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- Capitale: Mogadiscio
- Superficie: 637.660 km²
- Popolazione: 6,59 milioni
- Speranza di vita: 46,23 anni
- Pil pro capite: 500 $ / anno
- Valuta: 1 Somali shilling (So. Sh.) = 100 cents
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- Capital: Mogadiscio
- Superficie: 637.660 km²
- Población: 6,59 millones
- Esperanza de vida: 46,23 años
- Pib pro capita: 500 $ / año
- Divisa: 1 Somali shilling (So. Sh.) = 100 cents
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- Official name: Somalia
- Capital: Mogadishu
Area: 637,660 km²
Population: 6.59 million
Languages: Somali, Arabic, Italian, English
- Life expectation: 46.23 years
Gdp per capita: 500 $ / year
Currency: 1 Somali shilling (So. Sh.) = 100 cents
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- Muhammad Siad Barre
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
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- Until the moment, still it is available only in Italian.

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- Lantico paese dei somali era chiamato dagli egiziani «terra di Punt» e aveva
intensi scambi commerciali con lEgitto. Secoli
più tardi i romani lo chiamarono «paese degli aromi». in quanto produttore di incenso.
Questa antica tradizione mercantile conobbe un ulteriore sviluppo nel VII secolo, quando
rifugiati arabi crearono vari centri mercantili sulla costa.
- Islamizzati e guidati da immigrati yemeniti, nel XIII secolo i somali fondarono il regno
di Ifat, inizialmente tributario dellimpero etiope, con Zeila come principale centro
urbano. Ifat si scontrò ben presto con gli abissini, affermando la propria indipendenza,
estendendo il territorio e trasformandosi in sultanato di Adal.
- Oltre a sviluppare unintensa attività commerciale, inserendosi nei mercati arabi
e in quelli meridionali della costa zandj, i sultani cercavano di estendere il loro
dominio a spese dellormai traballante impero etiope. Il conflitto aveva delle
connotazioni religiose: dal 1439, infatti, gli imperatori abissini chiesero in più
occasioni sostegno ai cristiani europei. Gli aiuti giunsero, però, solo nel 1541, quando
il governo portoghese, resosi conto dellimportanza del commercio nellOceano
Indiano e dellopportunità di stabilirvi il proprio monopolio, si decise ad inviare
una flotta. La flotta portoghese, appoggiata da un esercito etiope, rase al suolo la
città di Zeila, per poi distruggere anche Mogadiscio (Muqdisho), Berbera e Brava.
- Alla distruzione non fece seguito unoccupazione effettiva, tuttavia la presenza
della flotta portoghese non consentì la ricostruzione economica della regione. La
decadenza di Adal produsse tutta una serie di sultanati minori: i sultanati settentrionali
vennero controllati dallEgitto ottomano mentre
quelli meridionali, dopo lespulsione dei portoghesi avvenuta nel 1698, riconobbero
la sovranità del sultano di Zanzibar.
- Il canale di Suez attribuì un nuovo valore strategico al «Corno dAfrica». Nel
1862 i francesi acquistarono il porto di Obock, allorigine dellattuale Gibuti; gli italiani si insediarono ad Aseb (Etiopia)
nel 1869 ed estesero il proprio dominio in Eritrea, mentre gli
inglesi si appropriarono, nel 1885, dei possedimenti egiziani di Zeila e Berbera. Nel
1906, come compensazione per la sconfitta in Etiopia, lItalia ottenne la costa meridionale della Somalia.
- La resistenza agli stranieri si manifestò soprattutto nella colonia inglese, dove lo
sceicco Mohamed bin Abdoullah Hassan organizzò un movimento rivoluzionario islamico che,
tra il 1900 e il 1904 riportò quattro vittorie sui colonialisti. Solo nel 1920 gli
inglesi riuscirono a riconquistare il territorio facendo uso, per la prima volta nel
continente africano, dellaviazione.
- Dopo la seconda guerra mondiale sorse il Somali Youth Club, i cui obiettivi erano
lindipendenza e lunità nazionale. Nel 1960 la zona britannica e quella
italiana ottennero lindipendenza e in luglio si unificarono, dando vita alla
Repubblica di Somalia che adottò un regime parlamentare fino al 21 ottobre 1969, quando
un gruppo di ufficiali capeggiati dal generale Siad Barre prese il potere, proclamò la
propria adesione al socialismo e si alleò con lUnione
Sovietica.
