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- Capitale: Khartoum
- Superficie: 2.505.810 km²
- Popolazione: 32,594 milioni
- Speranza di vita: 55,54 anni
- Pil pro capite: 860 $ / anno
- Valuta: 1 Sudanese pound (£Sd) = 100 piastres
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- Capital: Khartoum
- Superficie: 2.505.810 km²
- Población: 32,594 millones
- Esperanza de vida: 55,54 años
- Pib pro capita: 860 $ / año
- Divisa: 1 Sudanese pound (£Sd) = 100 piastres
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- Official name: Republic of the Sudan
- Capital: Khartoum
Area: 2,505,810 km²
Population: 32.594 million
Languages: Arabic, Nubian, Ta Bedawie, diverse dialects of Nilotic
- Life expectation: 55.54 years
Gdp per capita: 860 $ / year
Currency: 1 Sudanese pound (£Sd) = 100 piastres
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
- Until the moment, still it is available only in Italian.

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- Linfluenza costante esercitata dallEgitto
sulle terre che gli egiziani chiamavano Kus e i greci Nubia fu uno dei fattori che
impedì, dal III millennio a.C. sino allera cristiana, la formazione di uno stato
organizzato in questa regione: i faraoni preferivano, infatti, che la loro retroguardia
fosse abitata da tribù separate tra loro. Si dovette attendere fino allVIII secolo
prima che il regno di Napata potesse sorgere, in quanto in quel periodo la decadenza
egiziana era arrivata a tal punto da permettere che il territorio fosse governato da
dinastie straniere. Lultima di esse fu appunto sudanese: i re di Napata
conquistarono lEgitto nel 730 a.C. e divennero
automaticamente faraoni fino al 663 a.C., quando furono deposti a causa della conquista
assira. La decadenza della dinastia comportò anche quella del paese il quale, benché non
occupato dai conquistatori, si disgregò, dando vita ben presto ai tre «regni delle
cateratte», Nobatia, Dongola e Alodia, destinati a durare oltre 20 secoli.
- Mentre i persiani, i greci, i romani e gli arabi si succedevano nel dominio dellEgitto, questi regni si mantennero politicamente e
culturalmente autonomi, facendo da intermediari commerciali tra il mercato mediterraneo e
le fonti di schiavi, avorio, pelli e altri articoli dellAfrica equatoriale. Questo
lungo periodo fu però caratterizzato da pochi grandi avvenimenti, la conversione al
cristianesimo nel VI secolo d.C. ad opera degli etiopi e linvasione araba avvenuta
un secolo più tardi, che obbligò il re di Dongola, mediante un trattato che garantiva
lintegrità territoriale del suo regno e di quello di Alodia, a favorire i
commercianti arabi e permettere il culto musulmano. Questo trattato rimase in vigore per
più di 600 anni.
- I mamelucchi egiziani distrussero Dongola nel XIV secolo e Alodia intorno al 1500. Le
loro incursioni divennero costanti, nonostante la formazione di nuovi regni, questa volta
musulmani, a Sennar (sopra il Nilo Azzurro, Al-Bahr al-Azraq), Kordofan più ad ovest e
Darfur in pieno deserto.
- Deciso a sterminare i mamelucchi, il pascià Mohammed Ali penetrò in Sudan nel 1820. Da
allora la presenza militare egiziana, che stabilì una base a Khartoum, divenne costante,
culminando nel 1876 con la completa occupazione del paese. Questa dominazione ebbe un
violento impatto sul paese: lunificazione distrusse lautonomia di tutte le
piccole comunità locali; lintroduzione di nuovi riti, sebbene nellambito
dellortodossia sunnita predominante, turbò gli ambienti religiosi;
labolizione della schiavitù promossa dagli inglesi, danneggiò i potenti
trafficanti che, fino a poco tempo prima, avevano controllato il paese ed infine
limposizione di tasse che gravavano soprattutto su agricoltori e allevatori creò un
clima di profondo e generale scontento.
