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Togo
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Capitale: Lomé
Superficie: 56.790 km²
Popolazione: 4,735 milioni
Speranza di vita: 58,32 anni
Pil pro capite: 970 $ / anno
Valuta: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
 
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Capital: Lomé
Superficie: 56.790 km²
Población: 4,735 millones
Esperanza de vida: 58,32 años
Pib pro capita: 970 $ / año
Divisa: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
 
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Official name: Togolese Republic
Capital: Lome
Area: 56,790 km²
Population: 4.735 million
Languages: French, Ewe and Mina
Life expectation: 58.32 years
Gdp per capita: 970 $ / year
Currency: 1 Communaute Financiere Africaine franc (CFAF)
= 100 centimes
 
 
 
 
Scheda tratta da:
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EMI - Editrice Missionaria Italiana
Via di Corticella, 181
40128 Bologna
 
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Il Togo fu popolato da tribù di ewe, che ancora costituiscono un terzo della popolazione (e che provengono dallo stesso ceppo degli ibo e degli yoruba della Nigeria o degli ashanti del Ghana). Erano poveri, vivevano in pace e le loro forme embrionali di stato erano state modellate sui regni dagomba nel nord del paese.
La grande tratta degli esseri umani attribuì al territorio il nome tristemente noto di Costa degli Schiavi: da qui, tra il XVI e il XIX secolo furono deportati milioni di persone destinate ai mercati del continente americano.
Il Togo divenne colonia tedesca nel 1884 a seguito dei «trattati» firmati con piccoli capi locali della costa di questo paese e del Camerun. Tuttavia la dominazione tedesca durò poco. Occupato dalle truppe inglesi e francesi durante la prima guerra mondiale, il territorio fu spartito dalle due potenze con il beneplacito della Società delle Nazioni. Alla fine del 1956, dopo un plebiscito organizzato dagli inglesi, la parte occidentale fu annessa al Ghana mentre la parte orientale rimase sotto la dominazione francese.
Nel 1958 Sylvanus Olympio (appartenente alla Unité Togolaise) vinse le elezioni dell’allora Territorio d’Oltremare del Togo con un programma indipendentista moderato. Il paese ottenne l’indipendenza nel 1960, ma a quei tempi nessuno sembrava ricordare un contratto stipulato nel 1957 con la Compagnia delle Miniere del Benin che cedeva al consorzio francese la proprietà dei giacimenti di fosfati, principale risorsa naturale del paese, fatto per vanificare almeno in parte gli sforzi per l’indipendenza. Nel 1963 Olympio cominciò a prendere in esame la questione e a programmare una serie di riforme fondamentali, influenzato dal programma radicale indipendentista di N’Krumah nel vicino Gnaha. Il suo lavoro fu stroncato da un colpo di stato . a cui sembra che abbia preso parte Etienne Gnassingbe Eyadema, allora ufficiale delle Forze Armate - e durante il quale il presidente fu assassinato.
Alla morte di Olympio, gli succedette Nicolas Grunitzki (esponente del Parti Togolais du Progrès), rivale del presidente assassinato e di tendenze neocolonialiste. Nel 1967 fu deposto da un colpo di stato guidato dal generale Etienne Gnassingbe Eyadema, che si autoproclamò capo dello stato.
Nel 1969 nacque il Raggruppamento del Popolo Togolese (RPT) che governò come partito unico guidato da Eyadema. Il governo di Eyadema si caratterizzò fin dall’inizio per l’adozione di posizioni nazionaliste, dalle quali si sarebbe in seguito allontanato. Nel 1972, nazionalizzò il 35% delle azioni della compagnia mineraria; nel 1975 questa percentuale salì al 51% per poi estendersi, nel 1976, a tutta la produzione ed esportazione dei fosfati.
Il 39 dicembre 1979 fu approvata una nuova Costituzione che sanciva l’instaurazione del presidenzialismo ed Eyadema fu eletto presidente per sette anni. Il suo governo puntò su uno sviluppo economico che, considerando i fattori positivi del turismo, del petrolio e dell’aumento del prezzo mondiale dei fosfati, sembrava promettente. Nel 1981, però, il prezzo del fosfato si dimezzò e la recessione economica internazionale provocò una drastica riduzione del turismo europeo, aumentando il deficit della bilancia dei pagamenti e facendo salire il debito estero a 1.000 milioni di dollari.
Nel giugno del 1984, per ottenere un rifinanziamento dal Club di Parigi, il governo fu costretto ad accettare ulteriori condizioni oltre a quelle già imposte dal FMI; le conseguenze furono il congelamento totale dei salari, la riduzione al minimo degli investimenti statali e l’applicazione di nuove modalità di prelievo fiscale, come l’osteggiata imposta «di solidarietà», che gravò per il 5% sui redditi.
Nel gennaio del 1985 nella capitale del Togo furono sottoscritti i cosiddetti accordi «Lomé-3» che fissavano le norme per la cooperazione tra i paesi del gruppo ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) e la Comunità Economica Europea.