- Nel luglio del 1976 la Somalia invase lOgadèn etiope col pretesto di appoggiare
il Fronte di Liberazione della Somalia Occidentale. Lesercito etiope, grazie
allappoggio militare delle forze cubane e al sostegno della maggior parte degli
stati africani, riuscì a respingere linvasione. La Somalia interruppe le relazioni
con Cuba e annullò gli accordi militari con lUnione Sovietica.
- La guerra con lEtiopia, laumento dei prezzi del
petrolio e dei cereali, a cui si aggiunsero le siccità del 1978-79, portarono il paese
sullorlo della crisi. Nellaprile del 1978 un gruppo di militari organizzò un
tentativo di golpe senza successo. Nellottobre del 1980 Barre decretò lo stato di
emergenza e ripristinò il Consiglio rivoluzionario supremo, abolito dal 1976.
- Dal 1984 migliorarono i rapporti con il Kenya - di cui i somali
rivendicano la provincia nordorientale - grazie ad accordi commerciali e di cooperazione
tecnica. Con lEtiopia, invece, si riaccesero i dissapori
legati alla questione dellaltopiano dellOgadèn e al flusso di profughi etiopi
verso i campi somali (840.000 persone nel 1988).
- Barre fu rieletto nel dicembre del 1986 con il 99% dei voti. Nel febbraio del 1989 il
primo ministro Ali Samater si recò in visita a Londra e Washington per annunciare una
grande amnistia e il rilascio di 400 prigionieri politici.
- Nel contesto della fine della guerra fredda, la Somalia perse importanza strategica agli
occhi degli Stati Uniti, i quali ridussero i crediti e
gli investimenti. LArabia Saudita, da parte
sua, ridusse quasi a zero le importazioni di bestiame. Nel gennaio del 1991
lopposizione fondò il Congresso Somalo Unito (CSU) e destituì il presidente
sostituendolo con Ali Mahdi Mohammed, leader del CSU che godeva dellappoggio delle
lobby industriali.
- A seguito degli scontri tra due fazioni del CSU, nel novembre del 1991 il presidente
Mahdi fuggì da Mogadiscio, lasciando la capitale in mano al generale Mohamed Farah Aidid,
leader dellala militare del CSU. Le due fazioni rivali del Congresso Somalo Unito
erano composte da membri di diverse suddivisioni del clan hawiye, capeggiate
rispettivamente da Farah Aidid e Ali Mahdi.
- Dallinizio della guerra fra le due fazioni sono morti 300.000 bambini, e un
milione e mezzo di abitanti, pari a un quarto della popolazione, hanno abbandonato il
paese.
- Il 9 marzo, durante una tregua, 100.000 donne e bambini organizzarono una marcia
pacifica a Mogadiscio. Nove leader tribali della regione di Hiraan si riunirono per
verificare le possibilità di riportare la pace nel paese. Fu la prima riunione di
«ugas» (autorità tradizionali) da oltre un secolo.
- Dopo due anni di guerra civile e di totale anarchia, nel 1993 la Somalia era ancora
priva di unautorità centrale. In alcune regioni le popolazioni locali rispettavano
lautorità tradizionale degli anziani dei clan. Tuttavia il vuoto istituzionale
creato dallassenza di un governo centrale favorì gli abusi da parte dei capi
militari e delle squadre di saccheggiatori armati.
- La Repubblica del Somaliland, ex colonia britannica, dichiaratasi indipendente dal resto
del paese nel maggio del 1992, subì le conseguenze delle lotte tribali e la mancanza di
riconoscimento da parte della comunità internazionale. Quando leconomia della
regione entrò in crisi, con la scomparsa del governo centrale, gli abitanti vivevano di
pesca e dellesportazione di bestiame. Oggi, con 1.660 chilometri di costa, solo il
15% della popolazione continua a sfruttare le risorse ittiche a causa della carenza di
combustibile e di ricambi per le imbarcazioni. Parallelamente anche lesportazione di
bestiame ha subito un crollo. In questa regione non sono mai arrivati gli aiuti umanitari,
sebbene costituisca il 30% del territorio somalo e ospiti un milione di profughi
provenienti dalle zone interessate dal conflitto nel sud del paese e da Mogadiscio.