- Quando, nel 1881, Mohammad Ahmad si proclamò «Mahdi» - salvatore o redentore - e
iniziò una crociata per salvare lislamismo, trovò subito consensi, specialmente
tra la popolazione arabizzata del nord. Lintervento diretto degli inglesi, che nel
1882 avevano occupato lEgitto, non poté cambiare
il corso militare dellinsurrezione. Nel 1885 i mahdisti occuparono Khartoum,
sconfiggendo gli inglesi del generale Gordon e instaurarono il primo governo nazionale. Ma
gli interessi britannici non potevano consentire lesistenza di uno stato che si
opponesse al loro progetto di unire Il Cairo con Città del Capo tramite un «corridoio»
ininterrotto di colonie: nel 1898 unoperazione «a tenaglia» mobilitò le truppe
dellEgitto da un lato e dellUganda e Kenya dallaltro, attaccando
il Mahdi su due fronti.
- La Francia, che a sua volta accarezzava un sogno
transcontinentale est-ovest ed era quindi interessata al Sudan, inviò le sue truppe nella
regione. Stretto in una morsa, il Mahdi capitolò nel settembre del 1898, dopodiché
lincontro tra gli eserciti coloniali a Fachoda quasi portò alla guerra tra Francia e Gran Bretagna,
evitata grazie al riconoscimento da parte dei francesi del dominio britannico sul bacino
del Nilo, ufficializzato sotto forma di «condominio» anglo-egiziano sul Sudan.
- Per mettere un freno alle aspirazioni reali dellEgitto,
che desiderava estendere la propria giurisdizione su tutto il Nilo unificando
politicamente Il Cairo e Khartoum, gli inglesi minacciarono di concedere
un«autonomia federale» alle popolazioni meridionali, costituite da una maggioranza
animista e una minoranza cristiana contro la popolazione araba e musulmana del nord. Gli
inglesi crearono dei close districts impedendo ogni rapporto tra sud e nord.
- Nel 1953 il Sudan ottenne un regime di autogoverno e nel 1955 scelse un parlamento
interamente sudanese che, il 1° gennaio del 1956, proclamò lindipendenza del
paese. Tuttavia la popolazione del sud non vedeva una soluzione ai propri problemi, in
quanto restava esclusa e senza partecipazione reale alla politica del nuovo stato. Cinque
mesi prima della dichiarazione di indipendenza scoppiò una guerra civile destinata a
protrarsi per 16 anni con alcune interruzioni.
- Nel 1969 il generale Gaafar al-Nimeiry prese il potere con un colpo di stato, sciolse il
parlamento, proclamò la Repubblica Democratica Sudanese ed instaurò un regime
monopartitico guidato dallUnione Socialista Sudanese. I territori del sud ottennero
una certa autonomia amministrativa.
- In seguito Nimeiry modificò le proprie posizioni: ruppe le relazioni con lUnione
Socialista Sudanese, scatenò una violenta persecuzione contro i suoi ex alleati e si
avvicinò ai regimi arabi conservatori, disattendendo le promesse di autonomia che aveva
fatto alle province meridionali.
- Nel 1972, dietro pressione della comunità internazionale e a causa dello scontento
sempre maggiore che dilagava nel paese, Nimeiry si vide obbligato a firmare un accordo con
la guerriglia, concedendo ampia autonomia alle province meridionali mentre i guerriglieri
deposero le armi e si integrarono tra le fila dellesercito regolare.
- Nel maggio del 1977 Nimeiry fu rieletto presidente per un nuovo mandato di sei anni.
Poco dopo il governo di Khartoum annunciò linizio di un processo di
«riconciliazione nazionale» che consentì il ritorno nel paese di alcuni leader politici
in esilio e la partecipazione alla vita politica a partiti fino ad allora
allopposizione, come lAnsar (Partito Umma), il Partito Democratico Popolare e
i Fratelli Musulmani. Restarono esclusi il Partito Comunista Sudanese e il Fronte
Nazionale dellex ministro delle Finanze Sherif al-Hindi.
