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- Capitale: Dodom
- Superficie: 945.090 km²
- Popolazione: 29,46 milioni
- Speranza di vita: 41,71 anni
- Pil pro capite: 650 $ / anno
- Valuta: 1 Tanzanian shilling (TSh) = 100 cents
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- Capital: Dodom
- Superficie: 945.090 km²
- Población: 29,46 millones
- Esperanza de vida: 41,71 años
- Pib pro capita: 650 $ / año
- Divisa: 1 Tanzanian shilling (TSh) = 100 cents
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- Official name: United Republic of Tanzania
- Capital: Dodom
Area: 945,090 km²
Population: 29.46 million
Languages: Kiswahili or Swahili, Kiunguju
- Life expectation: 41.71 years
Gdp per capita: 650 $ / year
Currency: 1 Tanzanian shilling (TSh) = 100 cents
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- Julius Nyerere
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- Profughi ruandesi
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Per il momento è disponibile solo in italiano.
- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
- Until the moment, still it is available only in Italian.

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- Nella gola di Olduvai nel nord della Tanzania sono stati ritrovati i più antichi resti
fossili della nostra specie che risalgono a milioni di anni fa, Da allora fino al VII
secolo d.C. non sappiamo nulla di ciò che accadde nella maggior parte del continente
africano.
- Tra il 695 e il 1550 nella regione fiorì una civiltà mercantile arabizzata, in seguito
annientata dagli invasori portoghesi. Un secolo e mezzo più tardi, al comando del sultano
dellOman, gli arabi riuscirono a scacciare i
portoghesi. Tuttavia non fu possibile riportare in vita la ricchezza culturale e
commerciale di un tempo: si intensificò invece la tratta degli schiavi, principalmente a
Kilxua e Zanzibar.
- Dal 1698 al 1830 Zanzibar e la fascia costiera furono governati da un rappresentante del
sultano dellOman che decise di stabilire la sua
residenza sullisola. Tuttavia i suoi successori, dietro le pressioni degli inglesi,
divisero leredità separando definitivamente i due sultanati.
- Alla fine del XIX secolo un avventuriero tedesco fondò una compagnia che ottenne
immediatamente lapprovazione imperiale e cedette in affitto al sultano di Zanzibar
la fascia costiera del paese. Tuttavia, poiché anche gli inglesi avevano stipulato un
affare simile, la Conferenza di Berlino, con la quale le potenze europee si spartirono
lAfrica, dovette riconoscere i diritti di entrambe le potenze ed anzi decise la
«cessione dei diritti» tedeschi a favore degli inglesi.
- La spartizione delle zone di influenza nel 1886 riconosceva alla Germania il possesso di Tanganica, Ruanda
e Burundi (Africa orientale tedesca), mentre il passaggio di
Zanzibar a protettorato britannico fu formalizzato nel 1890. La rivolta musulmana sulla
costa del Tanganica fu soffocata nel 1905 con unazione congiunta delle truppe
tedesche e delle navi da guerra inglesi.
- Dopo la sconfitta della Germania nella prima guerra
mondiale, la Società delle Nazioni assegnò il Tanganica alla Gran Bretagna mentre il Belgio
si aggiudicava il Ruanda-Urundi.
- I sentimenti nazionalisti e indipendentisti del popolo del Tanganica furono canalizzati
nella TANU (Tanganikan African National Union), partito fondato nel 1954 da Julius
Nyerere, maestro di scuola che il popolo chiama Mwalimu (che significa appunto
«maestro»).
- Dopo sette anni di organizzazione e di lotta contro la discriminazione razziale,
lappropriazione delle terre tribali da parte dei coloni bianchi ed altri mali del
colonialismo, nel 1961 il Tanganica conquistò lindipendenza. Nyerere fu eletto
presidente con una schiacciante maggioranza.
- Intanto, nel febbraio del 1957, due organizzazioni nazionaliste attive a Zanzibar sin
dagli anni 30 come organizzazioni culturali e sportive si fusero nel Partito
Afro-Shirazi. Tuttavia, nel dicembre del 1963 il potere fu trasferito dagli inglesi nelle
mani della minoranza araba. A distanza di appena un mese, questo governo inviso al popolo
fu deposto da una rivolta guidata dal Partito Afro-Shirazi. Tre mesi dopo il Tanganica e
Zanzibar si federavano, dando vita alla Repubblica Unita della Tanzania.
- Alla guida di Nyerere la Tanzania intraprese una politica estera basata sul non
allineamento, la difesa dellunità africana e lappoggio incondizionato ai
movimenti di liberazione, in particolare al FRELIMO del vicino Mozambico.
- Nel febbraio del 1967, con un documento noto come «Dichiarazione di Arusha», la TANU
definì il socialismo come suo obiettivo. Questo documento affermava il principio di
autosufficienza con priorità allo sviluppo dellagricoltura tramite un sistema
comunitario della proprietà detto ujamaa, vocabolo swahili che significa
«famiglia» e, per estensione, «socialismo».
