalle forze leali al governo. La creazione di altri 9 stati allo
scopo di separare le etnie nemiche generò violente proteste, represse dallesercito.
Secondo stime non governative, la repressione causò 300 vittime fra agosto e ottobre. Il
governo dichiarò il coprifuoco.
- Sul finire del 1991, il governo annullò, per presunti brogli, le elezioni interne ai
partiti che avrebbero dovuto portare alla designazione dei candidati alla carica di
governatore. Un nuovo censimento elettorale svoltosi in novembre eliminò i candidati
«fantasma» e riformulò le liste elettorali (infatti era stata denunciata la comparsa di
venti milioni di elettori «inesistenti»). Il 14 dicembre si svolsero le elezioni. Il
Partito Socialdemocratico (SDP) conquistò 16 governatori (stati) e la Convenzione
Nazionale Repubblicana (NRC) risultò vincitrice in 14.
- Tutte le forze dellopposizione poterono beneficiare di unamnistia grazie
alla quale 11 dissidenti ottennero la libertà. Fu revocata la legge che proibiva agli ex
membri del governo di ricandidarsi.
- La carcerazione di 263 militanti musulmani, avvenuta allinizio del 1992, causò
numerosi focolai di rivolta nello stato di Katsina. In questo periodo ci fu
unesplosione di conflitti intertnici: lo stato di Kaduna fu teatro di sanguinose
lotte fra gli haussa e i kataj, mentre nello stato di Taraba i contrasti sorti per motivi
territoriali fra tiv e jukin lasciarono sul terreno 5.000 morti.
- Alla fine del 1991 la Nigeria tornò ad occupare il proprio posto allinterno della
Corte di Giustizia Internazionale, dopo che il Consiglio di Sicurezza e lAssemblea
generale dellONU decisero, mediante votazione, di
ricoprire lincarico lasciato vacante dalla morte del giudice nigeriano Taslim Elias.
Il procuratore generale, nonché ministro della Giustizia della Nigeria, Ola Ajibola,
riuscì ad imporre la propria candidatura su quella dei candidati di Ghana,
Kenya ed Uganda.
- La Comunità Europea destinò alla Nigeria aiuti finanziari per il valore di 240 milioni
di dollari da utilizzare nei settori dellagricoltura, della sanità, delle
telecomunicazioni, della costruzione di strade ed autostrade e della tutela dei parchi
naturali.
- Le elezioni legislative ebbero luogo nel luglio del 1992, ma lAssemblea nazionale
si insediò solamente nel mese di dicembre. Il SDP conquistò 52 seggi al Senato e 314
alla Camera dei deputati, mentre il NRC ne ottenne rispettivamente 37 e 275. La Nigeria
dopo queste elezioni entrò in una fase i transizione democratica, dopo 23 annidi
dittatura militare.
- Nel mese di ottobre si svolsero le elezioni primarie presidenziali, a cui si
presentarono i sue partiti principali, il SDP (centrosinistra) e il NRS (centrodestra) -
nati nellambito dello stesso regime e con programmi in realtà poco differenziabili
-, insieme ad altri 23 candidati. A causa di presunti brogli elettorali, il presidente
Babangida annullò il risultato delle consultazioni, esautorò i candidati e destituì
lintero direttivo del SDP e del NRC. Nello stesso mese, il governo militare sospese
lattività dei partiti finendo con linterrompere il processo di transizione
democratica e gettando ombre sul passaggio del potere, programmato per linizio del
1993, a un governo composto da civili nato dalle elezioni del 1992.
- Nel mese di novembre del 1992 Babangida annunciò il rinvio al mese di giugno del 1993
delle elezioni presidenziali inizialmente previste per il mese di gennaio, ratificando
inoltre il decreto di sospensione nei confronti dei 23 candidati delle primarie del 1992 e
posticipando ad agosto il passaggio dei poteri ai civili.
- Il 12 giugno 1993 si svolsero così le prime elezioni presidenziali dal 1983. Il governo
militare sospese però lannuncio ufficiale dei risultati fino alla conclusione di
unindagine su presunti brogli elettorali. La sfida era ristretta ai candidati del
NRC e del SDP, partiti che erano stati autorizzati a presentarsi ma senza i loro candidati
originari, sospesi lanno prima da Babangida.
- Il 23 giugno Babangida annullò il risultato delle elezioni, accusando i candidati del
SDP e del NRC di aver «comprato i loro voti». Abiola, un ricchissimo uomo daffari
islamico candidato per il SDP che, secondo quanto emerso ai primi scrutini, era il
vincitore, decise di recarsi a Londra per ottenere una condanna internazionale del regime
di Babangida.