- Nel 1976 il Sudan e lEgitto firmarono un patto
di mutua difesa e il governo di Nimeiry appoggiò inizialmente gli accordi di Camp David
sottoscritti da Sadat, Carter e Begin. Tuttavia, quando si avvide che questa posizione lo
isolava dal resto del mondo arabo, il regime di Khartoum cominciò ad allontanarsi da Il
Cairo per avvicinarsi allArabia Saudita. In
seguito Nimeiry adottò una linea che enfatizzava il carattere islamico del regime. Con
questa islamizzazione non fece che alienarsi le simpatie del sud del paese che non si
riconosce nella religione musulmana.
- La fragilità del regime di Nimeiry si rivelò quando, nel 1981, si sfiorò
lennesimo colpo di stato (il dodicesimo da quando salì al potere).
Nellottobre dello stesso anno il presidente sciolse lAssemblea nazionale e
lAssemblea regionale del sud con la promessa di indire nuove elezioni, tentando
così di neutralizzare gli avversari interni ed ottenere un nuovo mandato. Gli abitanti
delle province meridionali contestarono la politica del regime, accusandolo non solo di
non promuovere lo sviluppo economico della regione, ma di trasferire al nord anche le
poche risorse esistenti.
- Nimeiry fu rieletto per la terza volta nel 1983, nonostante le accuse di brogli
elettorali. Nel giugno dello stesso anno, in maniera inconsulta e violando laccordo
del 1972, il governo suddivise le province meridionali in unità regionali più piccole,
generando immediatamente reazioni di malcontento presso la popolazione interessata dal
provvedimento. A settembre Nimeiry impose senza preavviso lapplicazione della legge
islamica (sharia) sullintero territorio nazionale, cedendo alle pressioni
dellArabia Saudita, pur di ottenere aiuti
economici. Questa decisione provocò la protesta generale degli animisti e dei cristiani
del sud e limmediata riorganizzazione della guerriglia.
- Dopo una rivolta scoppiata nella città di Bor, nacque il Movimento Popolare di
Liberazione del Sudan (SPLM), organizzazione politico-militare che fornì alla guerriglia
del sud una nuova base ideologica. Il nuovo movimento si prefiggeva lobiettivo di
realizzare lunità nazionale e linstaurazione del socialismo, nel rispetto
dellautonomia del sud e della libertà religiosa.
- LEsercito Popolare di Liberazione del Sudan (SPLA), ala militare del SPLM, estese
a tal punto le sue azioni che le compagnie petrolifere straniere che effettuavano sondaggi
petroliferi nel sud del Sudan abbandonarono gradualmente gli impianti per timore della
guerra. Frattanto nel nord i Fratelli Musulmani e i partiti di opposizione intensificarono
le critiche a Nimeiry, accusandolo di usare la legge islamica per reprimere i dissidenti.
Anche la comunità finanziaria internazionale iniziò a far pressione sul presidente
sudanese affinché applicasse integralmente la sharia.
- Il debito estero salì alle stelle, sfiorando gli ottomila milioni di dollari. Il
pagamento degli ammortamenti e degli interessi fu sistematicamente ritardato e, almeno in
due occasioni fino agli inizi del 1984, il paese sfiorò la bancarotta.
- Nel 1985 il governo statunitense sospese i finanziamenti e il FMI impose laumento die prezzi dei generi alimentari.
Scoppiò una rivolta che interessò anche la capitale. Nellaprile del 1985 Nimeiry
si recò in visita negli Stati Uniti in cerca di aiuto,
ma non gli fu possibile fare ritorno nel suo paese, in quanto il ministro della Difesa e
comandante generale dellesercito Abdul Rahman Suwar al-Dahab aveva preso il potere.