Nel gennaio del 1986 Eyadema fu rieletto per altri sette anni con il 99,95% dei voti. Nel 1988, dopo una breve interruzione delle relazioni con il FMI, il Togo firmò nuovi accordi. A fronte del disavanzo commerciale e della bilancia dei pagamenti e del debito estero, che nel 1990 sfiorò i 1.270 milioni di dollari, il governo avviò un piano di aggiustamento dell’economia che prevedeva la privatizzazione di alcune aziende pubbliche.
Nel 1991 il governo impose l’esproprio delle terre a 10.000 contadini del distretto di Keran Oti nel nord del paese allo scopo di creare una riserva di caccia di 80 kmq.
Nell’aprile del 1991 vi furono manifestazioni di opposizione in varie città. L’8 aprile oltre un migliaio di persone si barricarono in uno dei principali quartieri di Lomé, chiedendo le dimissioni di Eyadema. La violenta repressione causò una trentina di morti e numerosi feriti. A pochi giorni di distanza, il 12 aprile, furono legalizzati i partiti di opposizione ed Eyadema annunciò un’amnistia per i prigionieri politici e l’inizio di un’apertura.
Il 28 agosto 1991 una Conferenza nazionale nominò primo ministro provvisorio Kokou Kaffigoh, presidente dell’Ordine degli Avvocati del Togo e riconosciuto leader della lotta per i diritti umani, ed approvò la costituzione di un’Assemblea legislativa che destituì Eyadema dalla carica di capo delle Forze Armate e gli proibì di candidarsi alle elezioni previste per il 1992.
Lo scioglimento del RPT, decretato il 26 novembre 1991 dall’Assemblea legislativa, provocò un golpe militare. Due giorni dopo le Forze Armate occuparono la sede del governo, sciolsero l’Assemblea legislativa e tennero sotto sequestro per varie ore Kaffigoh. Una ventina di persone furono uccise dalle pattuglie militari. I golpisti accusarono l’Assemblea legislativa di essere composta da estremisti rivali di Eyadema. I partiti politici e le altre organizzazioni di opposizione fecero un appello alla resistenza per impedire il ritorno della dittatura.
Al complesso panorama politico togolese si aggiungono i problemi economici, sociali e tribali. Eyadema, per esempio, appartiene alla tribù settentrionale dei kabye, che controlla un esercito di 12.000 effettivi. Il primo ministro Koffigoh rappresenta invece gli ewe del sud (gruppo maggioritario). Nel 1992 furono avviati nuovi negoziati nell’ambito di un processo di trasferimento del potere ai civili. Quell’anno furono fissare delle scadenze per la ridemocratizzazione del paese e furono rifatte le liste elettorali.
Nel gennaio del 1993 l’opposizione tagliò i ponti con Koffigoh, si riunì nel Benin e nominò un governo ombra. Quello stesso mese la guardia presidenziale uccise un centinaio di manifestanti a Lomé, fatto che spinse migliaia di persone a rifugiarsi in Ghana e Benin.
Eyadema accettò di indire le elezioni in agosto. In un clima di guerra civile, trionfò con il 96,5% dei voti nonostante le accuse di brogli elettorali mosse dall’opposizione. Le proteste popolari si intensificarono e, nel gennaio del 1994, Eyadema uscì illeso da un attentato organizzato da un centinaio di individui armati che terminò con un bilancio di 67 morti.
L’opposizione trionfò alle elezioni politiche di febbraio, ma Eyadema impedì ad uno dei suoi leader, Edem Kodjo, di formare un governo da cui fossero esclusi i membri dei partiti del vecchio governo. Il Comitato di Azione per il Rinnovamento, che raggruppava i gruppi d’opposizione, decise di boicottare il Parlamento, paralizzando l’attività del governo per gran parte dell’anno.
In luglio, nella capitale, 150.000 persone rimasero senza tetto a causa di una inondazione. In settembre tre settimane di forti precipitazioni distrussero interi villaggi, strade e ponti, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali del paese, lasciando oltre 21.000 persone senza tetto.
Nell’agosto del 1996 Kodjo si dimise dalla carica di primo ministro e fu sostituito da Kwasi Klutse, esponente del Raggruppamento del Popolo Togolese (RPT).
Nel luglio del 1997 l’opposizione moltiplicò i contatti per unificarsi e riuscire a vincere la battaglia contro Eyadema. Il presidente, al potere dal 1967, dovette inoltre affrontare le pressioni provenienti dagli stessi ambienti militari che chiedevano la democratizzazione del potere politico.
L’Unione Europea promise al governo di fornire dei finanziamenti per 30 milioni di dollari destinati alla sanità, all’istruzione e alla costruzione di strade nelle zone rurali.
Nel 1998 l’Assemblea legislativa approvò una nuova legislazione sulla libertà di stampa che proibiva l’arresto arbitrario dei giornalisti ed altri abusi da parte delle forze dell’ordine, come le «visite» notturne degli agenti di polizia senza mandato giudiziario.
 
Schede:
La creazione dell'Africa
Le culture africane prima della colonizzazione
Le origini della cultura yoruba
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