- Come risposta, Stati Uniti e Gran Bretagna sospesero gli aiuti economici alla
Nigeria, cessarono di addestrarne i militari e congelarono le relazioni diplomatiche col
paese africano. Incoraggiato da questa reazione, Abiola decise di chiamare il paese alla
disobbedienza civile. Proteste di massa scoppiarono a Lagos, ex capitale della Nigeria,
dove per lo meno 25 persone vennero uccise dalle truppe federali. Nacque la coalizione
«Campagna per la Democrazia», costituita da unalleanza tra 25 gruppi
dellopposizione.
- Cedendo alle pressioni anche straniere, il governo indisse nuove elezioni presidenziali
per il 14 agosto e annunciò che la consegna del potere ai civili avrebbe avuto luogo il
27 agosto. Contemporaneamente, però, vennero esclusi dalle elezioni sia Abiola (SDP) sia
Othma Tofa (NRC).
- Gli scontri si protrassero ancora e il 26 agosto Babangida si dimise affidando
provvisoriamente il mandato presidenziale nelle mani di Ernest Shinekan, che promise di
indire nuove elezioni.
- Il mese seguente Abiola rientrò da Londra e i sindacati proclamarono uno sciopero
generale perché luomo daffari venisse infine riconosciuto quale legittimo
presidente della Nigeria. Alla fine del 1993, il ministro della Difesa, il generale Sani
Abacha, destituì, con lennesimo colpo di stato, Shonekan, sciolse il parlamento e
vietò le formazioni politiche.
- Questo nuovo «uomo forte» era stato un influente membro del precedente regime militare
ed aveva svolto un ruolo chiave nel golpe che aveva rovesciato il governo nel 1984. Fra le
sue prime dichiarazioni come presidente, Abacha annunciò che avrebbe abbandonato alcune
delle riforme economiche di stampo liberista varate nel corso degli anni 80.
- Mentre i tassi dinteresse calavano e veniva istituito un controllo sul cambio, la
possibilità di giungere a un accordo con il FMI si
allontanava. Intanto le proteste popolari per la riabilitazione di Abiola continuavano.
Quando, nel giugno del 1994, Abiola venne arrestato, fu proclamato uno sciopero di dieci
giorni dei lavoratori del settore estrattivo, il più importante del paese.
- Abacha non cedette, nonostante le pressioni provenienti da varie parti perché liberasse
Abiola. Nellaprile del 1995 larcivescovo Desmond Tutu si recò in Nigeria,
quale rappresentante del presidente sudafricano Nelson Mandela, per intercedere per la
liberazione di Abiola. Nonostante Abiola si fosse dichiarato disponibile a riconoscere
lannullamento delle elezioni del 1993, il presidente nigeriano si rifiutò ancora
una volta di liberarlo.
- Lesecuzione di nove attivisti membri del Movimento per la sopravvivenza del popolo
ogoni, avvenuta in novembre, provocò un ulteriore isolamento del regime militare.
Numerosi paesi, fra cui gli Stati Uniti, per protesta
decisero di ritirare i propri ambasciatori dalla Nigeria. Nel febbraio del 1996 Amnesty International manifestò apertamente la
propria preoccupazione per gli attivisti ogoni che si trovavano nelle carceri nigeriane.
- Sulla base di una lista elettorale di partiti politici elaborata dalla Commissione
elettorale nazionale in giugno, Abacha e la sua giunta militare legalizzarono cinque
formazioni: il Partito del Congresso Nigeriano Unito, il Comitato per il Consenso
Nazionale, il Partito Centrale Nazionale Nigeriano, il Partito Democratico Nigeriano e il
movimento Democratico «Grassroots».
- Nel corso del 1997 laumento del prezzo del petrolio favorì la crescita economica.
Il governo affermò ripetutamente che grazie a questo aumento era stato possibile
migliorare la difficile situazione sociale del paese, ma i dati ufficiali segnalavano che
l80% della popolazione nigeriana viveva ancora in condizioni di indigenza.
- Nellaprile del 1998 Abacha comunicò che le elezioni previste per il mese di
agosto sarebbero state sostituite da un referendum con cui i cittadini nigeriani sarebbero
stati chiamati ad esprimersi in merito allopportunità della sua permanenza al
potere. Limprovvisa morte del dittatore, avvenuta l8 giugno, generò
manifestazioni di giubilo di massa, creando aspettative di un reale cambiamento politico.
Poco dopo la morte di Abacha, morì anche Abiola. Il generale Abdulsalam Abubakar,
successore designato dalla giunta militare, si impegnò a rispettare la transizione verso
un regime democratico, ma non modificò il quesito referendario.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della
colonizzazione
- Le origini della cultura yoruba
- Gli stati fulani
- La civiltà islamica: origini e fondamenti

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