- Il golpe non modificò la situazione politica. La borghesia islamica del nord cominciò
ad adeguarsi mentre il SPLM proseguì nella guerriglia, dato che la discriminazione
politico-economica delle province meridionali restava sostanzialmente invariata. Furono
sciolti i partiti politici ed abolita la divisione del sud. Inoltre si prese in
considerazione lapplicazione della sharia e Dahab promise di indire le
elezioni nel 1986.
- Le elezioni si svolsero nellaprile del 1986; Sadiq al-Mahdi fu eletto primo
ministro e il Partito Popolare (UMMA), la cui politica si basava sul Corano e sulle
tradizioni islamiche, ottenne 99 seggi.
- Il SPLA chiese le dimissioni di Mahdi e la formazione di un governo provvisorio, mentre
i suoi dodicimila guerriglieri circondavano le guarnigioni del sud fedeli al governo,
mantenendo il Sudan praticamente diviso in due, mentre la fame mieteva le sue prime
vittime nella regione a causa del blocco aereo creato dalla guerriglia. Questultima
acconsentì a far passera gli aerei con le scorte alimentari e i medicinali dellONU diretti alle città assediate di Juba, Yirol e Wau.
Tuttavia le contraddizioni economiche, politiche e culturali esistenti tra nord e sud
rimasero irrisolte, prolungando il conflitto.
- Nel giugno del 1989, con il perpetuarsi della guerra tra SPLM e lesercito
nazionale e con il costante aumento della tensione sociale, il generale Bashir depose il
presidente attribuendo al governo le responsabilità della crisi politico-economica.
Bashir sciolse i partiti politici, creò una giunta militare composta da 15 membri e
promise che avrebbe messo fine alla guerra.
- Dopo 10 mesi di governo militare, vi fu un nuovo tentativo di colpo di stato da parte
degli alti ranghi dellesercito. Anche in questoccasione i tentativi di
mediazione di Etiopia, Kenya, Uganda, Zaire e Stati Uniti non riuscirono a risolvere il lungo conflitto
interno. Le varie iniziative di pace fallirono, mentre le truppe governative e i gruppi
paramilitari arabi finanziati da Bashir perseguitavano le popolazioni del sud. Spesso le
popolazioni africane del sud sono state costrette ad abbandonare le terre a causa degli
attacchi di queste bande armate.
- Il 4 febbraio 1991 il governo instaurò il sistema federale. Il Sudan fu suddiviso in
nove stati, ciascuno amministrato da un governatore e un gabinetto ministeriale. Il 31
gennaio dello stesso anno il governo del generale Bashir approvò un nuovo codice penale
basato sulla sharia applicabile nel nord del paese dove predomina la religione
islamica.
- I primi mesi del 1992 lUfficio statunitense di aiuto estero alle vittime di
catastrofi denunciò lo sterminio sistematico di persone appartenenti alletnia nuba,
la deportazione nelle regioni desertiche dei profughi che affluivano a Khartoum e la loro
reclusione in accampamenti privi di acqua potabile e servizi sanitari. A marzo
lesercito, appoggiato da Etiopia, Iran e Libia, lanciò
unoffensiva militare contro lEsercito Popolare di Liberazione riuscendo a
riconquistare la città di Bor, nel sud, simbolo della rivolta.
- Nel gennaio del 1993, ci fu un impegno governativo per adeguare la politica economica
agli obiettivi fissati dal FMI e dalla Banca Mondiale. Le riforme furono
però giudicate insufficienti da entrambi gli organismi internazionali ed inoltre il paese
non riuscì a pagare il debito estero. Di conseguenza, in aprile furono sospesi i
finanziamenti destinati a progetti per la creazione di infrastrutture. Il denaro pubblico
destinato alla difesa toccò in quel periodo i 2 milioni di dollari al giorno.