- Dieci anni dopo la TANU e il Partito Afro-Shirazi si unificarono nel Chama Cha Mapinduzi
(CCM) che inserì ufficialmente nel suo programma lobiettivo di «costruire il
socialismo sulla base dellautosufficienza».
- Nellottobre del 1978 la Tanzania fu invasa dalle truppe ugandesi: si trattava di
un chiaro tentativo del dittatore Idi Amin di consolidare il suo fronte interno e
contemporaneamente indebolire lattiva solidarietà della Tanzania nei confronti dei
movimenti di liberazione dellAfrica australe. Laggressione fu respinta in
poche settimane e le truppe della Tanzania contribuirono decisamente alla sconfitta di
Amin.
- Le spese militari, soprattutto per il mantenimento delle truppe in Uganda,
ebbero un notevole peso sul bilancio statale che, alla fine degli anni 70, era
fortemente in deficit, soprattutto per il calo dei prezzi dei prodotti di esportazione -
caffè, spezie, cotone, peltro e noci di acagiú - e laumento dei prezzi dei
prodotti industriali. Furono perciò tagliati i fondi destinati allampliamento del
sistema dei villaggi comunitari.
- Le ujamaa, che costituivano il nucleo delleconomia della Tanzania,
producevano essenzialmente per il consumo locale. Inizialmente ebbero bisogno di un
appoggio statale, e in seguito, cominciarono a produrre autonomamente. Nonostante i grandi
sforzi compiuti dal governo di Julius Nyerere, questi villaggi si svilupparono lentamente,
a causa di problemi naturali, vicino alle terre di piccoli e medi agricoltori. I villaggi
non riuscirono ad eliminare lesigenza di importare generi alimentari e, con la
riduzione dei sussidi statali, molti di essi entrarono in crisi.
- Dal secondo congresso del CCM nel 1982 una nuova generazione di dirigenti, in
maggioranza impegnati nellapprofondimento dellesperienza socialista, assunse
posizioni di comando nel governo e nel partito. Con Edward Sokoine, alla carica di primo
ministro nel 1983, il governo avviò una campagna contro la corruzione ed adottò una
politica più flessibile nei confronti del capitale straniero. Sokoine fu anche
lartefice di un riavvicinamento tra la Tanzania e il Kenya
dopo la frattura del 1977, quando fu sciolta la Comunità Economica dellAfrica
Orientale composta da Tanzania, Kenya e Uganda.
Dopo la sua morte, il suo successore, Salim Ahmed Salim, nato a Zanzibar, proseguì una
politica analoga.
- Sul piano politico si inasprì il dibattito a livello nazionale sulla riforma della
Costituzione tesa a riorganizzare il potere esecutivo, ampliare la partecipazione delle
donne alla politica, aumentare la democrazia allinterno del CCM e limitare a due
mandati consecutivi le possibilità di rielezione del presidente.
- Dopo essere rimasto in carica per 24 anni, il 25 novembre 1985 il presidente della
Repubblica Julius Nyerere passò lo scettro del comando a Ali Hassan Mwinyi, eletto alle
elezioni del 27 ottobre con il 92,20% dei voti. Nyerere fu eletto alla presidenza della
Commissione Sud-Sud, con sede a Ginevra, che si prefigge lo scopo di rafforzare
lunità del Sud del mondo e di aumentare la capacità di negoziazione di questi
paesi nei riguardi del Nord del mondo.
- Nel 1986 fu avviato un piano di recupero economico elaborato dal governo di Ali Hassan
Mwinyi in base alle indicazioni del FMI e della Banca Mondiale. Le misure
applicate tendevano alla riduzione dei dazi doganali applicate sulle importazioni,
incentivando il capitale privato.
- Si registrò un aumento della produzione agricola privata e di alcune imprese nel
settore industriale. Parallelamente si accentuò la crisi del modello ujamaa, sia
in termini di rendimento insufficienti, sia per la crescente resistenza da parte della
popolazione al riassetto, in parte forzato, di interi villaggi. Il recupero globale
delleconomia cominciò a dipendere dai finanziamenti promessi dagli organismi
internazionali condizionati allattuazione delle riforme strutturali richieste.
- Lapertura ai capitali privati non riuscì a risolvere i gravi problemi del paese.
Secondo alcuni studi condotti dallUNICEF, la malnutrizione interessava ancora metà
dei bambini e la Tanzania figurava tra i 30 paesi più poveri del mondo, sebbene la
popolazione non fosse colpita dalla fame ai livelli che caratterizzano altri paesi
dellAfrica Orientale.
- Il lavoro nei campi ricadeva essenzialmente sulle spalle delle donne. Se da un lato
quasi la metà della manodopera totale era femminile, nel settore agricolo questo dato
saliva all85%. La popolazione femminile dei sobborghi delle città opta sempre più
per il lavoro di tipo informale.
