- Scheda
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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- Hasta el momento está disponible sólo en italiano.
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- La civiltà del Kanem-Bornu
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- Dove la pista carovaniera di Bilma si avvicina al lago Ciad (Niger) vivevano, secondo la
tradizione orale, delle comunità di «piccoli uomini rossi» che furono probabilmente gli
artefici, tra il I e il V secolo d.C. della cosiddetta Civiltà del Ciad, nota per la sua
produzione artistica e metallurgica di alta qualità. Attorno al X secolo giunsero i sao,
popolo nilotico di elevata statura, che sterminarono gli «ometti rossi» ed instaurarono
una confederazione di tribù a sud-ovest del lago. Sullaltra sponda del Ciad si
erano stabiliti dallVIII secolo i kanuri, gruppi di pastori affini ai tebu (nomadi
autoctoni delle montagne del Tibesti), i quali, sovrapponendosi alla popolazione locale
come aristocrazia militare, crearono il regno di Kanem. Convertiti allislamismo
nellXI secolo, coltivarono stretti rapporti con il mondo arabo basati sul traffico
di schiavi.
- La cattura di schiavi portò frequentemente i kanuri in territorio sao, fino alla sua
conquista. Da allora i saif (dinastia reale kanuti) cominciarono a chiamarsi «re di
Kanem, signori di Bornu» e il loro stato fu conosciuto con questo doppio nome.
- Il più brillante dei re di questo periodo, Dunama Dibalimi, governò tra il 1200 e il
1260 un territorio che andava dalle sponde del Ciad a Fezzan (Libia) a nord e dagli stati
a ovest fino a Ouaddai (confine con lattuale Sudan) a est.
- La prosperità del traffico permise loro di mantenere un esercito permanente di 30.000
uomini a cavallo e di far costruire a Il Cairo (Al Qahirah) un ampio collegio per i
giovani kanuri che andavano alluniversità di al-Azhar.
- Il dominio esercitato sugli altri popoli non era totale: nel XIV e XV secolo i sao, i
tebu e i bulala (nel sud-est) si ribellarono ripetutamente, obbligando i saif ad
abbandonare Kanem e a trasferire la capitale a Bornu.
- Il re Idris Alaoma (1571-1603) decise di risolvere questi problemi in modo drastico:
ottenere dalla Tunisia moschetti e istruttori di tiro e, con lesercito ammodernato,
affrontò un nemico alla volta.
- I sao, di lunga tradizione ribelle, furono completamente sterminati in una campagna
militare nella quale tutti i loro villaggi furono rasi al suolo. I tebu furono scacciati
dalle loro montagne e costretto ad insediarsi nel Bornu, dove potevano essere controllati
meglio, mentre per dominare i bulala fu necessario conquistare il nord dellattuale
Camerun.
- Paradossalmente tutta questa «sistemazione» non favorì economicamente i kanuri: i
mercanti haussa, se da un lato accettarono la sovranità di Idris e pagarono tributi ai re
di Kanem-Bornu, dallaltro lato ottennero il controllo del traffico di schiavi
traendo così vantaggio da una «pace» conseguita con unenorme perdita di vite
umane.
- Questa situazione si mantenne più o meno stabile fino al XIX secolo, quando
linvasione fulani obbligò il re di Bornu a chiedere aiuto a Mahamad al-Kanemi, un
capo militare che, dopo aver respinto gli invasori, divenne il reale detentore del potere.
Il figlio Omar mantenne questo dualismo fino al 1864 quando, giustiziando il re Ibrahim,
mise fine alla millenaria dinastia saif.
- Nel 1893 il successore di Omar fu deposto da Rabah, un guerrigliero
sudanese che aveva combattuto a fianco di Mahdi e che estese i confini del Kanem-Bosnu
verso il Sudan. Dopo molti anni di lotta contro i francesi che volevano il controllo del
territorio, Rabah fu stretto in una morsa da tre eserciti coloniali provenienti
rispettivamente dallAlgeria, dal Congo e dal Mali e capitolò. La sua morte
significò la fine della resistenza alla penetrazione coloniale.

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