- La perdita di controllo interno - al sud opera lEsercito Popolare di Liberazione
comandato da John Garang e al nord il gruppo ribelle Nasir capeggiato da Riek Mashar,
dissidente del SPLA - provocò una violenta repressione contro gli oppositori e contro le
comunità contadine che stavano dalla parte dei guerriglieri.
- I negoziati iniziati ad Abuja, in Nigeria, nel maggio del 1992
con il patrocinio del presidente nigeriano, terminarono in giugno con un comunicato
generico e ambiguo. La pressione internazionale indusse Omar Bashir a revocare il blocco
dei voli verso il sud, che impediva il trasporto di cibo e medicinali destinati alle
vittime della fame (si calcola che 6 milioni di persone siano minacciate di fare la stessa
fine delle 60.000 persone che, nel febbraio del 1993, morirono di fame a Parayand, 800 km
a sud-est di Khartoum).
- Nel febbraio del 1993 il SPLA e il governo ripresero i negoziati ad Entebbe, in Uganda, ai quali non partecipò il dissidente Mashar, in quanto
preferì accelerare a Nairobi la fusione con un altro gruppo dissidente del SPLA
capeggiato da William Nyuon. Questa alleanza, sottoscritta in aprile, consentì la firma
di una tregua con il governo e la promessa di portare avanti le trattative iniziate nel
maggio del 1992 in Kenya. I negoziati tra Garang e Bashir ad Abuja
terminarono nel giugno del 1993 con un nulla di fatto a causa del disaccordo sulla
restituzione del potere alle province e limpasse durò fino alla fine
dellanno.
- Nel maggio del 1994 il governo firmò con i due gruppi ribelli un accordo che prevedeva
aiuti alle popolazioni isolate dal conflitto. La situazione continuò, però, a peggiorare
ed aumentarono le denunce da parte delle organizzazioni umanitarie. Nel giugno del 1995
lAfrican Rights accusò Khartoum di essere responsabile del «genocidio»
delletnia nubio.
- Alle elezioni del marzo del 1996 Bashir fu rieletto con il 76% dei voti. Dopo 12 anni di
guerra, con un milione di morti e tre milioni di profughi, le possibilità di coesistenza
pacifica tra i «teocrati» del nord del paese e i ribelli del sud sembravano diminuire
sempre più.
- Nel novembre del 1997le dispute con lEgitto per
lamministrazione del triangolo di Halaib - ricco di fosfato, manganese e
presumibilmente di petrolio - spinsero il Sudan a richiedere lintervento della Lega
Araba. In virtù dellaccordo del 1899, il Halaib apparteneva allEgitto, però un nuovo accordo firmato nel 1905 lo aveva
ceduto al Sudan.
- Nel gennaio del 1998 gli Stati Uniti annunciarono un
embargo economico contro il Sudan accusato di appoggiare il terrorismo internazionale,
addestrando gruppi di opposizione in paesi vicini al fine di destabilizzarli, e di violare
i diritti umani.
- Un mese più tardi lONU chiese alla comunità
internazionale di offrire al Sudan oltre 100 milioni di dollari in aiuti umanitari per
assistere i 4 milioni di vittime della guerra e per far fronte alla siccità.
- La guerriglia sudanese rivendicò la paternità dellattentato di febbraio nel
quale morì il vicepresidente Al-Zubair Mohammed Saleh, che si trovava a bordo di un aereo
precipitato nella località di Nasir, a 700 km da Khartoum. Secondo gli osservatori, i
ribelli cristiani del SPLA avrebbero avuto lappoggio degli Stati Uniti attraverso la collaborazione di Uganda, Etiopia ed Eritrea.
La Chiesa cattolica del Sudan decise di partecipare per la prima volta ai negoziati di
pace tra il governo islamico e la fazione dellEsercito Popolare di Liberazione del
Sudan (SPLA) disposta al dialogo.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della colonizzazione
- La civiltà del Kanem-Bornu
- La civiltà islamica: origini e fondamenti

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