- Secondo i dati economici del 1989 lapporto dei vari settori al PIL fu il seguente:
settore agricolo 51%, industria 10,2%, commercio 13,3% e servizi 25%. Con solo il 10%
della manodopera impiegata questultimo settore risultò essere il più competitivo,
mentre lagricoltura risultò lattività meno redditizia ma che assorbiva più
posti di lavoro con l85,6% del totale di manodopera impiegata.
- Agli inizi del 1990 lex presidente Julius Nyerere si dichiarò per la prima volta
favorevole al sistema pluripartitico. Secondo Nyerere, infatti, lassenza di un
partito di opposizione aveva contribuito a far sì che il CCM disattendesse il proprio
programma politico e gli impegni sociali, trasformandosi in una classe politica lontana
dal popolo. Nel febbraio del 1991 fu creata una commissione guidata da Abdullah Fundikira
con lincarico di avviare la trasformazione del sistema politico in Tanzania.
- Nel rapporto annuale del 1991 Amnesty
International segnalò lesistenza di 120 detenuti sullisola di Zanzibar,
di cui almeno una quarantina erano prigionieri politici. Il governo di Mwinyi smentì,
invitando lorganizzazione per la difesa dei diritti delluomo a comprovarlo.
- Nel marzo dello stesso anno lOrganizzazione dei Lavoratori della Tanzania (JUWATA)
ruppe i vincoli che la legavano al CCM.
- Il dicembre il leader dellopposizione Oscar Kambona dichiarò la propria
intenzione di tornare in Tanzania dopo 23 anni di esilio vissuti in Gran Bretagna per condurre la battaglia a favore del
pluripartitismo, ed annunciò la fondazione dellAlleanza Democratica per la
Tanzania. Tuttavia le elezioni nazionali svoltesi nellaprile del 1993 riconfermarono
ancora una volta il ruolo dominante del partito Chama Cha Mapinduzi che ottenne l89%
contro l11 dei restanti partiti.
- Nonostante la vittoria del partito di governo, la difficile situazione socioeconomica
del paese generò una crescente opposizione. Sebbene nel 1991 il debito estero ammontasse
già a 6.500 milioni di dollari (pari al 26% del valore delle esportazioni), i paesi
occidentali promisero alla Tanzania ulteriori aiuti finanziari tra il 1993 a il 1994.
Tutto ciò non servì a risolvere il problema fondamentale, ovvero la crescente apertura
del mercato alle importazioni che, nel 1993, erano pari a 1.500 milioni di dollari a
fronte del calo delle esportazioni che sfioravano appena i 370 milioni di dollari,
soprattutto a causa della svalutazione del prezzo del cotone.
- Il governo si impegnò con il FMI ad avviare un rigido
programma di aggiustamento economico che prevedeva, tra laltro, il taglio di 20.000
posti di lavoro nel settore pubblico e la riduzione del disavanzo fiscale. Per ottenere
questi risultati, i finanziamenti alla scuola - che, nel 1960, rappresentavano il 30%
della spesa pubblica - furono ridotti al 5% e, nel febbraio del 1994, il governo
autorizzò laumento del 68% del costo dellenergia elettrica e del 233% di
varie imposte locali.
- In marzo la Banca Mondiale
lodò lo sforzo economico della Tanzania, che definì il suo secondo «miglior alunno»
africano dopo il Ghana. La difficile situazione sociale del paese
si aggravò ulteriormente a causa dellafflusso massiccio di profughi ruandesi dopo
il massacro di oltre 500.000 persone avvenuto in Ruanda.
- Il 1995 fu dominato dalle elezioni legislative e presidenziali pluripartitiche svoltesi
in ottobre e che segnarono ancora una volta il trionfo del CCM grazie allappoggio di
Nyerere. Benjamin Mkapa fu eletto presidente e nominò primo ministro Frederick Sumaye.
- Nel dicembre del 1996 il governo decise di espellere gran parte dei 540.000 profughi
ruandesi presenti nel paese. Molti di essi andarono incontro a un destino orribile, in
quanto si ritrovarono coinvolti negli stessi conflitti dai quali erano sfuggiti tre anni
prima. La Tanzania ospita tuttora 230.000 profughi hutu provenienti dal Burundi e circa 50.000 provenienti dalla Repubblica
Democratica del Congo (ex Zaire).
- La produzione di caffè e cotone, principali prodotti della Tanzania, subì un nuovo
calo nel 1997. Benjamin Mkapa si appellò allaiuto internazionale affermando inoltre
che delle venti zone produttive del paese, tredici non erano in grado di soddisfare il
fabbisogno alimentare della popolazione del fenomeno climatico noto come «El Niño».
- Nel 1998 il Parlamento tanzaniano iniziò la discussione di un disegno di legge sugli
abusi sessuali che proponeva pene maggiori per i reati compiuti a scapito dei minorenni.
Le cause principali dellaumento della prostituzione giovanile nel paese sono state
individuate nella povertà, nel maltrattamento ai minori e nel turismo sessuale.
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- Schede:
- La creazione dell'Africa
- Le culture africane prima della colonizzazione
- La cultura zandj

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