- Scheda
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- Scheda tratta da:
 
- EMI - Editrice Missionaria Italiana
- Via di Corticella, 181
- 40128 Bologna
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Le origini della cultura yoruba
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- Nelle foreste della costa tra il Volta e il Camerun si insediarono attorno al V secolo
d.C. delle comunità rurali che conoscevano la lavorazione del ferro. Tra le comunità
più importanti cera quella degli yoruba, il cui nucleo centrale, localizzato nelle
regioni di Ife, Ilesha ed Ekiti, sembra essere linsediamento più antico. La
dispersione operata dai gruppi che imposero la loro supremazia economica, politica e
culturale sui territori occupati dalle comunità più deboli portò, probabilmente nel
XIII secolo, alla formazione dei regni yoruba. È necessario ricordare che la nozione di
«regno» associata alle società africane tradizionali non coincide con laccezione
occidentale del termine.
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- I regni o stati yoruba
- I regni yoruba fondati nel sud dellattuale Nigeria, devono a questa etnia la loro
omogeneità linguistica e culturale e in essa riconoscevano i loro padri fondatori. Lo
splendore raggiunto da due di questi regni, quello di Ife e di Oyo, si estese alle
tradizioni degli altri regni, eclissando le loro origini.
- Una cosmogonia basata sul mito di Ife colloca la creazione della Terra nella città di
Ife-Ife e unaltra basata sul mito di Oyo attribuisce le origini degli yoruba alla
migrazione di popoli provenienti da est. Ciò che è certo è che la vita di questi regni
promosse la diffusione di determinate istituzioni e pratiche tra le loro popolazioni e che
lesistenza di stati ben riforniti ed organizzati permise lo svolgimento di attività
piuttosto complesse come lagricoltura estensiva, il commercio su lunghe distanze, il
sistema tributario, lespansione militare, lamministrazione cittadina e così
via.
- Sebbene ogni re aspirasse a lasciare al suo successore un regno sempre più grande, una
politica di tolleranza favoriva un clima di scambi che arricchiva culturalmente sia
vincitori che vinti. Questo scambio spiega inoltre leterogeneità che caratterizza
la civiltà yoruba, una cultura la cui unità fu realizzata proprio attraverso le
differenze.
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- La vita economica dei regni yoruba
- Gli stati yoruba avevano in genere dimensioni modeste ed erano formati da una sola
città e dai villaggi limitrofi. Fa eccezione il regno di Oyo, che comprendeva vasti
territori e che, nel XVII secolo, si elevò allo status di impero.
- Generalmente le comunità erano formate da insediamenti che sorgevano attorno alla casa
dei re e dei nobili in unarea circondata da mura. I prodotti dellagricoltura,
della modesta attività estrattiva e dellartigianato venivano venduti nei mercati
locali, organizzati a giorni alterni per evitare che villaggi vicini si facessero
concorrenza. Gli articoli di lusso (loro che giungeva a corte sotto forma di
tributi, lavorio, gli oggetti artistici, le noci e così via) erano oggetto di un
commercio organizzato su lunghe distanze, per esempio con gli stati haussa, delle zone
orientali; i beneficiari diretti di questo commercio erano gli stati più ricchi della
popolazione: i re, le corti, i funzionari, i commercianti e i professionisti. Nelle
comunità più evolute erano presenti gli schiavi - la cui condizione era la conseguenza
dei reati commessi o dei debiti - che lavoravano come domestici o come braccianti agricoli
nelle terre comuni.
- Gli yoruba delle società tradizionali non praticarono il commercio di schiavi, tuttavia
la storiografia segnala lesistenza di una tratta iniziata probabilmente nel XV
secolo durante il governo dei re del Benin.
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- La visione del mondo yoruba
- Un antico mito narra che i nipoti di Oduduwa - il leggendario fondatore - provenienti da
Ife, la città sacra, si dispersero dando vita alla prima generazione degli stati yoruba:
Owu, Ketu, Benin, Illa, Sabe, Popo e Oyo.
- La cosmogonia yoruba si basa sulla concezione di unentità superiore, formata da
tre divinità (Olofi, Oloddumare e Olorum). La prima di queste divinità creò il mondo,
che inizialmente era popolato solo da orixas o santi. In seguito suddivise il suo
potere (ache) tra i santi, ai quali fu affidato lincarico di intervenire
nelle questioni umane e di intercedere per gli uomini presso Olofi grazie alla mediazione
del giudice supremo o messaggero principale Obbatala.
- Come nella maggior parte delle lingue dellAfrica Nera, il «potere» si esprime
tra gli yoruba con una parola che significa «forza», non nel senso di violenza bensì di
energia vitale che genera forze molteplici ed è responsabile di una serie di eventi,
dallintegrità fisica e morale alla fortuna.
- Nata nel seno di società dove qualsiasi azione viene realizzata, interpretata e vissuta
come parte di un tutto ontologicamente organico, questa cosmologia contiene lidea
che lordine delle forze cosmiche può essere sconvolto da azioni immorali che hanno
un effetto squilibrante e dannoso per lumanità, per la natura e per i suoi stessi
creatori.
- Lunità tra la natura e letica costituisce, in queste culture, un fenomeno
cosmico e di conseguenza un principio per lesercizio del potere, una condizione per
la sua applicazione benefica. Le narrazioni tradizionali della cultura yoruba fanno
riferimento alla punizione inflitta ai governanti tirannici e a coloro che non rispettano
le forze della natura.
