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Xianggang (Hong Kong)
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Capitale: Victoria
Superficie: 1.092 km²
Popolazione: 6,547 milioni
Speranza di vita: 78.71 anni
Pil pro capite: 26,000 $ / anno
Valuta: 1 Hong Kong dollar (HK$) = 100 cents
 
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Capital: Victoria
Superficie: 1.092 km²
Habitantes: 6,547 millones
Esperanza de vida: 78.71 años
Pib pro capita: 26.000 $ / año
Divisa: 1 Hong Kong dollar (HK$) = 100 cents
 
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Official name: Hong Kong
Dependency: dependent territory of China
Capital: Victoria
Area: 1,092 km²
Population: 6.547 million
Languages: Chinese, English
Life expectation: 78.71 years
Gdp per capita: 26,000 $ / year
Currency: 1 Hong Kong dollar (HK$) = 100 cents
 
 
 
 
Scheda tratta da:
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EMI - Editrice Missionaria Italiana
Via di Corticella, 181
40128 Bologna
 
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L’isola di Hong Kong (Xianggang) fu ceduta alla Gran Bretagna «in perpetuità» nel 1842, quando gli inglesi attaccarono la Cina nella prima Guerra dell’Oppio. 18 anni dopo gli inglesi conseguirono i diritti su Kowloon, penisola continentale antistante l’isola. Nel 1898, il Regno Unito obbligò i cinesi a cedere in concessione per 99 anni la zona rurale situata al nord di Kowloon, conosciuta come «Nuovi Territori».
Hong Kong fu dapprima utilizzata come centro commerciale e via d’accesso alla Cina. Negli anni ‘50, in seguito alla vittoria comunista in Cina, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna imposero un embargo commerciale. Privata dei rifornimenti, Hong Kong dovette importare tutti i beni di consumo dall’estero, aumentare le esportazioni e trasformazioni rapidamente in un centro dell’industria leggera, diventando grande esportatrice di tessuti, abbigliamento, prodotti plastici ed elettronica. Questo sviluppo fu generosamente appoggiato - come già a Taiwan e nella Corea del Sud - dalle potenze occidentali, interessate a promuovere questi «bastioni» della Guerra Fredda.
La crescita del commercio e dell’industria per l’esportazione trasformò Hong Kong in un centro della finanza, delle comunicazioni e dei trasporti. Il governo rese agevole questo sviluppo fissando poche tasse e minimi dazi doganali, offrendo fiducia e libertà di movimento per i capitali.
Quando, alla fine degli anni ‘70, la Cina iniziò ad aprirsi al commercio internazionale e all’investimento straniero, Hong Kong - dotata di uno dei migliori porti naturali del mondo, di sofisticati sistemi internazionali di investimento e commercio e di grandi e moderni terminali per containers - si trovò nelle condizioni ottimali per ricavarne il massimo vantaggio. Il 30-50% dello scambio estero della Cina avviene attraverso Hong Kong, da cui proviene anche il 90% degli investimenti stranieri della provincia cinese di Kwangtung.
La quasi totalità della popolazione è di origine cinese, e si stabilì sul territorio in seguito a successive ondate migratorie favorevoli soprattutto dalle circostanze politiche o economiche vissute dalla Cina comunista.
All’inizio degli anni ‘80, Londra e Pechino avviarono negoziati sul futuro di Hong Kong, poiché il periodo di 99 anni di concessione del territorio sarebbe terminato nel 1997. La popolazione di Hong Kong non fu rappresentata in alcun modo nel corso delle trattative.
I negoziati cino-inglesi giunsero a un accordo, annunciato nel 1994, in base al quale la Cina avrebbe recuperato la sovranità sulla totalità del territorio, che avrebbe goduto di un «alto grado di autonomia» in quanto Regione Amministrativa Speciale della Cina.
Nel settembre del 1991, per la prima volta in 50 anni, gli abitanti di Hong Kong elessero i membri del Consiglio Legislativo. I candidati della coalizione Democratici Uniti (UDHK), critici sia verso il Governo coloniale di Hong Kong che verso la Cina e favorevoli a una maggiore democrazia, vinsero la maggioranza dei seggi.
Il governatore britannico Chris Patten riformò il sistema elettorale, separando totalmente il potere esecutivo da quello legislativo. La Cina affermò che tale riforma contraddiceva i principî della Legge Fondamentale (la Costituzione di Hong Kong). Nel 1993, la Cina nominò un Comitato Preparatorio per la Regione Amministrativa di Xianggang, formato da personalità di Hong Kong e da consiglieri del governo coloniale.
Nel 1994 Patten favorì un piano per aumentare il numero degli elettori nelle elezioni del 1995. Questa decisione provocò una nuova polemica con Pechino. Nel settembre del 1995, il Partito Democratico, contrario all’interpretazione ufficiale cinese della Legge Fondamentale, trionfò nelle elezioni del Consiglio Legislativo. Qian manifestò l’intenzione di Pechino di sciogliere questo Consiglio nel 1997, ritenendo che «non prendesse in considerazione gli interessi di tutte le forze sociali» di Xianggang.
Il governatore britannico accusò pubblicamente le autorità cinesi di trattare solo con «multimilionari». Patten si riferiva all’alleanza sottoscritta nel 1996 tra i principali uomini di affari di Hong Kong e il governo di Pechino.
Martedì 1° giugno del 1997, alle ore zero, la Cina riprese il controllo di Xianggang, dopo 155 anni di dominio coloniale inglese. L’imprenditore Tung Chi Hua fu designato a dirigere il nuovo esecutivo dell’isola, assistito da un Consiglio Legislativo.
D’accordo con la nuova legge, Xianggang conserverà per 50 anni i suoi diritti e libertà, l’autonomia giudiziaria, così come la sua natura e stile di vita di centro finanziario e commerciale internazionale. La zona batte moneta propria e governerà con leggi proprie in materia di immigrazione e dogane. Pechino si riserva il controllo della difesa e delle relazioni estere.
La riunificazione avviò un processo denominato «un paese, due sistemi», consistente nell’integrazione dell’economia di libero mercato a Xianggang con il rigido controllo politico del resto della Cina, che costituiva un’esperienza senza precedenti nel mondo.
Il trapasso avvenne in un contesto di spettacolare crescita dell’economia cinese, che non dà segnali di arresto. Xianggang, d’altra parte, è considerato il terzo centro economico al mondo e il terso centro finanziario internazionale, dopo New York e Londra. Alla fine del 1997, circolarono voci sulle difficoltà finanziarie di alcune banche, ma furono smentite dall’autorità monetaria locale.
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