- Scheda
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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Gli stati fulani
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- Questo popolo di pastori - che, a seconda delle fonti, vengono chiamati fulani, fulah,
peul e talvolta «popoli del ceppo occidentale», nomadi in alcuni casi, transumanti in
altri - acquisì nel corso della sua storia determinate caratteristiche che spiegano il
ruolo peculiare che rivestì in tutto il Sahel.
- Il suo nomadismo, che lha portato alternativamente a contatto con le culture
complesse del nord e con le società tribali analfabete del sud, lo ha dotato di una
particolare flessibilità culturale. Attraversando territori ostili, questi pastori si
trasformarono a volte in eccellenti guerrieri. La loro struttura sociale gerarchizzata,
con caratteristiche quasi feudali, permise loro di inserirsi rapidamente nel funzionamento
degli stati centralizzati.
- A partire dal IX secolo, si spostarono alla ricerca di pascoli migliori verso il sud e
verso est, partendo dallattuale Mauritania. Un evento fondamentale nel loro processo
culturale fu la conversione allIslam della maggior parte delle tribù: i fulani
divennero veri e propri diffusori della religiose e, con i loro viaggi, contribuirono
notevolmente alla propagazione dellIslam.
- Il primo stato fondato dai fulani fu Fouta Toro - lattuale Senegal del nord - nel
X secolo, inizialmente tributario del Ghana e in seguito come alleato degli almoravidi. Il
territorio fu successivamente esteso al Tekrour - nel Senegal centrale - ma i fulani
divennero poi vassalli dei mali e dei songhai. Con la crisi di questo impero, la dinastia
dei koli ampliò la propria egemonia sul Fouta Djalon - nel nord della Guinea - dove
rimase al potere fino al XVIII secolo. Nel XV secolo alcuni gruppi di fulani si
stabilirono nel Macina nella valle del Niger a nord di Djenné e il loro capo ottenne dal
sultano del Mali la carica di governatore. In virtù della loro conoscenza della regione e
dellassenza di vincoli con la popolazione sedentaria, i re utilizzavano spesso i
fulani come amministratori locali, intermediari del potere centrale. Sotto la sovranità
dei mali, dei songhai e dei bambara, che accettavano altrettanto volentieri, i fulani del
Macina mantennero la propria autonomia locale fino al XIX secolo.
- Altri gruppi dello stesso popolo s stabilirono nel Liptako, in condizioni simili, nel
XVI secolo. La necessità di difendere i territori dagli agguerriti mossi vicini - attuale
Burkina Faso - permise al capo Ibrahim Faidù, in teoria vassallo dellimpero
songhai, di instaurare in pratica una monarchia indipendente che durò fino al 1810. In
seguito altri gruppi di fulani si insediarono tra gli haussa dellattuale Nigeria e
il centro-nord dellattuale Camerun.
- Nel XVII secolo si verificò una rinascita del fervore religioso dei fulani
nellambito più ampio di un rinascimento islamico che avrebbe dato origine anche al
nahdismo (Sudan) con importanti ripercussioni politiche per il Sahel.
- Nel Tekrour e Fouta Toto la dinastia koli fu deposta da Abdel Kader Torodo, che nel 1776
adottò il titolo di almamy - variante dellarabo al-imam, capo della preghiera -
instaurando una teocrazia virtuale.
- Nel Fouta Djalon avvenne una riforma simile, capeggiata da due leader religiosi, Ibrahim
Sory e Karamoto Alfa, che fu in seguito minacciata dalle lotte per la successione. La
soluzione a cui giunsero le due famiglie nel 1784 fu salomonica e originale: la «teocrazia
alternata». Un almamy della famiglia Sory avrebbe amministrato il paese per due anni, per
passare poi lo scettro a un almamy della famiglia Alfa, che glielo avrebbe restituito a
distanza di due anni. Questo sistema si mantenne fino al 1848.
- Nel sud dellattuale Niger, la comunità dei fulani fu galvanizzata dalle parole di
Osman Dan Fodio - nato nel 1754 e con unenorme fama di santità - che predicava una
rigenerazione dellIslam. Quando i re haussa (Nigeria) avvertirono il pericolo e
tentarono di reprimerli, Osman fece un appello alla guerra santa, si impossessò dello
stato di Gobir nel 1801 e si proclamò in seguito Capo dei Credenti. In poco tempo tutti
gli stati haussa caddero in suo potere e solo Bornu (Ciad) con Al Kaneime a capo del suo
esercito riuscì a resistergli. Dalla capitale Sokoto, Dan Fodio governò la maggior parte
dei territori dellattuale Niger e Nigeria fino alla morte avvenuta nel 1919. I suoi
successori governarono come emiri di Sokoto fino al 1917.
- Adama, un discepolo di Osman, assunse la guida dei fulani della valle del Benue -
Camerun centro-settentrionale - e creò nel 1818 uno stato che prese il nome da lui:
lemirato di Adamaua, che fu governato dai suoi discendenti fino alla penetrazione
tedesca del 1910.
- Nel Macina, Hamadù Bari si fece interprete di una predicazione simile e, nel 1816, ebbe
la meglio sia sul governatore fulani che sul re bambara di Ségou. Riconosciuto come
sceicco («Sekù») da Osman Dan Fodio - considerato padre spirituale da tutti i fulani -
conquistò Djenné e Tombouctou creando uno stato che si conservò fino al 1860.
- Omar Saidù Tall (1797-1864), noto come El Hadj Omar per il
pellegrinaggio alla Mecca, fu lultimo discepolo di Dan Fodio. Nel 1848 organizzò un
esercito nel Fouta Djalon, estese i propri confini conquistando il regno bambara di
Kaarta, ma fallì nel tentativo di riconquistare il Fouta Toro, occupato dai francesi nel
1860. Tornato ad est, si impadronì dal Macina fino a Tombouctou, condannando a morte
lemiro (nipote di Hamadù Sekù) per le sue amicizie con gli europei e morì in
battaglia nel 1854. Gli successe il figlio Ahmadù, che si trovò ad affrontare
contemporaneamente gli eredi dellemiro e i francesi, i quali alla fine ebbero la
meglio e, tra il 1889 e il 1893, occuparono la regione.

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