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- La vita della comunità
- La nozione di forza è presente anche nellideale che anima la vita della comunità
e quella di ognuno dei suoi componenti: «Difendersi da qualsiasi diminuzione del suo
essere, migliorare la sua salute, la sua forma fisica, la dimensione dei suoi campi, la
grandezza delle sue greggi, il numero dei suoi figli, delle sue mogli, dei suoi villaggi»
(Ki-Zerbo, 1979).
- La comunità aveva molto valore nelle culture tradizionali yoruba. Determinava la loro
concezione della storia - identificata con la vita del gruppo in costante cambiamento - e
del tempo - concepito come tempo sociale, vissuto dal gruppo, che trascende il tempo della
persona e che rappresenta, al tempo stesso, la dimensione in cui luomo conduce la
sua lotta contro il calo e a favore dellarricchimento della sua energia vitale. Gli
yoruba pensavano che nel corso della storia vissuta dal gruppo si accumulasse un ache che
si incarnava negli oggetti. In quanto attributi degli orixas, questi oggetti venivano
tramandati dagli antenati alle comunità successive tramite i patriarchi o re, che
fungevano da intermediari tra il mondo trascendente e quello visibile.
- Benché a capo delle comunità vi fosse il re, in realtà esse erano amministrate dai
consigli di governo nei quali erano ammessi uomini di diversa estrazione e gli anziani
godevano di particolare prestigio. Come la maggioranza delle comunità tradizionali
africane, le società yoruba erano fortemente dipendenti dallopinione pubblica, per
cui il comportamento delle autorità veniva sorvegliato, spiato, e le violazioni dei
principî sui quali si fondava la vita comunitaria venivano denunciati sempre mediante
critiche e accuse verbali talmente insistenti e pesanti che alla fine chi si macchiava di
qualche colpa si sentiva obbligato a dare spiegazioni o a dimettersi.
- Non bisogna dimenticare la posizione della donna, la cui autorità era esercitata
nellambito dei confini cittadini.
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- La religione yoruba
- La religione delle società tradizionali yoruba è caratterizzata dal culto a Dio e a un
insieme di divinità intermedie, dal cui intervento o volontà dipende la vita umana. Gli
orixas sono degli antenati che in vita accumularono un potere e una sapienza superiori
alle forze naturali e umane, in virtù dei quali un giorno passarono dalla condizione
umana a quella divina. Ognuno personifica determinate forze della natura ed è associato a
un culto in base al quale i credenti sono tenuti ad offrire cibo, sacrifici e preghiere
per placare la loro ira e per guadagnarsi il loro favore.
- La religione yoruba è legata al concetto di famiglia nel senso che ogni culto genera
una fratellanza religiosa che deriva dallorixas o antenato comune, unisce i vivi con
i morti e supera i legami di sangue.
- Gli dèi yoruba si impossessano dei fedeli durante la liturgia. Quando un fedele viene
posseduto, il dio balla con i suoi adoratori in unatmosfera di amicizia e a volte
parla, indovina, consiglia e profetizza. Tra gli orixas più noti ricordiamo Eleggua, il
do che apre la strada e che nelle case africane viene posto dietro le porte; Oggun,
inventore del crogiolo, dio dei minerali e delle montagne; Oxosi, dio della caccia; Xango,
il Marte degli yoruba, dio del fuoco e della guerra; Oxun, la dea dellacqua dolce,
dellamore e di ogni dolcezza; Lemanya, la regina del mare.
- La tratta degli schiavi provocò, dal XVI secolo in poi, una migrazione forzata verso le
Americhe delle popolazioni africane e delle loro culture. Un complesso di forme di
pensiero e di civiltà di origine yoruba si è sviluppato in Brasile, Cuba e presso altri
popoli delle Antille.
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- Larte yoruba
- Larte delle comunità yoruba più antiche si distinse per le sue sculture in
terracotta e ceramica. Di particolare importanza sono i bassorilievi, le sculture lignee e
le maschere e teste umane realizzate con la tecnica dello «stampo di cera a perdere»,
gelosamente conservata come eredità divina.
- Nellarte yoruba un posto di tutto rilievo è riservato alla musica. Anche se, in
quanto forma artistica, ha un significato autonomo e profano, la musica è
indissolubilmente legata ai culti religiosi e alla liturgia yoruba.
- Laspetto più caratteristico è il predominio dei tamburi e specialmente la
presenza dei tamburi «batà» (famiglia), una creazione esclusiva del popolo yoruba. Si
tratta di un insieme di tre tamburi - «Iya» (madre), «Itotele» e «Okongolo» - che
vengono suonati contemporaneamente da tre suonatori. Per gli yoruba «i bata parlano» e
tutti i loro suoni - sacri (suoni di bata) o profani (suoni di bembe) - si ispirano alle
leggende attribuite agli orixas.
- Alla musica dei bata si uniscono cori e danze liturgiche. I cori seguono il ritmo dei
tamburi e le danze vengono eseguite da danzatori che imitano le forze della natura e i
poteri attribuiti agli orixas.
- Lentità sonora e sinfonica dei bata (sonorità vegetale, data dal
legno dei tamburi; animale, data dalle pelli che permettono di accordare lo strumento e
dalle cinghie che servono da sostegno; minerale, data dallinsieme di sonagli e
campanelli), unita alle voci umane, obbedisce a un criterio magico per mezzo del quale gli
yoruba evocavano la totalità delle potenze cosmiche.

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