- Alla fine del 1992 lONU approvò, dietro le
pressioni degli Stati Uniti, linvio di un
contingente armato di 28.000 caschi blu con il pretesto di ripristinare il flusso delle
derrate alimentari e portare avanti il processo di disarmo delle fazioni in lotta. Questo
fu il primo intervento dellONU nelle questioni
interne di un paese in cui ai contingenti militari fu autorizzato luso della forza.
- Nel marzo del 1993, durante i negoziati promossi dallONU
ad Addis Abeba, fu raggiunto un accordo tra i capi militari, membri dei consigli degli
anziani e cittadini influenti al fine di creare un governo provvisorio. Laccordo
prevedeva la formazione di un Consiglio nazionale di transizione come massima autorità
federale del paese e la creazione, entro due anni, di un governo nazionale. Tuttavia, non
fu fissata alcuna scadenza per la costituzione del Consiglio.
- Scoppiarono violenti scontri tra le truppe di Farah e le forze dellONU inviate per garantire la realizzazione dellaccordo
raggiunto ad Addis Abeba nel 1993. Nel corso dellanno la capitale rimase sotto il
controllo dei sostenitori di Farah Aidid, ma le crescenti ostilità causarono perdite ad
entrambe le parti.
- Considerandolo un ostacolo al processo di pace, gli Stati
Uniti incaricarono il corpo scelto dei Ranger di scovare e catturare Farah Aidid, ma
questa missione fallì. Altri paesi che partecipavano alloperazione ordinarono il
rapido ritiro dei propri contingenti.
- Nel marzo del 1994 Farah Aidid e Ali Mahdi firmarono a Nairobi un cessate il fuoco e si
accordarono sulla realizzazione, in maggio, di una conferenza di pace per eleggere un
presidente e creare un nuovo governo. I contingenti stranieri si ritirarono il 31 dello
stesso mese, lasciando nel paese un numero ridotto di effettivi sotto il controllo delle Nazioni Unite. Nonostante il perpetuarsi di alcuni conflitti
regionali, la guerra civile rimase limitata dal punto di vista geografico e vi furono
segnali di una ripresa dellattività economica.
- Nel 1995, con il paese divido e, nonostante il mancato riconoscimento della comunità
internazionale, la Repubblica del Somaliland esisteva ancora. Nel resto del paese le
fazioni si raggrupparono nella coalizione Alleanza per la Salvezza Somala (ASS) di Ali
Mahdi Mohammed e nella ASN guidata da Farah Aidid, e si autoproclamarono entrambe alla
guida del governo.
- Farah Aidid morì nellagosto del 1996 e gli successe suo figlio Hussein. Lex
braccio destro di Farah, Osman Assan Ali («Ato») emerse a capo di una nuova forza
politica, però alleata con Ali Mahdi.
- Nel gennaio del 1997 a Sodere, in Etiopia, 26 leader politici
associati allASS, con lappoggio dellOrganizzazione
dellUnità Africana, decisero di creare un Consiglio di salvezza nazionale con
lincarico di organizzare un governo di transizione. Hussein Aidid e Mohammed Ibrahim
Egal, rieletto presidente del Somaliland in marzo, non approvarono questa decisione.
- Le inondazioni del novembre e dicembre 1997 isolarono 230.000 somali nelle regioni
meridionali. LONU avviò un programma di aiuti ai
rifugiati gettando tonnellate di cibo dagli aerei nei distretti di Garbahari e Gedo,
vicino al fiume Giuba.
- Nellaprile del 1998 in un nuovo vertice tenutosi a Nairobi, in Kenya,
i capi militari Ali Mahdi Mohammed, Hussein Aidid, Osman Assan Ali e Mohammed Kanyere
dichiararono il loro impegno a favorire il processo di pace per il popolo somalo. Nel
frattempo, la devastata economia del Somaliland subì ulteriori perdite a causa
dellembargo alle importazioni di bestiame somalo deciso dallArabia Saudita.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della
colonizzazione

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